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Gli articoli di susanna

Indagine Estate 2019: Italiani in viaggio

Il 60% va al mare, ma sogna la Route 66

Italiani on the road, questo è il tema della survey “Le abitudini degli automobilisti in viaggio” realizzata da automobile.it, per conoscere tutte le abitudini degli italiani che partono per le vacanze estive a bordo della loro quattroruote.

Dall’analisi delle risposte raccolte dagli utenti di automobile.it, è emerso un panorama abbastanza articolato. Su alcuni argomenti gli italiani si dividono in parti quasi uguali, se ad esempio il 54% non ha ancora programmato le vacanze, il 46% lo ha già fatto. Al contrario su altri temi gli italiani dimostrano di essere abbastanza d’accordo: è il caso delle vacanze al mare, un grande classico scelto dal 60% degli intervistati, seguito da montagna (19%) e città (10%).

Il mezzo di trasporto preferito è di gran lunga l’automobile (57% di preferenze), seguita a distanza dall’aereo (26%). In linea generale i viaggi on the road dimostrano di avere un grande fascino tra i viaggiatori italiani, visto che il 66% ha risposto di essere attratto dall’idea di un viaggio all’avventura in auto.

Ma quali sono gli itinerari on the road che più di tutti riscuotono successo tra gli italiani? Sono diverse le destinazione emerse, ma alcune più delle altre sembrano essere diventate quasi delle mete leggendarie: è il caso della famosa Route 66 a stelle e strisce, il viaggio on the road per eccellenza citato dal 27% degli intervistati, ma anche della Penisola italiana che dimostra di essere non da meno grazie a destinazioni come la Costiera Amalfitana (14%) e le colline senesi (13%). Anche il Nord-Europa è molto apprezzato dagli automobilisti italiani, che citano ad esempio l’Atlantic Road in Norvegia, la Wild Atlantic Way in Irlanda e l’Oberalp Pass in Svizzera, scelte insieme ad altri itinerari nel mondo come la Panamericana (Perù) e la Great Ocean Road australiana.

Per organizzare le vacanze il 41% degli italiani si è affidato a dei portali online, soprattutto per affittare un’auto (18%) e prenotare un alloggio (64%). Sul dove alloggiare gli italiani si dividono tra hotel e B&B (31%), case di proprietà (29%) e casa in affitto (21%), per un periodo di minimo due settimane nel 60% dei casi.

Chi si mette in viaggio programma di spendere meno di 1.000 Euro nel 48% dei casi o per il 29% di restare nella fascia 1.000-2.000 Euro, mentre per il carburante il 39% degli intervistati presume una spesa tra i 50 e i 150 Euro, mentre il 27% la stima tra i 150 e i 300 Euro. Quasi il 60% degli automobilisti preferisce mettersi al volante in mattinata, i compagni di viaggio preferiti sono i propri familiari (45%), il partner (20%) e gli amici (14%), e se il 51% degli automobilisti viaggia con 1-2 passeggeri a bordo, il 36% apre le portiere della propria vettura a 3-4 compagni di avventura.

PMI Digital Index: Godaddy ha presentato il report sulla digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane

La conferenza stampa di presentazione si è tenuta il 31/5 a Milano.

GoDaddy ha studiato il profilo di circa 4000 PMI Italiane per elaborare il PMI Digital Index, un report sul livello di maturità digitale delle imprese della penisola. Analizzando circa 120 parametri, divisi in 3 macro dimensioni, è stato calcolato il grado di digitalizzazione aggregato delle PMI che nel 2018 è pari a 54/100, un dato che sintetizza la propensione al digitale delle aziende.

Sono ancora diverse le aree su cui le imprese italiane devono lavorare a fondo, a partire dalla presenza sui social network e sul web, visto che il 64% delle PMI non ha una pagina Facebook, il 32% non aggiorna il proprio sito da più di un anno e il 30% non possiede un sito web ottimizzato per la visualizzazione da mobile.

L’Italia presenta poi situazioni molto diverse in base al contesto geografico, con le province del Centro che mostrano un grado di digitalizzazione superiore: Marche, Lazio e Sardegna si attestano come le 3 regioni più sviluppate, mentre Abruzzo, Liguria e Piemonte sembrano essere ad un livello di progresso meno maturo.

