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LILLO & GREG in GAGMEN

Dal 4 al 9 dicembre 2018

feriali, 7 e 8 dicembre ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

 Lsd produzioni presenta

 

LILLO & GREG

 

GAGMEN

I fantastici sketch

 

di Claudio GREG Gregori e Pasquale LILLO Petrolo

 

Regia Lillo&Greg e Claudio Piccolotto

con Vania della Bidia, Marco Fiorini e il M. Attilio Di Giovanni

Musiche originali Claudio Gregori e Attilio Di Giovanni

Scene Andrea Simonetti

Costumi NC POP

 

 

SINOSSI                    

Un nuovo sfavillante “varietà” firmato Lillo&Greg che ripropone ulteriori cavalli di battaglia della famosa coppia comica, questa volta tratti non soltanto dal loro repertorio teatrale, ma anche da quello televisivo e radiofonico come “Che, l’hai visto?” (rubrica cult del famigerato programma radiofonico 610 condotto dai due) e “Normal Man” che vede Lillo&Greg nei panni di due supereroi particolari!

L’umorismo colto e sagace della storica coppia comica torna sul palco, più forte che mai, con pillole esilaranti di risate concentrate.

Gagmen, fantastici sketch. Il titolo parla chiaro: la forma più basica e diretta della comicità di Lillo&Greg, gli sketch, essenza più pura del divertimento, depurati da qualsiasi orpello narrativo. Soltanto Lillo, Greg ed il loro carisma per una rivisitazione personale e molto attuale della più classica tradizione di sketch.

Una lettura della realtà colta e intramontabile che non teme confronti stilistici o temporali grazie al suo stretto legame con le attitudini umane più viscerali e per questo immutabili e sempre attuali.

 

 

TEATRO MANZONI

 

BIGLIETTI

Da martedì a giovedì:

Prestige € 31,00 – Poltronissima € 27,00 – Poltrona € 20,00 – Under 26 anni € 19,00

Da venerdì a domenica:

Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00 – Under 26 anni € 22,00

l’Associazione O.A.S.I. di Cantù prima a livello europeo

Scuola: l’Associazione O.A.S.I. di Cantù

conquista la prima posizione

nella competizione a livello europeo

 

Cantù, 14 novembre 2018 – il prossimo 18 novembre a Milano alle 15 (apertura porte alle 14), in Viale Fulvio Testi 327, ospiti presso la Chiesa di Scientology, si terrà un convegno organizzato da Applied Scholatics e aperto ad operatori del settore, studenti, genitori, insegnanti, presidi, assessori e  professori per parlare di istruzione: esistono linee guida e metodi efficaci che siano in grado di assistere studenti, insegnanti e genitori nel difficile compito che ciascuno di loro ha sulle spalle tutti i giorni? Non è facile essere studenti, non è facile essere insegnanti e tantomeno genitori, pur con la buona volontà.

L’Associazione O.A.S.I., acronimo di Organizzazione Associativa di Studio ed Istruzione si occupa di preparare, per conto dei genitori, gli studenti all’istruzione primaria e secondaria di primo grado e fa parte di una vasta rete di enti, associazioni e scuole licenziatarie di Applied Scholastics International che svolgono le loro attività legate all’istruzione e all’educazione in tutto il mondo: sono oltre 400 i gruppi e O.A.S.I. ha conquistato la prima posizione a livello europeo per l’anno scolastico 2017/2018.

Sarà durante l’evento di domenica prossima che O.A.S.I. verrà premiata per essersi distinta come migliore associazione di studio e istruzione a livello europeo.

In un Paese dove vige l’obbligo di frequentare la scuola almeno fino ai 16 anni e in cui il fenomeno della dispersione scolastica ci indica un evidente disagio da parte dello studente, è vitale trovare delle soluzioni efficaci per permettere e garantire ai bambini e ai ragazzi l’accesso all’istruzione.

