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Brama di Vita e di Letteratura Giancarlo Vigorelli nel clima culturale del Novecento

La Biblioteca Sormani mette in mostra le carte di Giancarlo Vigorelli: un dialogo con il Novecento Italiano

Brama di Vita e di Letteratura

Giancarlo Vigorelli

nel clima culturale del Novecento

Mostra a cura di Giuseppe Langella

Mercoledì 28 febbraio alle ore 18.00 presso la Sala del Grechetto, la Biblioteca Sormani inaugurerà una mostra bibliografica e documentaria dedicata a Giancarlo Vigorelli, critico letterario milanese, scrittore, giornalista, Presidente del Centro Nazionale Studi Manzoniani e intellettuale di spicco dello scenario culturale del Novecento. Nell’arco di una vita dedita allo studio e alle relazioni interculturali letterarie ed umane, Giancarlo Vigorelli ha raccolto una vasta biblioteca e un prezioso archivio, che rispecchiano gli interessi e l’impegno di una personalità poliedrica e aperta alle avanguardie artistico-letterarie europee. L’intero fondo è conservato dalla Biblioteca Sormani e le sue carte, recentemente ordinate e catalogate, vengono esposte accanto ad edizioni originali con dedica, riviste letterarie, fotografie e opere d’arte per ricostruire le fasi dell’eterogenea attività di Vigorelli e il suo rapporto con scrittori e artisti del Novecento Italiano. Le stesure manoscritte dei suoi vivaci articoli e le lettere autografe a lui inviate da illustri letterati e amici ricostruiscono l’attività critica e giornalistica di Vigorelli, rivelandosi miniera di informazioni sulle dinamiche culturali del secolo breve. Di notevole interesse le lettere – di cui alcune risalgono al periodo di adesione all’ermetismo – di Bo, Montale, Quasimodo, Saba, Gadda, Sereni, amico fraterno di Vigorelli, Sciascia, Calvino, Vittorini, Pasolini, Moravia, Magris. Interessato a tutti gli aspetti della cultura del suo tempo, negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso Vigorelli lavorò nel mondo del cinema e del teatro frequentando registi e attori, come testimoniano le immagini e le lettere ricevute da Gassman, Strehler, Zavattini. Una sezione verrà dedicata al rapporto con gli artisti documentato attraverso gli articoli di critica d’arte sulle riviste letterarie, i contributi su cataloghi di mostre, lettere autografe e opere di Sassu, Ligabue, Mattioli, Astarita, Gentilini, Vedova, Guttuso e altri.

Intellettuale vivace e attento anche ai fatti di cronaca politica e culturale del suo tempo, Vigorelli dedicò articoli di riflessione critica e interviste pubblicandole su importanti testate giornalistiche.

Di particolare interesse l’inchiesta comparsa sulla rivista “Successo” riguardante la situazione politica in Algeria all’indomani del fallimento del tentativo di golpe del 1961, che divise la Francia e l’opinione pubblica europea durante le ultime fasi della Guerra d’Algeria.

All’inchiesta risposero numerosi intellettuali italiani e stranieri: in mostra saranno esposti i testi autografi inviati da Vittorini, Quasimodo, Gadda, Piovene, Moravia e Morante conservati nell’Archivio del critico letterario.

 

 

Giancarlo Vigorelli (1913-2005) ha attraversato da protagonista il Novecento, interpretando il suo ruolo di intellettuale con intraprendenza lombarda e passione militante, in ideale continuità con la grande Milano dei Lumi e delle battaglie romantiche. Lettore voracissimo, infaticabile mediatore culturale, fin dagli anni trenta ha svolto un’intensa attività di traduttore e ha collaborato alle più importanti riviste letterarie italiane, dal «Frontespizio» a «Letteratura», da «Corrente» a «Campo di Marte», da «Prospettive» a «Primato». Accettare tutte le sfide della modernità senza rinnegare i valori della tradizione umanistica è stata la scommessa che ha ispirato, negli anni, il suo impegno culturale e politico. Per questo, con un coraggio e una determinazione che rasentano, a volte, la spavalderia, ha fondato e diretto giornali, ha lavorato nel campo dell’editoria, del cinema e dell’arte, ha promosso incontri internazionali, ha dialogato coi potenti della Terra. Vigorelli ha sempre pensato in grande, proiettando il suo raggio d’azione su scala europea. Fatta sulla propria pelle l’esperienza della dittatura, dopo i fatti d’Ungheria del 1956 ha messo in campo una serie di iniziative concrete a sostegno degli scrittori dissidenti dell’Est, come Solženicyn.

Nella casa di Tommaso Gallarati Scotti ha respirato le istanze di rinnovamento che avevano animato, all’inizio del secolo, la “crisi modernista”: di qui l’interesse per autori come Fogazzaro o Boine; di qui il suo scendere in campo dalla parte degli ermetici, stabilendo in particolare un duraturo sodalizio con Carlo Bo; di qui, infine, la pubblicazione, nel 1963, in pieno Concilio, del Gesuita proibito, un libro che fece molto scalpore, propiziando la scoperta in Italia di Teilhard de Chardin. Spirito anticonformista, Vigorelli ha sempre avuto una spiccata simpatia per gli intellettuali scomodi e fuori dagli schemi, come Bontempelli o Malaparte. Non per nulla è stato molto vicino anche a Pasolini  (Giuseppe Langella).

La mostra intende approfondire e offrire spunti di riflessione su un momento fondamentale della storia letteraria per riscoprire nella vita di Giancarlo Vigorelli, mediatore interculturale in ambito europeo, il dialogo tra Novecento italiano ed Europa.

 

 

Inaugurazione: 28 febbraio 2018 ore 18.00

Biblioteca Sormani – Sala del Grechetto, Via Francesco Sforza, 7 Milano

 

Durata: dal 29 febbraio al 5 maggio 2018

 

Biblioteca Comunale Centrale

Palazzo Sormani

Scalone Monumentale della Sala del Grechetto

Via Francesco Sforza, 7  Milano

Lunedì – Venerdì 15.00 – 19.00

Sabato 9.00-12.30. Chiuso Domenica e festivi.