Sul podio a livello provinciale troviamo invece Imperia, Forlì-Cesena e Rimini, mentre chiudono questa classifica Rovigo, Cremona e Novara.

GoDaddy ha inoltre approfondito i singoli settori di appartenenza del campione di PMI analizzato, da cui è emerso che il segmento Alloggi e Ristorazione è il più evoluto digitalmente e che in determinati settori al crescere del fatturato aumenta anche la propensione al digitale, soprattutto per quel che riguarda il Reputation e il Digital Marketing Index.

Il report è stato presentato in occasione della partenza del GoTour, il viaggio di GoDaddy in 10 città italiane che è partito da Milano lo stesso giorno, con un evento presso il Deus Cycleworks Cafe di via Cavallotti 8 che ha visto la partecipazione di Salvatore Aranzulla, e proseguirà poi con le tappe di Verona, Torino, Genova, Palermo, Napoli, Bari, Roma, Bologna e Rimini.

Il tour itinerante nasce per promuovere l’iniziativa Vere Imprese, un contest ideato da GoDaddy per dare la possibilità alle PMI, alle tech startup e alle imprese italiane di farsi conoscere aumentando la propria visibilità online. Gli step per partecipare sono molto semplici: dal 1° aprile e fino al 31 luglio 2019 basta registrare il proprio dominio su GoDaddy e raccontare la storia legata al proprio business per cercare di vincere uno dei 3 piani di comunicazione professionali del valore di 20.000€ realizzati in collaborazione con Alkemy, primo digital enabler italiano.

Per approfondire tutti i dati riguardanti le PMI italiane e il livello di digitalizzazione è possibile consultare il PMI Digital Index completo visitando la pagina https://www.vereimprese.it/pmi-digital-index-2019.

Aziende e rischio fallimento: la tecnologia può aiutare a prevenirlo

Tutte le buone notizie che un imprenditore vorrebbe sentire nel Tg satirico di Fatture in Cloud

Nel 2018 sono state 11.233 le aziende costrette a chiudere i battenti in Italia e regioni come Lombardia, Lazio e Toscana hanno riportato il numero di fallimenti più alto in assoluto.

Tra le motivazioni che stanno più spesso alla base dell’insuccesso di un’impresa troviamo quelle di tipo finanziario: nel 70% dei casi, infatti, il fallimento viene imputato a problemi come la mancanza di liquidità e le difficoltà di accesso a finanziamenti.

A salvare dal fallimento viene in aiuto la tecnologia. Secondo le imprese infatti, l’innovazione portata in campo dalla digital transformation porterebbe all’acquisizione di vantaggio competitivo (62%), a un aumento della produttività (49%) e alla riduzione dei costi (31%). A conferma di ciò, l’86% delle PMI italiane ha investito una percentuale di fatturato proprio per la digital transformation.

In questo scenario, Fatture in Cloud, piattaforma che offre software di fatturazione online, per sensibilizzare all’utilizzo della tecnologia a supporto dell’impresa e del suo successo economico, lancia Breaking News – Buone notizie dall’impresa, il tg satirico che annuncia le “buone notizie” che un imprenditore vorrebbe sentire. Tra le notizie in primo piano, lanciate nella serie di video, vi è proprio quella di un cliente che avrebbe pagato la fattura nei termini previsti grazie a “una congiunzione astrale che si verifica una volta ogni 7500 anni”.

A raccontarlo è il mezzobusto di Francesco Alberici, volto di Educazione Cinica, la produzione Combocut che dal 2017 sforna video esilaranti dove vengono rappresentate le reazioni più ciniche e più assurde a situazioni comuni.

Non solo. Nelle edizioni straordinarie di Breaking news – Buone notizie dall’impresa viene dato spazio a casi “assurdi” della vita aziendale come quelli di imprenditori che riescono a tornare a casa per l’orario di cena oppure curricula recapitati in azienda privi di esperienze fasulle.

Gestire un’impresa è un lavoro duro, ma tutti gli imprenditori di successo sanno bene che vi sono alcune cose, seppur piccole all’apparenza, che possono fare la differenza tra il successo e il fallimento.