 

Per informazioni:

www.oasiassociazione.it

 

VINCENT VAN GOGH L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO

Dal 15 novembre al 2 dicembre 2018

 

Khora.Teatro e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo

presentano

 

Alessandro Preziosi

VINCENT VAN GOGH

L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO

di Stefano Massini

 

con Francesco Biscione

e con Massimo Nicolini, Roberto Manzi

Alessio Genchi, Vincenzo Zampa

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

disegno luci Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta

musiche Giacomo Vezzani

supervisione artistica Alessandro Preziosi

 

regia Alessandro Maggi

Le austere e slavate pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare.
Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, che si avvale della messa in scena di Alessandro Maggi, è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.
Il testo vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.) firmato da Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta, ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

 

NOTE DI REGIA

Sospensione, labilità, confine. Sono questi i luoghi, accidentati e mobili, suggeriti dalla traiettoria, indotti dallo scavo. Soggetti interni di difficile identificazione, collocati nel complesso meccanismo dell’organicità della mente umana. Offerti e denudati dalla puntuale dinamicità e dalla concretezza del testo, aprono strade a potenziali orizzonti di ricerca. La scrittura di Massini, limpida, squisitamente intrinseca e tagliente, nella sua galoppante tensione narrativa, offre evidentemente la possibilità di questa indagine. Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Van Gogh – internato nel manicomio di Saint Paul de Manson – e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso.

Lo spettacolo è aperto contrappunto all’incalzante partita dialogica. Sottinteso. Latente. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà.
La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto.

In una spaccatura in cui domina la sola logica della sinestesia, nella quale ogni senso è plausibilmente contenitore di sensi altri, modulandone infinite variabili, Van Gogh è significante e significato di sé stesso. Lo scarto emotivo che subisce e da cui è irrimediabilmente dipendente, rappresenta causa ed effetto della sua stessa creazione artistica, non più dissociata dalla singolarità della sua esistenza e lo obbliga a percorrere un sentiero isolato in cui il solo punto fermo resta la plausibilità di una infinita serie di universi possibili nei quali ogni tangibilità può rappresentare il contrario di ciò che è.
La riflessione percorre questa suggestione; non il racconto quindi, ma il divenire e la resa delle infinite varianti conduttrici di un processo creativo filtrate da un’induzione sensoriale il cui respiro, non ultimo, diviene tela su cui restano impresse assenze, mancanze e sorde cecità. Un’evoluzione lucida, condotta nello straziante sforzo di liberarsi e rendersi tangibile, nel volume e nella densità immanente del colore, che smette la sua primaria connotazione e assume i termini di sensi altri e potenzialmente distanti, ponendo in essere una deriva che trova nel suo rovescio la realtà di opera d’arte.

Lo spettacolo accompagna questa non-logica dei sensi, attraverso uno sfiorarsi dei personaggi che fonde il desiderio alla necessità, sviluppando un alternarsi di simmetrie semantiche a dissonanze di cognizione, un conflitto mutabile, ma mai assente.
È in questo campo, su cui si allineano piani paralleli, pur non senza sovrapporsi, che la potenziale oggettività diviene odorare un suono, ascoltare un colore, toccare un sapore, assaggiare un tessuto, vedere un profumo. Un complesso disegno, tuttavia ferocemente semplice, la cui connotazione intrinseca cambia in funzione della distanza da cui lo si guarda o si sceglie di percepirlo. E’ un passaggio aperto alla volta della stretta fessura che permette la visione di un assurdo reso accettabile dalla semplicità espressiva dei sensi che restano qui, nudi e spasmodicamente attivi, esattamente in quel punto della coscienza, attraversato da nient’altro che miliardi e miliardi di neuroni carichi di un unico e solo senso: la vita.
Non più “come siamo fatti”. Ma “di che cosa”.

Alessandro Maggi

 

 

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

Vincent Van Gogh Alessandro Preziosi
Dottor Peyron Francesco Biscione
Theo Van Gogh Massimo Nicolini
Dottor Vernon-Lazàre Roberto Manzi
Roland Vincenzo Zampa
Gustave Alessio Genchi
Voce Vincent bambino Davide Piccirillo

 

 

ORARI:

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

BIGLIETTI:
Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00

Poltronissima under 26 € 15,50

LA DAMA DUENDE

 

di Pedro Calderòn de la Barca

 

La Compañía Nacional de Teatro Clásico

diretta da Helena Pimenta

per la prima volta al Piccolo Teatro di Milano

 

Intorno allo spettacolo una serie di appuntamenti promossi dal Piccolo con l’Instituto Cervantes de Milán e l’Università degli Studi di Milano

Al Teatro Grassi, dall’8 all’11 novembre, va in scena La dama duende di Pedro Calderón de la Barca. Intrighi, equivoci, scambi di persona, travestimenti e amori appassionati in una commedia che invita a riflettere sulla condizione femminile nella Spagna del siglo de oro e che segna la prima volta della Compañía Nacional de Teatro Clásico, diretta da Helena Pimenta, al Piccolo.

