Librocielo di Attilio Stocchi: Milano è lume, patria e misura

LIBROCIELO - VOCI E LUCI SULL'ABITARE DOV'ERA IL CUORE ROMANO.

LIBROCIELO. Studio composito per l'Ambrosiana di Francesco Maria Ricchino, con rimbalzi di voci.

LIBROCIELO. Modello per rimbalzi di voci.

LIBROCIELO. Antefatto della Domus.

LIBROCIELO, Rimbalzi di voci. Spazializzazione dei dialoghi nello spazio dell'Atrium.

LIBROCIELO, Prologo. Al cospetto della statua di Federico Borromeo. Pronao della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

LIBROCIELO, Intermezzo. Pronao della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

LIBROCIELO, rimbalzi di voci. Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

LIBROCIELO, rimbalzi di voci. Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

LIBROCIELO, rimbalzi di voci. Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

LIBROCIELO, rimbalzi di voci. Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

LIBROCIELO, parte centrale dell'evento. Alda Merini, in rimbalzi di voci. Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

LIBROCIELO, rimbalzi di voci. Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

LIBROCIELO, fulcro della Sala Federiciana: Archistar ATTILIO STOCCHI.

LIBROCIELO, Spartito. Ritratto di Musico di Leonardo da Vinci. Aula Leonardi, Biblioteca Ambrosiana di Milano.

LIBROCIELO, Esodo. Circonferenze auree che costituiscono Milano. Cortile degli Spiriti Magni, Biblioteca Ambrosiana.

LIBROCIELO, Esodo. Circonferenze auree che costituiscono Milano. Cortile degli Spiriti Magni, Biblioteca Ambrosiana.

LIBROCIELO, Esodo. Circonferenze auree che costituiscono Milano. Cortile degli Spiriti Magni, Biblioteca Ambrosiana.

CUOREBOSCO - LUCI SUONI E ALBERI DI NEBBIA DOVE E' NATA LA CITTA'. Piazza San Fedele a Milano, 2011.

CUOREBOSCO, Rubecula.

Fiat lux et lux facta est
(Gn I, 3)

La luce non si spegne, viene riassorbita dalla luce primordiale.
I fenomeni ritornano alla loro patria d’origine
(E. Jünger, Due volte la cometa)

La luce come flusso introspettivo che anima il corpo della materia, la ciclicità naturale come ‘palpito cromatico’ e ‘vettore’ della struttura-identità da riedificare, una drammaturgia del ritorno al proprio spazio ancestrale che s’avvale dell’intimo dialogo fra radici e divenire per accedere all’essenza: si schiude a corollario “Librocielo – Voci e luci sull’abitare dov’era il cuore romano”, pervasiva installazione multimediale concepita dall’Archistar veneziano Attilio Stocchi per celebrare compiutamente la genesi storica della città di Milano – in occasione del Fuorisalone 2012 – ad un anno esatto di distanza dalla sinestesia di “Cuorebosco”. Egualmente promosso da Cosmit e realizzato dalla Fondazione Cosmit Eventi, curato dallo stesso Stocchi con Laura Trovalusci con la collaborazione di Laura Crespi ed Enrico Prato, tale evento-percorso vivificherà questa volta le vestigia romane milanesi fino a domenica 22 Aprile 2012 (dalle ore 20.30 alle ore 23.00), e nella Biblioteca-Pinacoteca Accademia Ambrosiana di Milano irradierà per mezzo di un “cammino sonoro e di luce” la casa dell’anima, patria dell’immaginazione e senso d’ogni viaggio, Domus e libro candido piegato sul petto, fonte perenne di colori e di forme, di strade assolate fra le cui sponde sfociare nella memoria.