Uno studio condotto sui mercati americani e inglesi ha evidenziato come il 58% delle piccole imprese vincenti che ha superato la crisi, usava un software gestionale. Se pensiamo che l’Italia ha una fiscalità più complessa e un accesso al credito più rigido, l’uso di un software gestionale diventa fondamentale.

Con la nostra serie di video, in modo ironico, vogliamo sensibilizzare all’utilizzo della tecnologia a supporto dell’impresa e del suo successo economico” ha dichiarato lo staff di FattureinCloud.it

LEONARDO HORSE PROJECT: I CAVALLI DI DESIGN ENTRANO IN CITTÀ

Dalla Galleria del Corso a XXIV Maggio: le prime riproduzioni decorate del Cavallo di Leonardo saranno collocate in zone simbolo di Milano.

Giovedì 2 maggio, in occasione del 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, i primi Cavalli di Design realizzati da Snaitech all’interno del progetto Leonardo Horse Project, lasciano l’Ippodromo Snai San Siro, dove sono rimasti durante tutta la Design Week e per tutto il mese di aprile. Dopo aver ricevuto visite da migliaia di cittadini milanesi e non, i Cavalli escono dall’Ippodromo per invadere pacificamente la città e prendere posizione in zone simbolo di Milano, dove resteranno sino al 30 ottobre.

Con questa contaminazione cittadina Snaitech vuole rendere omaggio al grande artista Leonardo da Vinci, ma anche portare in città il Cavallo di Leonardo, la maestosa statua di bronzo situata allIppodromo Snai San Siro, riprodotto in tredici diverse opere. Grazie all’app di realtà aumentata Leonardo Horse Project, cittadini e turisti potranno interagire con i cavalli e vivere in un’esperienza immersiva la storia del Cavallo di Leonardo, vedere le interviste degli artisti che hanno interpretato le riproduzioni e approfondire gli studi equestri fatti dal genio toscano. Non solo, grazie alla geolocalizzazione prevista dall’app, sarà possibile spostarsi per Milano seguendo la dislocazione dei Cavalli, consentendo così ad un numero sempre maggiore di persone di conoscere il Cavallo di Leonardo e di conseguenza l’Ippodromo Snai San Siro.

Di seguito l’elenco delle location nelle quali saranno dislocati i Cavalli.

Piazza XXIV Maggio Qui sarà collocato il destriero nato dalla collaborazione tra Andrea Mancuso (Analogia Project) e lo studio di moda Miaoran e ornato da una preziosa gualdrappa, che richiama la tradizione medievale e rinascimentale.

Piazza Olivetti Questa piazza sarà la casa di Eolonard, il destriero alato dello scultografo Daniele Papuli il cui nome nasce dall’anagramma tra il nome di Leonardo e quello di Eolo, dio dei venti. Il Cavallo alato Eolonard eredita il sogno tutto leonardiano di librarsi nell’aria, superando i limiti della materia.

Piazza Portello Qui, a pochi passi dal Monte Stella, sarà posizionato Colornori, dal coreano giocare con il colore. L’opera del designer tedesco Markus Benesch è avvolta da nastri colorati che diventano decoro del manto del Cavallo, dal muso fino ad arrivare agli zoccoli.

Galleria del Corso Una piccola deviazione consentirà alle migliaia di passanti che quotidianamente affollano Corso Vittorio Emanuele di ammirare lo splendido destriero realizzato dallo stilista Antonio Marras.

Università degli Studi di Milano – Cortile Filarete (Festa del Perdono) Dal 6 maggio lo splendido chiostro dell’Università Statale di Milano sarà la casa del magnifico unicorno realizzato da Simone Crestani, decorato con un corno realizzato in vetro lavorato a mano e applicato ad una maschera in cuoio nero che copre il muso.

Bisognerà invece attendere ancora qualche settimana per ammirare per le strade di Milano i Cavalli di Serena Confalonieri (dal 16 maggio in Piazza XXV Aprile), Mario Trimarchi (dal 12 maggio in Piazza Sant’Ambrogio), Marcel Wanders (dall’8 giugno in Piazza San Carlo), Marcelo Burlon (dal 31 Giugno al Parco City Life), Elena Salmistraro (dal 2 Settembre in Piazza Missori), Matteo Cibic (dal 31 agosto Biblioteca degli alberi), Vito Nesta (dal 2 Settembre alla Rotonda della Besana), Roberto Fragata (dal 13 Giugno in Piazza Duca d’Aosta).