Ingresso libero

 

 

MARITI E MOGLI

Dal 1 al 18 marzo 2018

a.ArtistiAssociati
in collaborazione con Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti

presenta

 

      MONICA GUERRITORE     FRANCESCA REGGIANI

in

MARITI E MOGLI

tratto dall’omonimo film di Woody Allen
adattato e diretto da Monica Guerritore

con FERDINANDO MADDALONICRISTIAN GIAMMARINI
e con Enzo CurcurùLucilla Mininno, Malvina RuggianoAngelo Zampieri

scene Giovanni Licheri, Alida Cappellini
costumi Valter Azzini
luci PaoIo Meglio

Mariti e mogli è un travolgente Woody Allen alle prese con uno dei suoi argomenti preferiti, le crisi coniugali, i tradimenti, scritto e diretto da Monica Guerritore, che lo interpreta con Francesca Reggiani. Un girotondo in cui Cupido (bendato e sbadato) si diverte a scagliare frecce, far nascere amori, divorzi e non solo…

Tradendo le location realistiche del film, Monica Guerritore evoca, nel luogo teatrale unico, i tanti luoghi delle vite coniugali e nelle simultaneità delle relazioni e degli intrecci clandestini, delle rotture e improvvise riconciliazioni trapelano le piccole altezze degli esseri umani così familiari a Bergman, a Strindberg. E nel loro improvviso perdersi in danze all’unisono su musiche da Louis Armstrong a Etta James, là sul fondo, Čechov e il tempo che intanto scivola via.
Una produzione A.ArtistiAssociati, Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti, in collaborazione con Comune di Pesaro / AMAT.

Trama
Un incontro di piccole anime che, sempre insoddisfatte, girano e girano intrappolate nella loro insoddisfazione cronica di una banale vita borghese. Una notte tempestosa, i personaggi costretti da tuoni e lampi in una sala da ballo, un luogo della musica e della danza che con il passare della

notte si riempie di storie e oggetti e musica e pianti e amori e liti. Un bancone di un bar, una zona dove due poltrone creeranno un letto, due tavolini accostati per poter mangiare tutti insieme e poi riprendere le lezioni di ballo, le relazioni o i divorzi mentre arriva l’alba.

Le dinamiche matrimoniali di Mariti e mogli sono affrontate in quella sala. La versione teatrale di Monica Guerritore è fedele al testo, ma si discosta nell’ambientazione dal film del 1992 interpretato da Mia Farrow, Sidney Pollack, Judy Davis, Liam Neeson, Juliette Lewis e lo stesso Allen nei panni di uno dei protagonisti. È lì, in quella notte, che le insofferenze, i tradimenti e i desideri verranno rivelati, mentre (in segreto) ogni personaggio si aprirà in improvvise confessioni fatte al pubblico per averne comprensione e approvazione.

Così, la trama e le sofferenze create dall’Autore (tutta la commedia è un romanzo che Gabe rivelerà alla fine di avere scritto) diventano l’unica verità del personaggio costretto a vivere e far prevalere la sua storia, con quell’intensità che solo la precisione di una trama già scritta può dare.

Note di regia
“Il jazz di Louis Armstrong precipita il pubblico immediatamente nel clima di Woody Allen, Strindberg e Bergman (riferimenti altissimi di Allen) vengono evocati nelle dinamiche tra mariti e mogli, la danza e il vino e la notte sganciano il corpo e liberano le energie. Il resto è l’eterno racconto dell’amore”.

Monica Guerritore

ORARI: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

BIGLIETTI:
Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00

Poltronissima under 26 € 15,00

SAGRA DELLA PRIMAVERA

27 febbraio 2018   ore 20,45

Nuovo Balletto Classico

Direzione artistica Liliana Cosi e Marinel Stefanescu

SAGRA DELLA PRIMAVERA
Risveglio dell’umanità

Spettacolo in due parti di Marinel Stefanescu

Musica di Igor Stravinski, Bedrich Smetana, e Adrian Enescu

 

Assistente della messa in scena Beatrice Flaborea

Scene Hristofenia Cazacu

Costumi Marinel Stefanescu e Hristofenia Cazacu

Luci Marinel Stefanescu

 

Il balletto Sagra della Primavera di Igor Stravinski è andato in scena per la prima volta a Parigi nel 1913 con la coreografia di Nijinski, ripreso poi da Massine nel 1920 e quindi da Marta Graham, Bejart, e molti altri. La forte timbrica innovativa dell’opera fece scalpore a suo tempo, ma ancora oggi aggredisce e conquista ogni ascoltatore. Stefanescu se ne innamora già nel 1985, ma riuscirà a metterlo in scena solo nel novembre 1986 con uno spettacolo al Teatro Valli di Reggio Emilia, ripreso integralmente dalla RAI. Riscosse un grande successo e fu richiesto in molti teatri italiani e per diverse tournée all’estero.

Il noto balletto nasce dalla leggenda primitiva dove a primavera s’immolava una vergine  eletta per propiziare il beneficio degli dei.  Stefanescu – pur attratto dall’originale bellezza della musica che gli ricorda immagini fantastiche e genuine agli albori dell’umanità, dove l’Uomo, protagonista dello spettacolo, sperimenta  con curiosa intensità ogni elemento della natura – ha un’istintiva ripugnanza per l’orribile rito della giovane che deve essere sacrificata e decide, rischiando  di persona, di salvarla. Si proietta in un nuovo mondo – e qui è Smetana che lo ripaga immergendolo nella ricca e fantastica  Natura, così ben descritta nella Moldava,  che chiuderà la prima parte dello spettacolo.

