Il successo dei ristoranti giapponesi a Milano (e in Italia)

La cucina giapponese in ItaliaSushi chef milano
La cucina giapponese in Italia è sbarcata nel nostro paese alla fine degli anni ’80, quando già circa 10 anni prima aveva conquistato il palato degli americani che si erano scoperti amanti della cucina orientale. Il primo “sushi bar” o ristorante giapponese fu aperto a Milano nel 1989 da Minoru Hirazaka che lo chiamò “Poporo”, che significa popolo nella sua lingua. Milano in qualche modo ha saputo accogliere e apprezzare la novità culinaria e ben presto da qui gli stessi ristoranti si diffusero nel resto del paese. Oggi, anche nei piccoli centri, esiste un ristorante nippo-cinese al quale fare riferimento se si ha voglia di sapori diversi e speziati.

La cucina giapponese e i motivi del suo successo
Il successo della cucina giapponese a Milano e in generale in Italia ha diversi motivi che non riguardano soltanto il fatto di poter gustare piatti molto diversi da quelli della nostra tradizione gastronomica. In realtà, come già successo negli Stati Uniti, la cucina orientale e in particolare quella giapponese è considerata “sana” per l’uso predominante di pesce, verdure, cereali che la catalogano anche come dietetica. La maggior attenzione che si è diffusa negli anni verso la salute legata all’alimentazione equilibrata ha avuto un ruolo importante, tanto che è il “sushi” è divenuto sinonimo di cibo d’élite. Molti yuppies degli anni ’80 della “Milano da bere” hanno “scoperto” la cucina giapponese proprio per distinguersi dai loro coetanei e ne hanno fatto una sorta di status symbol. Oggi molte star di Hollywood si dicono entusiaste della cucina giapponese che pare sia quella di maggiore gradimento per gli americani (84%) seguita da quella cinese nel 65% dei casi e infine da quella italiana per il 59,5%.

Cosa si mangia nei ristoranti giapponesi in Italia
Chi conosce bene la cucina giapponese e l’ha gustata direttamente “in loco” afferma che nei ristoranti giapponesi in Italia non si mangia la cucina “originale” ma una copia riadattata ai palati occidentali. In particolare questo sarebbe vero per quanto riguarda il sushi che nei secoli ha subito anche importanti modifiche nella preparazione. Inizialmente infatti tra il 700 e l’800 a.C. era lasciato macerare a contatto con il riso che al momento della degustazione veniva eliminato. Con il tempo anche il sapore del riso fu apprezzato ma, arrivando ai nostri giorni, con l’avvento dei frigoriferi si è arrivati a una maggiore sicurezza igienica e il sapore acidulo è dato dall’aggiunta di aceto, come avviene ormai a partire dagli anni ’60. Invece, la consuetudine tipica del rullo che gira e dal quale prendere le varie porzioni di sushi preparate in modi diversi, si deve al signor Yoshiaki Shiraishi, che inventò questo attrezzo nel ’58 per risparmiare sui costi del personale. Questo sistema ebbe un tale successo che in pochi anni aprì ben 250 ristoranti in tutto il Giappone trasformando questo piatto nella pietanza simbolo del Giappone.

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Scritto da il Gen 12 2016. Registrato sotto CUCINA. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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