Italiani e Champions League: quanti conoscono a fondo il torneo?

A poche ore dalla finale, domande e risposte sulla più importante competizione europea nelle divertenti video interviste di William Hill

In occasione della finale di Champions League tra Tottenham e Liverpool, in programma per sabato 1° giugno alle ore 21.00, il bookmaker inglese William Hill lancia “Champions Quiz: quanto conosci il torneo?”, le divertenti videointerviste che intendono indagare su quanto gli Italiani siano informati sulla più importante competizione di calcio europea.

Al bar, al mercato o semplicemente per strada, gli intervistati si sono districati tra passato e presente del torneo più ambito. Nonostante qualche incertezza iniziale, alla fine hanno conquistato tutti la promozione.

Oltre a domande sulla finale, relative ad esempio al luogo in cui si terrà – quest’anno il nuovo stadio dell’Atletico Madrid, il Wanda Metropolitano – gli intervistati sono stati invitati a pronunciare alcuni dei nomi dei protagonisti del torneo. Lo juventino Szczęsny rappresenta da sempre un ostacolo per tutti, e da un paio di anni in Serie A si è aggiunto anche Karsdorp ad aumentare il coefficiente di difficoltà.

Durante le interviste sono emerse anche le anime “da tifoso” dei protagonisti: una signora, per esempio, ha assegnato una Champions League alla Roma, mentre un sostenitore rossonero si è dimostrato preparatissimo sul numero di vittorie del suo Milan.

La Champions League ha visto spesso infatti le squadre italiane protagoniste, sin da quando si chiamava ancora Coppa dei Campioni. Il cambio ufficiale di nome c’è stato solo nel 1992, anno in cui tra l’altro è stato scritto l’attuale inno della competizione. Su quello non c’è stato nessun dubbio da parte degli intervistati, tutti convinti e uniti nel grido di The Champions!

 

L’auto dei sogni: da Nord a Sud come cambiano i desideri degli italiani

Audi e BMW i brand più amati dai romani, Toyota spopola a Torino.
Tutti i dati sull’auto più desiderata nell’infografica di automobile.it

 

I sogni son desideri” e spesso quando si sogna ad occhi aperti ci si immagina al volante di una Ferrari Testarossa con finiture di lusso e optional all’avanguardia.

Automobile.it, ha condotto una ricerca su un campione di 1000 italiani indagando desideri, preferenze e curiosità a tema “auto dei sogni”.

La pole position tra le preferenze degli italiani quanto ad auto dei sogni viene conquistata da un mito incontrastato di sempre, la Ferrari Testarossa, seguita a sorpresa da due modelli sicuramente più accessibili: la Fiat 500 e la Fiat Panda. Analizzando le risposte degli uomini e quelle delle donne si vede che nel primo caso (con il 12% delle preferenze) la Ferrari Testarossa si conferma al primo posto mentre la maggioranza delle donne (8%) sogna di poter parcheggiare in garage una BMW Serie 4 Gran Coupè.

Infine non manca uno spaccato sulle diverse realtà geografiche con dati relativi ai capoluoghi italiani: da Torino, dove il brand più amato è Toyota, a Palermo dove invece le preferenze sono per Audi. A Milano le capolista sono BMW, Ferrari e Mercedes a pari merito mentre a Napoli spicca BMW. A Roma e Firenze si riscontrano invece due ex aequo: Audi e BMW per la Capitale e Ferrari e Ford per il capoluogo toscano.

La Ferrari, con il 15% dei voti, conquista non solo la medaglia di auto più desiderata dagli italiani ma anche quella di “auto più bella di sempre” seguita al secondo posto dalla Mercedes SLK e dalla Fiat 500 (entrambe con il 3% delle preferenze).