Nella seconda parte del balletto Stefanescu, partendo da una riflessione quasi autobiografica, mette l’accento sull’estenuante lotta dell’uomo contro l’aggressività che ritrova dentro di sé.  In collaborazione col suo amico compositore Adrian Enescu, sceglie una musica  che si dipana su nove brani contrastanti per  illustrare l’inclinazione dell’Uomo a cedere al fascino della violenza e della guerra più che alle scelte di pace. Chiamerà questo balletto infatti ‘Dialogo con l’infinito’  perché è una lotta che sembra non risolversi mai. L’uomo di Stefanescu solo in extremis, dopo esser sfuggito al peggio, si lascia condurre per mano, sul silenzio di una musica, da ciò che veramente ama e desidera per sempre: la Pace.

I protagonisti della serata saranno i primi ballerini Elena Casolari, Michela Mazzoni, Dorian Grori e Rezart Stafa, oltre al corpo di ballo di quasi 30 ballerini del Nuovo Balletto Classico di Reggio Emilia.

Lo spettacolo di Stefanescu fa riflettere sul problema dei femminicidi che non sta tanto nei retaggi del passato, ma che alberga nell’intimo degli uomini dove spesso covano aggressività e  violenza che si riversano verso chi è meno forte. Per questo ha chiamato lo spettacolo “Risveglio dell’Umanità”.

BIGLIETTO
Poltronissima Prestige € 30,00  –  Poltronissima € 25,00  –  Poltrona € 20,00  –  Under 26 € 15,00

 

MI AMI ORA. Secondo appuntamento 24 febbraio

Il nuovo appuntamento invernale del MI AMI Festival

Milano, 24 Febbraio: Ghemon, Rkomi, The Night Skinny, Ensi, Coma Cose, Belize – Fabrique

http://www.miamifestival.it/miamiora2018/
#miamiora #miamifestival

 

Torna per il secondo weekend consecutivo il MI AMI ORA, il nuovo appuntamento invernale targato MI AMI organizzato da Rockit e BetterDays, nella versione del format one-night-stand, tutto in una notte.

Dopo il grande successo con il sold out del primo appuntamento di venerdì 16 febbraio, che ha visto sul palco di Santeria Social Club le attesissime preview di Wrongonyou e Verano e i live di Andrea Poggio, Gigante e Dubfiles, il MI AMI ORA cambia location per un secondo imperdibile appuntamento all’insegna del rap e del nuovo pop italiano.

 

Sabato 24 febbraio il MI AMI ORA si sposta al Fabrique (via Fantoli 9), con 5 live e 2 djset  tra hip hop, soul e elettronica. Ad alternarsi sul palco del MI AMI ORA i live di un sempre più convincente Ghemon, con le sue sonorità tra rap e soul, e Rkomi, uno dei rapper più apprezzati della nuova generazione che porterà il suo “Io in terra”, disco di debutto già oro pubblicato con la direzione artistica di Marracash. Altro live Imperdibile quello di Night Skinny, che presenterà per la prima volta dal vivo il suo “Pezzi Sound System”, accompagnato da Ensi, host d’eccezione di questo specialissimo show, e da tanti altri special guest a sorpresa. In apertura di serata il duo Coma_Cose in bilico fra street rap e Lucio Battisti, che sta attirando sempre più attenzione e hype su di sé, e il live dei Belize, che hanno ottenuto grandi consensi con il singolo “Pianosequenza” presentato a X Factor. A chiudere i dj set di G. Quagliano e Giad.

MI AMI ORA è un format nuovo che porta avanti lo spirito di ricerca e curiosità del MI AMI, con una marcata attenzione ad una giusta politica dei prezzi. L’ingresso alla serata del 24 febbraio al Fabrique è di 20€ + d.p (dalla 1 in poi 10€). Le prevendite sono disponibili sui canali TicketOne e MailTicket.

 

MI AMI ORA

#miamora #miamifestival

16 febbraio – Santeria Social Club / 24 febbraio – Fabrique

http://www.miamifestival.it/miamiora2018/

Pagina FB

 

MI AMI ORA // 24 febbraio – Fabrique

Ghemon, Rkomi , NIGHT SKINNY, Coma Cose, Belize

Dj set Gianluca Quagliano + Giad

Evento FB

Ingresso: 20 euro +d.p.

Prevendite disponibili su: Mailticket e Ticketone

 

 

 

Torna Mad Mood: quindici stilisti dal mondo a Milano

Domenica 25 febbraio a Palazzo Turati

 

E’ iniziato il count down per la terza edizione di MadMood a Milano, il 25 febbraio a Palazzo Turati.

Tanti nuovi talenti sulla passerella ideata da Marianna Miceli, founder di MadMood e talent scout in giro per il mondo: “Torniamo con tante novità in questa nuova edizione che fa spazio a nuovi talenti. La nostra mission è creare opportunità per i giovani. Ciò che conta è dimostrare come l’artigianalità della moda italiana trovi spazio e consenso nel mondo che ci segue con occhio attento. Il Made in Italy è sempre di moda e bisogna investire nella creatività e nel talento dei nostri designer”.

Dopo due edizioni di successo Mad Mood si ripresenta a Milano per la prima volta in versione invernale. Il format, nato per parlare della Puglia al mondo attraverso l’alfabeto della moda ha varcato le frontiere confermandosi una vetrina internazionale che valorizza la creatività e la sartorialità della moda italiana. Alla sua terza edizione vanta infatti sette partnership internazionali: Cina, Serbia, Kazakistan, Romania, Ucraina, Malta e India. Ogni anno esporta designer italiani alle fashion week straniere offrendo loro una passerella internazionale sotto i riflettori dei media e degli addetti al settore della moda. Com’è stato per la tarantina Federica D’Andria che con il suo brand Fedra Couture è già stata ospite all’Asian Designer Week in Cina, alla Serbia Fashion Week e di recente anche a Berlino insieme al salentino Angelo Vadruccio ideatore di Kjaro – The Next Umbrella l’ombrello glamour misto hi-tech tra i più conosciuti della rete, reputato dalla stampa tra i cinque più originali al mondo.

Quindici collezioni sfileranno il 25 febbraio a Palazzo Turati e concorreranno al Premio Mad Mood che sarà conferito ad uno di loro da una giuria di esperti tra i quali Adriana di Lello, Caporedattrice di Elle Italia e Myra Postolache, contributor Vogue Talent, e presieduta dal Cav. Mario Boselli, Presidente onorario della Camera della moda. Tra questi cinque brand italiani: Ferdinand, Le Spose di Carmen Clemente, Fedra Couture, Les Incroyables e Kjaro- The next umbrella.