Lucus a lucendo”, sussurravano e poi stormivano gli alberi del bosco, nel cuore della visione: in Piazza San Fedele, infatti, il Theatrum Naturae di Attilio Stocchi restituiva nel 2011 lo scrigno polifonico e cromatico dell’originario fulcro celtico milanese: rorida terra proprio come allora consacrata, madre frondosa circonfusa d’aurora con la nebbia ai suoi piedi; il colore del bosco si faceva cielo al calar della notte (Ater in Cuorebosco), s’aspettava un’alba nuova con i sensi rapiti ed il fischio blùazzurro e poi giallo del regolo a costellarci la fronte.
In sinalefe cromatica s’è aperto adesso “Librocielo”, che di quella ‘selva oscurata dal tempo’ che è il forum, rivela invece la sostanza; del cuore romano di Milano – nel III secolo a.C. centro commerciale, amministrativo e giudiziario del microcosmo urbano – è accelerata e quindi amplificata la frequenza dei battiti, nonchè rimarcata l’essenzialità per quanto concerne la determinazione fisionomica dell’identità urbana. Come già il nemeton degli antichi Galli Insubri, il Foro è abisso temporale ma proprio per questo luogo di congiunzione, porta per il sogno: esattamente nel punto d’intersezione fra cardo e decumano – al di sopra del luogo dov’era anticamente il forum romano – il cardinale Federico Borromeo (nel 1603) fece infatti erigere l’Ambrosiana, suo primo progetto di vita; Attilio Stocchi ivi schiude “Librocielo” – quale onirico ma tangibile omaggio – per celebrare la cultura ereditata dal mondo classico e rinnovarne il fulgore. La sensibilità artistica e la saggezza dell’Artefice intessono infatti nel buio una trama di luce, coinvolgendo in accorato dialogo circa i temi della casa e dell’abitare, gli antichi volumi custoditi nella Sala Federiciana; dalla logica più specificatamente funzionale della Domus si attinge allora all’intrinseca valenza simbolica delle sue parti costituenti, dalla struttura della stessa il senso anagogico delle proprie intime fondamenta. L’architettura sta alla pareidolìa, la figura etimologica allo iato fra le parole, il cielo lassù alla patria interiore:

“Il cielo è la patria sopra di noi
e il libro è il patrimonio
ereditato dai nostri padri
(Attilio Stocchi)

All’incipit di “Librocielo” è tempo del Prologo: la drammaturgia del ritorno al proprio spazio ancestrale s’origina nel cortile prospiciente piazza San Sepolcro, al cospetto della statua di Borromeo, adesso pater familias dello spazio ricreato; il secondo sogno di costui, mai concretizzato – “partita perduta”, scriveva Pavese ne “Il mestiere di vivere” -, sconfitta che la stessa statua sorprendentemente si ritrova a narrare, schiude le porte allo spazio poetico creato da Stocchi, che rivoluziona e vivifica ogni prospettiva vissuta o itinerario da sperimentare: nel buio pre-alfabetico della Sala Federiciana, i libri come testimoni sono rivelazione e risonanze di luce, radici che emettono i loro fiati-germogli in un lucus della memoria; aumenta il battito cardiaco, puntiforme è il nostro vibrare allo specchio della volta interiore. Siamo inermi e perduti in nuove coordinate, filo conduttore del nostro stesso flusso di coscienza. In risonanza s’intesse la casa interiore, Domus perenne e nido del pater e della mater, materia di luce. La ciclicità sottesa al concetto di Natura – così efficacemente sondata e ricreata dall’Artefice – s’imprime a quel fulcro che sorge nella sala, mentre di fuori lontano è ormai quasi notte: con le Fauces s’appressa l’alba, ma ancora timorosi ci si protegge dal buio; nell’Atrium già filtra il tepore del cielo e nell’Hortus rifulgono al sole del meriggio i colori della Natura. Con i Cubicula giunge la notte, ma già gli Stasimi innovano con madrigali l’aurora e i suoi toni, mentre la fiamma di Leonardo da Vinci annuncia anch’essa una purpurea rinascita. Dall’Imperatrix Reginarum e Virgo Dei dello Spartito, sfociamo infine alla luce: fuori è notte e l’Esodo affolla il cortile degli Spiriti Magni; eppure Milano rifulge al fiat lux, svelando in nove circonferenze auree il proprio vitale organismo a due cuori.
La via del ritorno ha in sè la risposta: è sacra selva assolata di parole, cinguettìo di cardellini che apre un nuovo cerchio, Domusmadre e misura” in intimo dialogo con “lo spettacolo che è dentro di noi” (Attilio Stocchi).

 

Giada Eva Elisa Tarantino

Attilio Stocchi:
http://www.attiliostocchi.it/

Biblioteca-Pinacoteca Accademia Ambrosiana di Milano:
http://www.ambrosiana.eu/jsp/index.jsp
Tel. +3902806921

Ivi, a proposito di “Cuorebosco”:

URL breve: http://www.livemilano.it/?p=6610

Scritto da il Apr 22 2012. Registrato sotto CULTURA, NEWS. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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