Scritta da Pedro Calderón de la Barca nel 1629, La dama duende (La donna fantasma) è una commedia del genere “di cappa e spada”. La trama, ricca di colpi di scena, La commedia ha per protagonista una giovane e bella vedova, Doña Ángela, reclusa tra le pareti domestiche per il lutto, ma anche perché il marito l’ha lasciata priva di mezzi. Uscita di casa velata e di nascosto dai fratelli, Don Juan e Don Luis, Ángela è pedinata dallo stesso Luis, ignaro di stare seguendo la sorella. Spaventata dall’inseguitore, Ángela attira l’attenzione di Don Manuel, che incrocia la spada con Luis e rimane ferito. Riconosciuto in Manuel un vecchio amico, Luis gli offre ospitalità per la convalescenza. Tra Ángela e Manuel è amore a prima vista. Approfittando del classico armadio a doppio ingresso tra la sua stanza e quella dell’ospite, Ángela gli fa visita di notte, terrorizzando il servitore Cosme, che la crede un fantasma….

 

«Dopo La vita è sogno e Il sindaco di Zalamea testi di Calderón che ho già allestito al CNTC – spiega Helena Pimenta, regista dello spettacolo e direttrice della Compañía Nacional de Teatro Clasico di Madrid – affronto lo stesso autore da un’altra prospettiva: quella comica. L’umorismo è il filtro attraverso cui Calderón ci pone domande su questioni come la ricerca della propria identità, lo scontro tra realtà e finzione, la scelta tra essere e apparire (…) Le parole di Calderón, esilaranti e al tempo stessi serissime, figlie del nostro lontano passato, ma riferibili anche a un tempo più vicino – se non addirittura al presente – richiamano la nostra attenzione su situazioni legate alla condizione femminile, ai sentimenti, al tradimento, alla libertà. L’umorismo ci aiuta a non avere paura di affrontarle».

 

«Nella nostra versione – racconta Álvaro Tato, autore dell’adattamento – abbiamo inteso rispettare la musicalità del verso calderoniano e al tempo stesso facilitare la comprensione di costruzioni e termini oggi desueti. Opportuni interventi lessicali e sintattici danno allo spettatore contemporaneo un assaggio del suono “d’oro”, senza privarlo della comprensione di ogni singola parola. La dama duende è un elemento chiave del nostro patrimonio letterario, teatrale e culturale; è un capolavoro che, come la sua protagonista, ci attira nella sua trama, invitandoci ad essere quel che vogliamo e a inventare il nostro destino».

«Lo spettacolo – dice Ignacio García, che ha curato la selezione musicale – presenta una ricca colonna sonora che attinge all’opera italiana. Donizzetti, Bellini, Rossini, e soprattutto Verdi, si imposero nel substrato musicale ed emozionale di varie generazioni che, in Traviata, Sonnambula e in tanti altri titoli simili, lessero autentici esempi di eroismo; ma soprattutto una nuova dimensione di eroina tragica, di donna padrona del proprio destino, pur nel contesto di una cultura patriarcale. Il parallelismo tra la nostra

donna fantasma, anche lei protagonista della propria avventura, e questo universo culturale del melodramma italiano costituisce una sorta di spina dorsale del tessuto sonoro della regia».

Intorno allo spettacolo

In occasione di La dama duende, il Piccolo Teatro, l’Instituto Cervantes e l’Università degli Studi promuovono un ciclo di incontri per approfondire il lavoro, la storia e il metodo della Compañia Nacional de Teatro Clásico che, nei suoi quasi trent’anni di storia, ha realizzato più di 85 produzioni messe in scena in tutto il territorio spagnolo, ma anche in altri luoghi in Europa e America, contribuendo a diffondere il patrimonio del teatro classico spagnolo. Un particolare sguardo, grazie a una mostra e a un incontro dedicato, è rivolto al rapporto tra moda e teatro.