Dal mondo invece: Madamm, K&M, Yulia Fedetska, Mi.ya, Haus Von M, Aydar Khan, Ferdinand, Devu, Mia Stilo, Mashiah Arrive, Luciana Adulari e Rockmadchen.

Tra le novità di questa edizione: la nuova linea di magliette firmata Mad Mood, un omaggio al barocco leccese, che caratterizza la bellezza artistico architettonica della città e del territorio tutto. Ideate e disegnate dalla grafic designer Maria Thilo Mancini per MadMood le t-shirt “Barock” fanno degli splendidi decori in pietra leccese delle vere e proprie stampe trendy. Ecco che gargoyles e cariatidi, che solitamente impreziosiscono le facciate delle chiese barocche e delle balconate leccesi,  diventano “personaggi alla moda” da indossare. Stravagante, originale, rock per l’appunto.

Main Partner del Format la Regione Puglia che ha scelto Mad Mood come progetto di promozione territoriale. Altri sponsor dell’iniziativa: Official Make up Artist  Vor Makeup di Valeria Orlando, Official Hair Stylist  Offcina Paar, Sponsor tecnico per le postazioni trucco Cantoni Trading,  e ancora, Studio di Estetica Antonella, Body Space, Cybex, Casa Montella, e Associazione regionale pugliesi. Il servizio di catering sarà firmato dal Ristorante milanese Brutti di Mare.

MI AMI ORA Il nuovo appuntamento invernale del MI AMI Festival

MI AMI ORA

Il nuovo appuntamento invernale del MI AMI Festival

Milano

16 Febbraio: Wrongonyou, Verano, Dubfiles, Andrea Poggio, Gigante – Santeria Social Club

24 Febbraio: Ghemon, Rkomi, The Night Skinny, Ensi, Coma Cose, Belize – Fabrique

http://www.miamifestival.it/miamiora2018/
#miamiora #miamifestival

A distanza di quattro anni torna l’appuntamento invernale targato MI AMI, con una formula del tutto nuova: MI AMI ORA. Un nuovo format one-night-stand, tutto in una notte, come sempre organizzato da BetterDays, la società che dal 2005 produce il MI AMI Festival.

 

“A Milano non esistono location indoor in grado di ospitare un festival così come lo avevamo pensato”, dichiarano Stefano Bottura e Carlo Pastore, i direttori del festival, “così abbiamo deciso di dare vita a due serate parallele, affiancate ma autonome, ognuna con una propria anima”. Ecco dunque due eventi che si svolgeranno a febbraio a Milano, aspettando il consueto MI AMI Festival di maggio. Aggiungono Bottura e Pastore: “Abbiamo scelto di chiamarlo MI AMI ORA per specificare la formula temporale dell’evento e per sottolineare la grande voglia di musica italiana che c’è nel nostro paese ora, qui e adesso.”

Il primo dei due appuntamenti sarà venerdì 16 febbraio a Santeria Social Club (viale Toscana 31), con una serata all’insegna di live esclusivi e anteprime: il release party dell’attesissimo nuovo disco del romano Wrongonyou, dopo il suo debutto sul grande schermo nel cast del film Il Premio di Alessandro Gassmann; la next big thing della canzone italiana femminile Verano, una delle voci più raffinate e sofisticate degli ultimi anni, con una live preview esclusiva; il primo concerto milanese di Andrea Poggio, ex leader dei Green Like July al suo esordio da solista col disco “Controluce”, e la data zero del nuovo talento Gigante, ovvero il progetto solista di Ronny Gigante dei Moustache Prawn. A chiudere l’incredibile spettacolo unico di Paolo Baldini Dubfiles, il produttore dub italiano per eccellenza, già al lavoro con Jovanotti e Tre Allegri Ragazzi Morti, qui accompagnato dalle voci di Jules I e Jacob dei Mellow Mood.

La serata sarà aperta dal panel “Il fascino eterno della lingua italiana” (a partire dalle ore 18.30), alla presenza di Wrongonyou, Maria Antonietta, Andrea Poggio e Nur Al Habash di Italia Music Export,  moderato da Carlo Pastore. In tempi recenti Mike Patton, Erland Oye, i Phoenix, Luxardo, gli Itaca, Nic Cester e persino i Tame Impala con la loro “Sestri Levante” hanno omaggiato la nostra musica o introdotto nei loro vocabolari termine e cliché dalla nostra lingua, eppure molti artisti italiani continuano a preferire la lingua inglese scontrandosi con le difficoltà di esportare il proprio prodotto. In effetti, a parte Battisti e Celentano e Toto Cotugno, sono davvero rari i casi di musica italiana che ce la fa all’estero. Con i primi timidi focus di testate straniere sui nostri musicisti che si esprimono nella lingua madre (ad esempio l’articolo pubblicato su Le Monde, L’autre équipe d’Italie) e una riappropriazione (dopo anni di preferenza per la lingua inglese) da parte dei nostri musicisti di un modo di veicolare la parola che non è più solo testo, magari impegnato, ma a sua volta suono e immagine,  sarà questo il momento giusto perché la musica contemporanea italiana in italiano travalichi i confini nazionali?

Al termine del panel, un breve set acustico di Maria Antonietta.