Ma perché si sogna di possedere proprio quel modello di auto? Le ragioni sono tante ma su tutte vince il “Design” con il 39% delle preferenze, segue la “Tecnologia” con il 17% e il “Motore” con il 10%

La survey ha inoltre indagato su quale fosse il brand di auto più amato in assoluto: Fiat, la casa automobilistica italiana per eccellenza – quantomeno nell’immaginario collettivo – porta a casa il primo posto, seguito da Audi e Ford.

La ricerca ha dedicato spazio anche a qualche curiosità: l’auto protagonista di film o serie tv entrati nella storia più desiderata è nuovamente una Ferrari, questa volta la 308 di Magnum P.I, seguita dalla Aston Martin DB5 di James Bond e dalla Batmobile di Batman.

Quali sono invece le auto storiche più amate dagli italiani? Sul podio svetta la Porsche 911 e in rapida successione il Maggiolino Volkswagen e la Fiat 500 (vecchio modello).

Ma i sogni devono pur sempre fare i conti con la realtà e più della metà degli intervistati (il 55%) ha dichiarato che non rinuncerebbe a nulla pur di conquistare la tanto ambita auto desiderata. Solo il 12% del campione, ad esempio, sarebbe disposto a rinunciare a parte dello stipendio per richiedere un finanziamento al fine di acquistare l’auto dei propri sogni.

La survey ha inoltre indagato anche le abitudini degli italiani in tema di reperimento informazioni sul mondo automotive e il mondo dell’online è risultato essere il principale bacino a cui attingere (siti/blog/magazine) con il 40% delle preferenze.

Noleggio a lungo termine: la guida definitiva

In una videoinfografica tutto quello che c’è da sapere sulla formula alternativa all’acquisto

Quando conviene optare per il noleggio a lungo termine invece dell’acquisto di un’auto? A spiegarlo è la videoinfografica a cura di automobile.it, il sito di annunci di auto usate, nuove, Km 0 e a noleggio di proprietà del gruppo eBay.

Il noleggio a lungo termine è una formula alternativa all’acquisto che permette di affittare un’auto, per un periodo che va dai due ai quattro anni, pagando un canone mensile e che prevede alcuni servizi inclusi, quali ad esempio bollo auto, assicurazione RCA, manutenzione ordinaria, cambio gomme e assistenza stradale e auto sostitutiva se necessario. Si tratta di una formula alternativa all’acquisto e disponibile per i privati, anche se non possiedono partita Iva.

Esistono delle condizioni alle quali è maggiormente conveniente noleggiare a lungo termine un’auto: è il caso di quanti percorrono mediamente più di 15.000 km in un anno o hanno l’abitudine, per necessità o per piacere, di cambiare macchina almeno una volta ogni 4 anni. Per entrambe le tipologie di fruitori vale peraltro il vantaggio di non dover gestire le “incombenze burocratiche” connesse al possesso di un’automobile.

Nella videoinfografica è spiegato inoltre come il noleggio a lungo termine possa essere una soluzione anche per chi è alla ricerca di auto usate: si tratta ovviamente di un usato garantito che permette di risparmiare fino al 20% sul canone mensile.

Nella maggior parte dei casi è previsto il versamento di un anticipo: questa soluzione permette di ottenere una rata più bassa rispetto al caso in cui non si voglia versare alcuna somma prima della sottoscrizione del contratto.

La videoinfografica chiarisce infine lo sostanziale differenza tra questa formula di noleggio e la scelta di un finanziamento: in quest’ultimo caso si diventa proprietari dell’auto ma bisognerà farsi carico di tutti quei servizi inclusi invece nel noleggio a lungo termine.

LEONARDO HORSE PROJECT: L’APP CON CONTENUTI DI REALTÀ AUMENTATA PER SCOPRIRE IL CAVALLO DI LEONARDO E TUTTE LE MERAVIGLIE DELL’IPPODROMO

Realizzata in occasione dei 500 anni dalla morte del genio fiorentino, è disponibile per smartphone iOs e Android

Un’app con contenuti nuovi e accattivanti creata per far vivere, in un’esperienza immersiva, la storia del Cavallo di Leonardo e di tutto l’Ippodromo Snai San Siro. Un viaggio interattivo alla scoperta del Leonardo Horse Project, ideato da Snaitech per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci e che ha al centro la gigantesca statua realizzata dall’artista giapponese Nina Akamu e ispirata ai bozzetti del genio toscano.

