“SEME / Seed” di Attilio Stocchi: fondamenta di luce, al Foscarini Spazio Brera a Milano

"SEME / Seed", al Foscarini Spazio Brera: invito all'Evento.

“SEME / Seed”. Pianta (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Prospetto (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Sincronie (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Pali (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Metamorfosi (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Studi (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Studi (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Studi (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Studi (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Studi (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Modellino (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Studi sul geode (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Rendering (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Rendering (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Luci (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Luci (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Struttura in divenire (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Struttura in divenire (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Interno della struttura (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Interno della struttura (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Interno della struttura (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”: macrocosmo visibile. Immagini di semi e fiori, costruite e rivisitate da M. Gardone (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”: macrocosmo. Immagini di semi e fiori costruite e rivisitate da M. Gardone (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”. Prime (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”, scultura di luce con microcosmo (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”, scultura di luce con microcosmo (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”, scultura di luce con microcosmo (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”, interno del macrocosmo (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”, scultura di luce (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”, scultura di luce. Dettaglio del geode (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

“SEME / Seed”, scultura di luce con microcosmo (Cortesia di ATTILIO STOCCHI).

E pulsante della luce di tutti i fiori luminosi/ della terra
(Attilio Stocchi)

All’essenza, entro il nucleo primigenio dell’organismo progettuale, luce in noi è infusa dal seme fino all’apice emotivo; nel dolce accordo fra ciò che abbiamo dentro e ciò che invece è fuori, lo spazio ancestrale rivela la materia plasmata in quanto radice che filtra ancora la vita: fondamenta ed analessi d’un continuum semiologico, organico e narrativo, ma anche epifania/prescienza al vertice di un già ramificato e rilevante percorso architettonico-narrativo ed umano, “SEME / Seed” è la vivida e suggestiva rivelazione-installazione multimediale ideata dall’Archistar veneziano Attilio Stocchi per interpretare la nascita del Foscarini Spazio Brera a Milano e per omaggiare invero la relativa storica zona meneghina, come anche la via scelta per un tale ‘germinare’. Proprio Via Fiori Chiari al numero civico 28, sede dell’evento fino al 14 Aprile 2013 (dalle ore 10 alle 22), sarà infatti da quest’anno – in riflessione diffusa con la sede Foscarini a breve inaugurata a New York – uno dei fulcri creativi, culturali, interattivi ed emozionali della nota azienda nata oltre trent’anni fa a Murano, già orientata allo sperimentare con il lighting design un innovativo oltre che peculiare linguaggio; Committenza “Coraggiosa e curiosa”, dunque – com’è stata definita da Lisa Ponti, che ci ha onorato della sua presenza alla serata inaugurale del 9 Aprile – , che nel condividere i propri valori ha scelto di vibrare all’unisono con la profonda curiosità intellettuale di Attilio Stocchi, anch’esso incline a ricercare la sostanza.
In quanto luogo dedicato alla creatività ad ampio raggio, e per questo d’ora in poi costellato d’idee, il Foscarini Spazio Brera è oggi mutato in terra fertile, spazio metaforico oltre che familiare, struttura portante; Domus aperta ad una nuova Visione:

Credo nella METAMORFOSI.
Nella capacità della materia e dello spazio
di trasformarsi.

Credo nelle STORIE.
Nella forza evocativa del racconto,
così grande da creare mondi.

Tutto ha inizio dal nome della via Fiorichiari,
così casualmente prossimo a quello
di Foscarini.
[…]”

Ipostasi e dono con luci e suoni d’una intradiegetica narrazione, “SEME / Seed” è scavato nella Storia e nella fabula, sulla via milanese che l’Artefice ricorda narrata a sua volta come dedicata ai fiori candidi, i più luminosi a sbocciare entro i numerosi giardini, per contrapporsi alla contigua dei Fiorioscuri, nella quale la tonalità prescelta era invero antitetica; la nostra Via Fiorichiari, allora, si rivela a sua volta quale luogo idealmente ancora da seminare, così solcata su quella Brera ancor oggi “tranquilla e tutta nostra”, “ciottolosa” e gaia, microcosmo, “cittadella” ed “isola” nel mare spesso ostile della città (L. Bianciardi, La vita agra, 1962). Brera ancora “Braida” – termine latino medievale da cui trae etimologicamente il proprio nome – terreno incolto, e “Campus vel ager suburbanus in Gallia Cisalpina”, ovvero pugno di verde intra moenia, seguendo l’originale excursus fra linguistica, storia e glottologia dello stesso Bianciardi; con un anagogico “seme di luce”, Attilio Stocchi fa rivivere quindi l’intreccio del racconto, e nel multisensoriale consueto suo accordare la matematica con la melodia, la letteratura con la botanica, bioacustica ed astronomia, mineralogia e storia, nel corso d’un’ellittica traiettoria di viaggio ed al cuore delle proprie coordinate, ci dona una risposta che è al contempo epifania e primo bagliore, Senso e vastità, lucus della memoria ed archetipo di ricerca, dolce vibrare in infinita risonanza.

Come non ipotizzare la costruzione di un seme –
di fiore chiaro (simile o all’Anthriscus cerefolium
o all’Helianthus annuus)- ma grande, grandissimo,
adagiato-infilzato da lunghi fili d’erba?
E pulsante della luce di tutti i fiori luminosi
della terra.