 

Il secondo appuntamento è per sabato 24 febbraio al Fabrique (via Fantoli 9), con una serata all’insegna della musica italiana del futuro, che passa dall’hip hop, dal soul e dalla contaminazione elettronica. 5 live set speciali e due dj set. In programma i live di Ghemon, che con il suo ultimo disco “Mezzanotte” si è consacrato come una delle voci più apprezzate nel panorama rap italiano; il rapper più affascinante della nuova generazione Rkomi, che proprio al MI AMI ORA  saluterà nella sua città il tour di “Io in terra”, il suo disco di debutto pubblicato con la direzione artistica di Marracash. Imperdibile sarà lo speciale live del producer Night Skinny, già al lavoro con Fabri Fibra e Guè Pequeno, che presenterà per la prima volta dal vivo il suo album “Pezzi”, accompagnato da Ensi, host d’eccezione di questo specialissimo show, e da tanti altri special guest a sorpresa. In apertura di serata il duo Coma Cose in bilico fra street rap e Battisti, che sta attirando sempre più attenzione e hype su di sè, e il live dei Belize, che hanno ottenuto grandi consensi con il singolo “Pianosequenza” presentato a X Factor. A chiudere i dj set di G.Quagliano e Giad.

MI AMI ORA è un format nuovo che porta avanti lo spirito di ricerca e curiosità del MI AMI, con una marcata attenzione ad una giusta politica dei prezzi. L’ingresso alla serata del 16 febbraio in Santeria Social Club costa 15 € +d.p., mentre l’ingresso alla serata del 24 febbraio al Fabrique è di 20€ + d.p. Le prevendite sono già attive sui canali TicketOne e MailTicket. Disponibile invece l’abbonamento alle due serate al costo di 30€, in vendita solo sullo shop online di DailyBest. Inoltre l’abbonamento, per la prima volta tra i festival in Italia, potrà essere acquistato anche in bitcoin al costo di 0,0015 bitcoin.

 

MI AMI ORA

#miamora #miamifestival

16 febbraio – Santeria Social Club / 24 febbraio – Fabrique

http://www.miamifestival.it/miamiora2018/

Pagina FB

 

MI AMI ORA // 16 febbraio –  Santeria Social Club

Wrongonyou, Verano, Paolo Baldini DubFiles feat. Mellow Mood, Andrea Poggio e Gigante

Evento FB

Ingresso: 15 euro + d.p.

Prevendite disponibili su: Mailticket e Ticketone

 

MI AMI ORA // 24 febbraio – Fabrique

Ghemon, Rkomi , NIGHT SKINNY, Coma Cose, Belize

Dj set Gianluca Quagliano + Giad

Evento FB

Ingresso: 20 euro +d.p.

Prevendite disponibili su: Mailticket e Ticketone

L’abbonamento alle due serate al costo di 30 euro + d.p. è in vendita sullo shop online di DailyBest

 

Mr. Savethewall. La realtà oltre il muro

DEODATO ARTE

Milano, via Santa Marta 6

Mr. Savethewall. La realtà oltre il muro

2 – 31 marzo 2018

inaugurazione giovedì 1 marzo, ore 18.30

“La realtà oltre il muro” è la nuova mostra personale di Mr. Savethewall proposta da Deodato Arte nella sede di via Santa Marta dal 2 al 31 marzo.

Un corpus di circa 30 opere fra inedite e storiche descrivono la poetica non convenzionale dell’artista, il linguaggio diretto e la volontà di trattare temi profondi attraverso un’espressione immediata e apparentemente leggera.

Filo conduttore è la denuncia nei confronti della società, del mondo attuale e l’invito a carpire quella realtà che si trova oltre al muro. Ne è metafora l’opera Is this love? che raffigura un cuore lanciato con una fionda e destinato a raggiungere nuovi orizzonti, visioni differenti di ciò che nella vita siamo abituati a leggere talvolta con miopia.

Un atteggiamento controcorrente che l’artista da sempre ha ribadito nel suo modo di fare arte, vicino alla street e alla urban art, alle tecniche legate allo stencil e alle bombolette, ma ostile all’arte illegale su supporto murale, concetto ribadito nello stesso pseudonimo “salva il muro”. Mr. Savethewall si esprime pertanto utilizzando cartone, carta da pacchi, legno, metallo, plexiglass e materiali di riciclo.

L’artista attingendo a tematiche legate a modelli sociali, politica, attualità, icone, simboli appartenenti all’immaginario collettivo, forme di comunicazione multimediali, attraverso ironia e provocazione stimola la riflessione, la ricerca di significati e contemporaneamente offre una personale reinterpretazione dei codici linguistici e iconografici.

L’esigenza di smuovere le coscienze emerge in particolare nella serie Kiss me in cui il soggetto è un ranocchio ben vestito, affascinante, ma del quale bisogna diffidare in quanto, dietro l’ostentata bellezza, è privo di contenuti; una sorta di monito a non lasciarsi abbagliare dalle apparenze che deturpano la società. La rana, pur essendo una figura positiva in quanto è proiettata ad andare esclusivamente avanti può assumere sembianze ingannevoli e creare l’illusione che il ranocchio sia un principe azzurro, addirittura dotato di corona, come nell’opera inedita King me.

Un messaggio più esplicito è offerto da La famiglia del mulino bianco non esiste, un’opera in cui viene apertamente annullata la visione della “famiglia perfetta”, un modello che l’artista reputa generare frustrazione e inadeguatezza, stati d’animo causati da una società che punta alla perfezione, all’essere vincenti e privi di debolezze; uno tra i primi stencil realizzati cui Mr. Savethewall è particolarmente legato in quanto rappresentativo di una raggiunta libertà.

I nuovi strumenti di comunicazione digitali e social sono protagonisti di lavori come Please Holy iPad, dove una bambina prega l’iPad affinché le restituisca il padre troppo focalizzato sul lavoro, Ricambio generazionale che riassume un’incomunicabilità fra un passerotto e l’uccellino simbolo di Twitter e Selfie ergo sum, rivisitazione della frase cartesiana in un’ottica completamente ribaltata e specchio della contemporaneità e della dipendenza dai supporti digitali.

Non mancano personaggi iconici come Geppetto, che fiero abbraccia il suo pinocchio montabile acquistato all’Ikea, proposto su supporti diversi – procedimento che l’artista adotta anche con altri soggetti – e che in questo caso viene rappresentato su un cartello stradale e su plexiglass. La sovrapposizione di nove livelli di plexiglass e dei rispettivi stencil offre una lettura completa dell’opera attraverso gli strati, le profondità differenti, ognuna delle quali aggiunge uno specifico significato. Se ad un primo sguardo è la visione felice di Geppetto a catturale l’attenzione dello spettatore, un’analisi più approfondita introduce argomenti di maggiore complessità, legati all’economia, alle difficoltà che i piccoli e medi imprenditori devono affrontare quotidianamente.