Sei percorsi diversi introducono alla genesi e all’idea creativa del progetto, raccontando la storia della scultura equestre tra le più grandi al mondo, attraverso un percorso di video-mapping e lunghe interviste ai protagonisti.

L’app racconta la storia degli studi sui cavalli, i bozzetti, gli schizzi e i disegni preparatori, il tutto raccolto in una mostra multimediale realizzata in collaborazione con il Museo della Battaglia di Anghiari con la curatela di Gabriele Mazzi, direttore dello spazio museale toscano.

In una sezione dedicata, il percorso conduce l’utente anche nei luoghi più suggestivi dell’Ippodromo, con riprese delle meraviglie presenti all’interno dell’impianto e informando su tutti gli eventi organizzati per la stagione in corso.

Il cuore dell’app è dedicato all’idea centrale del progetto: le 13 riproduzioni in scala del Cavallo di Leonardo, interpretate da altrettanti artisti italiani e contemporanei secondo la personale cifra stilistica e selezionate da Cristina Morozzi, esperta di design. Una sua lunga intervista, insieme al fisico Massimo Temporelli, curatore dei contenuti scientifici, racconta come sono stati selezionati gli artisti e come è nata l’idea di interpretare le opere in chiave di design. Leonardo è infatti da molti considerato il primo designer della storia, il più grande innovatore multidisciplinare, progettista e pioniere nella pittura, nella scultura, nella scenografia e nella musica.

Gli artisti sono: Analogia Project, Markus Benesch, Marcelo Burlon, Matteo Cibic, Serena Confalonieri, Simone Crestani, Roberto Fragata, Antonio Marras, Vito Nesta, Daniele Papuli, Elena Salmistraro, Mario Trimarchi e Marcel Wanders. Dall’Ippodromo Snai San Siro usciranno per invadere pacificamente la città ed essere posizionati nei luoghi leonardeschi. Da qui l’idea di una mappa interattiva che, attraverso la geo localizzazione delle opere, suggerisce ai cittadini come raggiungerle per ammirarle da vicino.

Si è pensato anche ai più piccoli. L’applicazione infatti contiene anche una sezione dedicata a una caccia al tesoro che attraverso indovinelli portano i bambini a scoprire l’ippodromo e approfondire la conoscenza di Leonardo da Vinci.

MILANO DESIGN WEEK 2019: MERCOLEDÌ 10 APRILE UNA SERATA DI MUSICA E LIGHT SHOW INAUGURA IL LEONARDO HORSE PROJECT.

Con il Grand Opening si svelano i tredici Cavalli di Design e la mostra multimediale in collaborazione con il Museo di Anghiari.

Milano, 21 marzo 2019 – In occasione dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, la statua bronzea del Cavallo di Leonardo custodita all’Ippodromo Snai San Siro è protagonista di un importante progetto di valorizzazione. Il Leonardo Horse Project, ideato da Snaitech, con la curatela di Cristina Morozzi e Massimo Temporelli, celebra la ricorrenza con la realizzazione di riproduzioni in scala dell’opera, personalizzate da artisti e designer di fama internazionale.

Mercoledì 10 aprile un opening party svelerà i tredici Cavalli di Design che saranno disposti attorno alla statua equestre all’ingresso del parco dell’Ippodromo, dove rimarranno esposti per tutta la Milano Design Week 2019 e nei giorni successivi.

Dalle 22.30 il Grand Opening vedrà avvicendarsi deejay di fama internazionale: la performance di Lele Sacchi introdurrà al back to back Marcelo Burlon vs International Special Guest. Una serata che abbatte i confini tra i generi: lo stile techno house e le radici hip hop incontrano l’eclettismo del creativo argentino, ispirato dal folk della sua terra, dalla scena elettronica contemporanea e dai ritmi clubbing anni Novanta.

Nel corso della serata il Cavallo di Leonardo sarà protagonista di uno show di video-mapping che ne ripercorre la storia e il progetto. L’Ippodromo si presenta così come importante tappa del circuito cittadino legato al design e alla creatività, trasformandosi in museo a cielo aperto.