Perché poi non arricchire il morbido mondo vegetale,
facendolo fondere con quello duro,
geometrico minerale, del cristallo, del geode:
in modo che in questa metamorfosi
le curve organiche del seme,
riflettano al meglio anche la luce dell’aria?
[…]”

Nell’oosfera, s’accende la vita. L’idea si fa grembo, plenum e forma; diachenio oblungo ovoide, e quindi ellittico, il primo candido Seme risuona nel cuore alla polifonica ciclicità naturale; lo spermoderma è oscuro e poroso, non riflette la sua luce interna, ma ne è testimone. Il fulgore del giorno è l’anelito segreto che in un virgulto sfonderà la terra. Già punto nodale, unità di misura in quella fillotassi ‘cromatica’ che lo irradierà nello spazio sino al fulgido apice, “SEME / Seedè una scultura di 15 metri, architettura di 142 facce che mille volte ingrandisce la propria tenera matrice, e vasta superficie metallica, sabbiata e scura, da scorrere con le dita lungo tutte le sfaccettature originate dalla sua pervasiva metamorfosi. E’ dolce veemenza, in quanto guscio e corazza che custodisce l’anima tutta, e con essa la forza; è l’armatura d’aurora che “consente al seme di essere lancia: di incunearsi, di sfondare, di pervadere” (Attilio Stocchi 2013). Come le ataviche avieclir nell’auguraculum, ancora, è una forma evocativa costellata da fori triangolari che ne rivelano il Senso; ognuno di essi, custodisce una calotta fissata al guscio con semplici calamite, a sua volta contenente una Striscia LED RGB, che rende allora una lampada autonoma ogni triangolo di luce (Ibidem). Trasmutato fin dal primo palpito della sua creazione, dalla sapienza dell’Artefice, “SEME / Seed” appare come un Seme che s’estrae dalla miniera, minerale che si schiude in immagini e proiezioni di luce e colori; in quanto frutto d’una evoluzione di pensiero, e plasmato sulle proprietà del pentagono – ovvero formula armonica riscontrabile nel mondo vegetale e animale -, dell’eptagono, nella ricerca della metamorfosi tra mondo vegetale e minerale, e quindi dell’esagono, a rappresentare invece il Regno minerale, il medesimo scultoreo organismo contiene in sè due geodi: l’uno come macrocosmo visibile, con progetti di Lamps Lighting ed immagini di semi e di fiori costruite e rivisitate con sensibilità dall’artista fotografo Massimo Gardone, e l’altro piuttosto come singola spora, toccante microcosmo corazzato attorno alla propria prima luce (Attilio Stocchi 2013).
Come un narratore intradiegetico, Attilio Stocchi ha scelto di posare tale lirica forma nell’intreccio naturale, adagiandola-infilzandola con lunghi fili d’erba in metallo: alabarde sottili che ne scandiscono il ritmo ascendente, e che tanto richiamano quelle fondamenta simbologiche esplicitate negli edificanti progetti di riqualificazione ambientale ed installazioni da lui stesso ideati; dalla metafisica di “Aurea” (2001), al poetico sigillo architettonico su porfido d’Albiano in “Palinsesto” (2002), realizzati con Gualtiero Oberti. Dalla timbrica ariosa di “Trafitta” (2002) al flusso di tubi in “Fluxum” (2003), dalla valenza cromatica di “Lumen” (2011) alla sinestesia di “Cuorebosco” (2011), fino ai rami di luce rifratti sulla volta del nido dell’anima in “Librocielo” (2012): simboli d’accesso alla vastità, sia essa naturale oppure interiore.
Sono “araldi degli dei” (Cicer. De Divin. I, 41) i corifei che s’odono al buio, prima che con l’alba stormisca anche l’essenza: la capinera, il forapaglie, il codibugnolo e il codirosso, sono fiati d’un colore che attende di pulsare; ancestrale è questo suono che ci sboccia dal petto, mentre è “SEME” che, alla genesi, di bianche stelle ormai riveste le due cellule sinergidi. E’ biancoazzurro e struggente il palpito di Sirio, fulgido sorgere eliaco che con l’asterismo dello Scudo di Orione auspica la semina, e svela la corazza del Seme che scava la terra; è fervido ed incalzante questo battito, giallo tenue e gialloverde sul pernambuco dell’archetto, che oramai all’aurora ramifica il suono. Si cristallizza allora al proprio sole la fisionomia allegorica di SEME / Seed”, poliedrico reticolo minerale e narrativo, armatura superba che è infusa d’universo: nel tumulto rosso vivo noi perdiamo ogni difesa, e nell’Atrium siamo frammento se non guardiamo anche in alto; in sincronia con luci e suoni vibriamo nel lilla e poi al blù notte, “SEME” si spegne ma Dentro è nuova luce. Natura (dal latino natura, participio futuro del verbo nasci – nascere – e letteralmente “ciò che sta per nascere”) e materia mater, Madre, è Domus e sinfonia corale che con un Seme risuona, ti si edifica nell’anima.

E sullo sfondo,
dolcissima avvolgente, una musica di violoncello.
Incalzante come il vomere
e il seme che sfonda la terra.
Vegetale, minerale.
MONDI.

(Attilio Stocchi)

Giada Eva Elisa Tarantino

Attilio Stocchi, website:
http://www.attiliostocchi.it/

Foscarini, website:
http://www.foscarini.com/

URL breve: http://www.livemilano.it/?p=9728

Scritto da il Apr 13 2013. Registrato sotto Bacheca, DESIGN, NEWS. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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