Mr. Savethewall indirizza la sua arte proprio in questa direzione, che lui stesso definisce di “profonda leggerezza”, caratterizzata infatti una leggerezza superficiale che diviene sempre più profonda attraverso una lettura più attenta. Opere come I can fly, che contempla la possibilità di poter volare, di seguire i propri sogni e Cupida dove la piccola Shirley Temple dispensa amore con bombolette sono emblematiche dello spirito di evasione, di positività e di riscatto, che completano il messaggio che l’artista vuole trasmettere al mondo.

 

Cenni biografici Pierpaolo Perretta, in arte Mr. Savethewall, nasce a Como nel 1972. Fin dall’infanzia si esprime attraverso molteplici linguaggi espressivi, dimostrando un particolare interesse per il disegno. Dopo il diploma in ragioneria, lavora per dieci anni come manager all’interno di Confartigianato e dal 2013 decide di dedicarsi pienamente all’attività artistica; realizza le sue prime incursioni urbane a Como fissando temporaneamente le sue opere con del nastro adesivo sui muri della città. I suoi lavori riscuotono grande successo e destano l’interesse di gallerie e sedi istituzionali che lo invitano a esporre nei propri spazi. Tra le principali personali si ricordano quelle presso il Teatro Sociale di Como (2013), il Festival della lettura di Ivrea (2014), Banca Fideuram di Varese (2014), la Chiesa di San Pietro in Atrio a Como (2015), Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano (2017). In occasione di Expo 2015, Oscar Farinetti gli commissiona il trittico L’Italia s’è desta esposto all’ingresso del Padiglione Eataly nella collettiva “Il tesoro d’Italia” a cura di Vittorio Sgarbi e dal 2016 le sue opere sono esposte nella mostra permanente Art on board a bordo della nave da crociera Ocean Majestic. Sue installazioni e performance sono state presentate in occasione di fiere e manifestazioni quali il GrandPrix Advertising Strategies presso il Teatro Nazionale di Milano, ArtVerona, The Others a Torino, SetUp Art Fair a Bologna. Si ricordano inoltre le partecipazioni al progetto StreetScape a Como e ad Affordable Art Fair Milano (2018). Attualmente vive e lavora a Como. www.savethewall.it

 

Deodato Arte

Deodato Arte è una dinamica galleria d’arte contemporanea con sedi a Milano e in Svizzera a Brusino Arsizio (Lugano). Dal 2010 propone artisti moderni e contemporanei di fama internazionale quali Marc Chagall, Pablo Picasso, Andy Warhol, Damien Hirst e Christo. Particolare interesse è rivolto alla cultura Pop cui sono state dedicate mostre monografiche e collettive con artisti del calibro di Mr. Brainwash e Takashi Murakami. La galleria, oltre a seguire mostre e progetti interni, crea sinergie con musei e partecipa a fiere nazionali e internazionali.

Dal 2017 Deodato Arte ha aperto un nuovo spazio in via Nerino 2, nel cuore di Milano, a pochi metri dalla storica sede di via Santa Marta 6.

La galleria opera in modo multimediale anche tramite i suoi due siti web: www.deodato.gallery dedicato alle mostre e agli artisti, www.deodato.com con un esclusivo servizio e-commerce per i collezionisti.

 

Coordinate mostra

Titolo Mr. Savethewall. La realtà oltre il muro

Sede Deodato Arte, via Santa Marta, 6 – Milano         

Date 2 – 31 marzo 2018

Inaugurazione giovedì 1 marzo, ore 18.30

Orari martedì – sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00

Info pubblico Tel. 02 80886294 – galleria@deodato-arte.it

 

Un incontro d’eccezione: Jean-Marc Wiederrecht, genio e poeta dell’alta orologeria

Milano, Museo Poldi Pezzoli | 14 febbraio 2018 – ore 18.00

Il Museo Poldi Pezzoli, grazie alla collaborazione con Pisa Orologeria e in occasione di “L’arte merita più spazio”, propone Il tempo degli orologi, una speciale rassegna di iniziative previste tra gennaio e marzo 2018. Un programma ricco e suggestivo, pensato per accompagnare il pubblico di tutte le età alla scoperta dei segnatempo, creazioni affascinanti capaci di raccontare l’evoluzione tecnica e la storia del gusto attraverso i meccanismi e la preziosità delle casse. Nel quadro nella rassegna, il 14 febbraio, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, torna l’appuntamento con le aperture straordinarie del Museo, questa volta in una veste davvero speciale: l’aperitivo con il Maestro, un evento unico e imperdibile per i moltissimi appassionati e collezionisti di orologi, ma anche per il più ampio pubblico degli amanti dell’arte, delle arti applicate e più in generale del saper fare e della bellezza.

Al solo costo di 10 euro, oltre a partecipare alle ormai collaudate visite guidate e all’aperitivo, sarà infatti possibile conoscere Jean-Marc Wiederrecht, grande maestro ginevrino considerato come uno dei massimi artefici contemporanei dell’orologeria meccanica, a Milano per la prima volta su invito della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte. Nell’incontro, previsto alle ore 18.00 e aperto al pubblico, parlerà delle sue straordinarie “complicazioni”, ovvero i meccanismi più complessi dell’alta orologeria, come ben sanno i cultori e gli esperti della materia.

Alberto Cavalli, Direttore Generale della Fondazione, avrà il piacere di presentare il Maestro approfondendo la sua figura di artista-artigiano di eccellenza, attraverso un intenso dialogo accompagnato dalla bellezza delle immagini dedicate alle sue più incantevoli creazioni. Un saper fare e una sensibilità che danno vita a orologi di straordinaria bellezza, per catturare il tempo, tra altissima tecnica e poesia. Nella stessa serata, sarà poi possibile partecipare alle visite guidate alla collezione di orologi del Museo, una delle più importanti in Europa, e prendere un aperitivo nella splendida Terrazza Pollaiolo grazie alla collaborazione con il Gruppo Campari.