L’installazione all’Ippodromo sarà accompagnata da una mostra multimediale realizzata in collaborazione con il Museo della Battaglia e di Anghiari con la curatela di Gabriele Mazzi, direttore dello spazio museale toscano. Gli studi anatomici sull’animale, gli schizzi, i disegni e i cartoni preparatori della pittura murale mai realizzata da Leonardo della battaglia di Anghiari saranno il principio di un racconto che tocca alcuni aspetti della personalità dell’artista e della sua formazione.

Il Grand opening sarà anche l’occasione per scaricare l’app di realtà aumentata Leonardo Horse Project e vivere in una esperienza immersiva la storia del Cavallo di Leonardo, le interviste degli artisti che hanno interpretato le riproduzioni e approfondire gli studi equestri fatti dal genio toscano. L’evento potrà essere seguito anche su Facebook e Instagram.

LEONARDO HORSE PROJECT

Milano Design Week 2019

Ippodromo Snai San Siro

Piazzale dello Sport 16, Milano

Grand Opening

Lele Sacchi + Marcelo Burlon vs International Special Guest

10 aprile 2019

dalle ore 22.30 alle 4.00

“Le lingue dei segni: 5 miti da sfatare e altre curiosità” in un’infografica

La lingua dei segni è una vera e propria lingua – o linguaggio – da un punto di vista sociologico, in quanto espressione di una comunità, specificamente quella dei sordi segnanti. In Italia la LIS (in acronimo) è utilizzata dalla Comunità Sorda Italiana.

L’infografica “Le lingue dei segni: 5 miti da sfatare e altre curiosità” lanciata da Babbel, la app leader nell’insegnamento delle lingue online, spiega tutto ciò che si è sempre erroneamente pensato di sapere sulla lingua dei segni. In seguito anche alle recenti dichiarazioni del Governo sulla necessità di riconoscere la lingua dei segni, l’infografica intende fare chiarezza su alcuni aspetti della lingua dei segni che i più ancora non conoscono.

Innanzitutto, l’infografica sfata il primo e più comune mito sulla lingua dei segni: non ce n’è una sola. Infatti anche per i segni ci sono diverse “nazionalità”. Un simbolo che in italiano o in cinese significa “aiutare”, in americano ad esempio significa “spingere”. L’infografica induce quindi a fare attenzione quando si viaggia all’estero per evitare fraintendimenti.

La seconda curiosità che delucida l’infografica riguarda la grammatica. Non tutti sanno infatti che la lingua dei segni adotta una grammatica propria, ben diversa da quella parlata e scritta italiana. La costruzione verbale non segue la classica costruzione del lessico scritto e parlato italiano “soggetto+verbo+oggetto”. Nella LIS i verbi non si coniugano in base al tempo ma devono concordare sia con il soggetto sia con l’oggetto dell’azione e la costruzione della frase è, ad esempio, “soggetto+oggetto+verbo”.

Altra falsa credenza che l’infografica corregge è quella secondo cui la lingua dei segni – sebbene il suo nome possa trarre in inganno – sia composta soltanto da “segni” eseguiti con le mani. Infatti, come viene illustrato, la LIS si serve di tre elementi fondamentali per comunicare: i gesti delle mani, i movimenti del corpo dal busto in su, e le espressioni del viso. Soltanto attraverso la veicolazione visivo-gestuale si può comunicare con la lingua dei segni.

Nonostante ci siano 170.000 locutori della LIS in Italia, e anche se ormai in buona parte del mondo lo statuto di lingua delle lingue visive sia riconosciuto ufficialmente, l’Italia è uno dei pochissimi Paesi del mondo in cui ancora questo non è avvenuto. Si è parlato di recente di un Decreto Legge sulla LIS per il suo riconoscimento. Con la nostra infografica vogliamo avvicinare maggiormente le persone a questo tema, sottolineando come le lingue di cui ci occupiamo ogni giorno siano un bene fondamentale e da tutelare per garantire a tutti, anche a migliaia di sordi italiani, il diritto alla comunicazione e all’accessibilità”, ha dichiarato lo staff di Babbel.

Galleria fotografica

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