Jean-Marc Wiederrecht Nato a Ginevra nel 1950, nel 1972 Jean-Marc Wiederrecht si diploma in orologeria a Ginevra. Dopo tre anni trascorsi presso Châtelain, animato da uno spirito profondamente indipendente, nel 1978 inizia la sua straordinaria carriera collaborando con diversi marchi svizzeri. Dal 1990 inizia a specializzarsi in quello che diverrà il fulcro della sua attività, sviluppando diverse complicazioni, sempre più ardue, complesse e fantasiose. Nel 1996 apre Agenhor (Atelier Genevois d’Horlogerie), laboratorio che oggi vede impiegati circa 30 dipendenti e dove lavorano con lui anche la moglie Catherine e i figli Nicolas e Laurent. Jean-Marc Wiedderrecht ha al suo attivo i maggiori riconoscimenti mai attribuiti a un maestro orologiaio: ha vinto per ben sette volte il Grand Prix d’Horlogerie, nel 2014 è stato insignito del Talents du Luxe et de la Création e nel 2017 del premio Gaïa. Fra le sue più prestigiose collaborazioni, da Harry Winston a Chopard, da Fabergé a Hermès, quella ormai storica con Van Cleef & Arpels, che trova il suo apice nella serie delle Complications Poétiques, capolavori in tiratura limitata che uniscono il meglio della tecnologia e dei saperi dell’alta gioielleria con i meccanismi ipersofisticati di Agenhor.

Stabat Mater. Oratorio per voce sola

Dal 13 al 18 febbraio al Piccolo Teatro Studio Melato

Stabat Mater

Oratorio per voce sola

Maria Paiato, Madonna dei bassifondi

 

Nel testo di Antonio Tarantino, Maria Paiato, sola in scena, è Maria Croce, ragazza madre, ex prostituta, ultima degli ultimi, nel corpo, nei sentimenti, nella lingua. Diretto da Giuseppe Marini, Stabat Mater è un accidentato e originale percorso linguistico nel quale il comico si affaccia sull’orrore dell’esistere. 

 

Lo Stabat Mater è una preghiera del XIII Secolo attribuita a Jacopone da Todi. Antonio Tarantino ne prende a prestito il nome, la figura della Madre e la tematica del dolore.  L’autore si è proposto il compito di rendere attuale una figura epica come la Madre del Cristo, per trasferirla sulle rive della realtà e del tempo presente. La Madre di Tarantino è una ragazza-madre prostituta. Il padre di quel  figlio che lei attende è sposato con un’altra. Il figlio che è stato generato, sul quale riponeva grandi speranze, viene arrestato in quanto terrorista. Entrano quindi in scena altri personaggi: la signora Trabucco, funzionaria dell’Assistenza sociale, Don Aldo, prete eppure uomo, soggetto ancora a reazioni perdutamente umane, il dottor Ponzio (Ponzio Pilato), che è il fautore dell’arresto del figlio e il Dottor Caraffa (Caifa), colui che imprigiona e condanna il figlio.

“Oratorio per voce sola”, recita il sottotitolo del testo: è la Madre, sola in scena, che si strugge d’attesa, sia di avere notizie del figlio sia della figura dissoluta e traditrice del padre. Sul palco, Maria Paiato, già protagonista di alcuni storici allestimenti di Luca Ronconi al Piccolo Teatro, tra cui Celestina e Santa Giovanna dei Macelli.

Lo Stabat Mater di Tarantino mischia l’italiano con sporcature dialettali e gergali, facendone la lingua dei reietti, dei diseredati. Sul degrado e sulla miseria, però, regna, resiste e vince la figura della Madre. Per quanto possa essere sofferente e posta ai piedi di una Croce immersa nella periferia popolare, resta sopra qualunque perdita, anche quella della propria dignità. La scrittura d’autore di Antonio Tarantino è costruita intorno ad un linguaggio gergale e ricercato insieme. Le sue storie traggono ispirazione talvolta classiche e religiose, talvolta politiche, sempre fortemente etiche.

Una sorta di Madonna dei bassifondi, turpiloquiante e bestemmiatrice, la Maria Croce, protagonista di Stabat Mater, ragazza madre, ex-prostituta, ma neanche troppo ex, ora stralunata straccivendola cui l’autore impone, similmente agli altri personaggi dei suoi Quattro atti profani, un’irrefrenabile e farneticante logorrea, un’incontinenza verbale comicamente oscena, fatta di martellanti interiezioni e ripetizioni, tipiche di chi vuole riaffermarsi ri-dicendo e non riesce più a parlare se non stra-parlando.

Direi che è proprio il linguaggio o, meglio, questa sua singolare rottamazione, una delle ossessioni e cifre stilistiche di Antonio Tarantino (che è poi stata la fascinazione primaria nel voler mettere in scena questo testo). È il linguaggio di quella marginalità suburbana, dannata, condannata e dimenticata dalla Storia. È la lingua degli ultimi, dei reietti, degli emarginati, degli scarti e detriti della cosiddetta modernità, che non possiedono neanche più una lingua propria (dunque una propria identità) e approdano a una strana, musicalissima e teatralissima pastura linguistica, dove si mescolano il proprio dialetto d’origine (Maria Croce è un’immigrata da un Sud Italia non ben identificato) col dialetto, gli intercalari e le abitudini gergali di una Torino periferica e degradata che Tarantino sa“dipingere” (pittore, prima di diventare drammaturgo) molto bene.

     Giuseppe Marini

 

Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dal 13 al 18 febbraio 2018

Stabat Mater

di Antonio Tarantino

con Maria Paiato

regia Giuseppe Marini

scene Alessandro Chiti

costumi Helga Williams

musiche originali Paolo Coletta

disegno luci Javier Delle Monache

produzione Società per Attori

 

Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.

Durata: un’ora e 30 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

 

 

Al Volvo Studio Milano il primo appuntamento di Vision 2020 Talks.

IL VOLVO STUDIO MILANO HA OSPITATO IERI IL PRIMO APPUNTAMENTO DI VISION 2020 TALKS, CICLO DI INCONTRI PROMOSSI DA VOLVO CAR ITALIA SU FUTURO E INNOVAZIONE CON AL CENTRO LE PERSONE

  • Protagonista del primo incontro è stato lo chef stellato Claudio Sadler, che ha parlato delle tendenze in tema Food e ha presentato il suo libro edito da Giunti Editore “I Miei Nuovi Menu”. La serata è stata condotta da Adua Villa, sommelier ed esperta di gastronomia, e trasmessa in diretta su Facebook.
  • Vision 2020 Talks costituisce un concept innovativo di comunicazione sui trenddella società anche in ambiti diversi da quello automotive nel quale protagoniste sono persone e idee capaci di rendere human centric gli scenari futuri che ci attendono.
  • Il titolo della serie di incontri è derivato da Volvo Vision 2020, approccio che combina Mobilità Sostenibile e Sicurezza puntando all’azzeramento della mortalità per incidente stradale a bordo di una nuova Volvo per l’anno 2020.
  • Con il primo incontro Vision 2020 Talks il Volvo Studio #milano offre un ulteriore esempio significativo dell’apertura intellettuale di Volvo e della propria funzione a favore della divulgazione della Cultura non solo dell’Auto e del dialogo con le persone.

Il ciclo Vision 2020 Talks risulta perfettamente in linea con l’attitudine di Volvo – improntata da sempre a valori quali proiezione verso il futuro, pensiero originale e avanzato, autenticità e attenzione verso l’individuo e la società intesa come insieme di persone – e con la Vision 2020 che lo ispira. I protagonisti degli incontri hanno in comune la capacità di preconizzare il futuro e di concretizzare la loro visione attraverso soluzioni e idee frutto di innovazione e attenzione al dettaglio. Gli incontri del ciclo avranno temi che spaziano dal Food allo Sport, dalla Musica alla Cultura, dalla Scienza alla #tecnologia, dall’Arte allo Spettacolo. La Vision 2020 fornisce anche lo spunto per definire il format degli incontri, che prevedono dialoghi basati su 20 domande e 20 risposte.

Mi è sembrato un ottimo inizio per i nostri incontri Vision 2020 Talks”, ha dichiarato Chiara AngeliDirettore Sales & Marketing Volvo Car Italia. “Abbiamo pensato questo format partendo dall’idea che il Volvo Studio #milano possa essere il luogo ideale per far incontrare personaggi che abbiano storie da raccontare e visioni sul futuro e chi si ritrova ad avere domande o dubbi rispetto a ciò che ci aspetta. In questo momento l’auto catalizza l’attenzione di tutti disegnando un domani a dir poco rivoluzionario; analogamente, anche il Food è un tema forte dei trend di costume. Dall’incontro di questi due mondi è uscita una serata stimolante. Contiamo che sia solo il primo di una serie di momenti di condivisione ricchi di contenuti che verranno ospitati dal Volvo Studio Milano”.

Sono lusingato che Volvo abbia scelto me per inaugurare questa serie d’incontri,” ha dichiarato Chef Sadler. “Le occasioni per divulgare le mie conoscenze in cucina sono sempre state un tassello fondamentale nella mia carriera che mi hanno portato a insegnare nelle scuole alberghiere, prima, e a scrivere 7 libri negli ultimi 20 anni, l’ultimo dei quali pubblicato da Giunti lo scorso ottobre e intitolato “I Miei Nuovi Menu”. Grazie, dunque, a Volvo per questa nuova, importante possibilità di entrare in contatto diretto con il grande pubblico”.


Vision 2020 e l’impegno Volvo a favore della Sicurezza

Volvo Vision 2020 costituisce l’approccio filosofico e progettuale che identifica, in sintesi, la visione di Volvo sulla futura Mobilità Sostenibile intesa come integrazione con la Sicurezza, da sempre valore cardine dei prodotti e del mondo Volvo.

“A partire dal 2020 nessuno dovrà morire o rimanere gravemente ferito in una nuova auto Volvo”: questa la Volvo Vision 2020 così come venne annunciata da Håkan Samuelsson, Presidente e CEO di Volvo Cars.

Oggi, oltre un milione di persone perde la vita ogni anno a causa di incidenti stradali in tutto il mondo. Volvo da sempre adotta un approccio basato sull’analisi di situazioni di traffico real-life. Attraverso il suo Traffic Accident Research Team fin dal 1970 la Casa studia accuratamente i sinistri che coinvolgono una vettura Volvo per raccogliere dati fondamentali per lo sviluppo dei sistemi di Sicurezza delle auto. Proprio la progressiva implementazione di tali sistemi sta conducendo Volvo in perfetta tabella di marcia verso il risultato sancito dalla Vision 2020, in perfetto equilibrio fra Filosofia e Ricerca, per dare concretezza al concetto di Sicurezza.

Volvo Studio Milano, finestra su valori di brand e mobilità sostenibile

Il Volvo Studio è un concept globale di Volvo Car Group che trova a  Milano la prima applicazione. Il Volvo Studio Milano è stato inaugurato nel corso del 2017 ed è concepito come un raffinato ed elegante ambiente di ispirazione scandinava nel quale il pubblico incontra Volvo e i suoi valori entrando in un mondo fatto di tecnologia innovativa, sicurezza e attenzione all’ambiente, design, eleganza e lusso scandinavo. La Casa automobilistica racconta sé stessa e raccoglie le opinioni del pubblico sugli scenari della mobilità di domani.

In tal senso, il Volvo Studio Milano vuole essere una finestra sulla città di Milano  a favore della Mobilità Sostenibile. Da sempre la città è simbolo del gusto, del design e della moda, Milano è oggi anche un esempio di sviluppo urbanistico efficace. Da qui la scelta di aprire proprio nel cuore della nuova città il primo Volvo Studio, nel quale raccontare il viaggio di Volvo verso la mobilità del futuro.

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