Instituto Cervantes di Milano, via Dante 12 (Sala Mostre) – fino al 26 ottobre, da lunedì a venerdì, 15–19

Mostra: Moda e Teatro Classico

Ingresso libero

 

Instituto Cervantes di Milano, via Dante 12 (Sala Conferenze) – martedì 2 ottobre 2018, ore 18

La moda nel teatro

conversazione con Gianluca Sbicca

 

Chiostro Nina Vinchi, via Rovello 2 – giovedì 8 novembre 2018, ore 17

Incontro con la compagnia e con la regista Helena Pimenta

Ingresso con prenotazione su www.piccoloteatro.org

Università degli Studi di Milano, piazza sant’Alessandro 1 – venerdì 9 novembre 2018, ore 10.30
La Compagnia Nazionale di Teatro Classico, la sua storia e il modo di adattare i testi classici
con la regista Helena Pimenta
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

DANIEL LISMORE OSPITE SPECIALE DI ACCADEMIA DELLA MODA

DANIEL LISMORE

SARÀ L’OSPITE SPECIALE DI ACCADEMIA DELLA MODA

IN OCCASIONE DELLA FASHION GRADUATE ITALIA

DAL 26 AL 29 OTTOBRE AL BASE DI MILANO

 

Milano, 16 ottobre 2018 – “Fashion Graduate Italia: tre giorni di talk, sfilate, esposizioni, consulenza, workshop per discutere e comunicare gli approcci e le tendenze di un settore in rapido cambiamento”, è questa la manifestazione dedicata alla formazione in ambito moda e organizzata da Piattaforma Sistema Formativo Moda che andrà in scena dal 26 al 29 ottobre al Base di via Bergognone a Milano e a cui parteciperanno gli studenti di Accademia della Moda.

Dieci fashion designer laureandi avranno l’occasione di presentare la propria collezione ad esperti, appassionati e aziende del settore durante l’evento nato per celebrare l’eccellenza delle scuole di moda italiane e promuovere la creatività degli studenti più talentuosi.

 

Gli studenti laureandi dell’Accademia sfileranno sabato 27 ottobre alle ore 15 e Daniel Lismore parteciperà come ospite speciale per annunciare che il prossimo luglio sarà per la prima volta in Italia, e precisamente al PAN di Napoli, con una mostra in collaborazione con gli studenti dell’Accademia della Moda.

Daniel Lismore, definito da Vogue l’indossatore più eccentrico d’Inghilterra, è un artista e fashion designer londinese, noto per la sua scelta di vivere la vita come un’opera d’arte, indossando elaborati e stravaganti costumi che abbinano brillantemente l’alta moda alle sue creazioni.

Accademia della Moda è l’unico ente privato di alta formazione del Sud Italia riconosciuto ed accreditato dal MIUR tra le Istituzioni AFAM per i corsi triennali di I livello in Fashion Design, Interior Design e Visual Communication.

L’Accademia, nata negli anni ’60 da un’idea del maestro sarto Domenico Lettieri, è presente a Napoli con due sedi e una a Milano e ha l’obbiettivo di preparare gli studenti ad entrare nel mondo del lavoro da professionisti, grazie a piani di studio creati con le aziende e a partire dalle esigenze del mercato, e grazie alla partecipazione a workshop, incontri con le aziende, laboratori pratici.

 

 

 

ESSERE O BENESSERE

15 ottobre 2018 – ore 20,45

GIOVANNI D’ANGELLA

in

 ESSERE O BENESSERE

scritto da Giovanni d’Angella con Giuseppe Della Misericordia

regia Riccardo Piferi

coreografie Emilia Briano

musica de I FATTI COSI’

Dopo i successi televisivi di Colorado su Italia1 ed Eccezionale Veramente su La7, dove ha interpretato il celebre personaggio del Pigro, e le precedenti esperienze a Zelig Off, Zelig Circus, Tu Si Que Vales, Metropolis e il Comedy Tour su SKY, Giovanni d’Angella conquista il prestigioso palco del Teatro Manzoni, già a lui familiare per le assidue precedenti partecipazioni come coach al Manzoni Derby Cabaret.

Questa volta ci propone uno spettacolo innovativo e esilarante, sull’eterna lotta, non tra il bene ed il male, ma tra il bene ed il benessere.

Barese di nascita e milanese di adozione, d’Angella racchiude in sè la solarità della Puglia e l’intraprendenza del Nord. In scena Giovanni è vero e sincero, capace di trascinare il pubblico e farlo ridere fino alle lacrime.

In Essere o Benessere ogni spettatore ritroverà completamente sé stesso e la propria quotidianità. Sul palco Giovanni è tutti Noi. È l’Avatar che, con intelligente ironia, mette in scena i nostri vizi, i nostri costumi e le nostre speranze.

“Perché stiamo sul divano pur sapendo che per stare bene dovremmo andare a correre?”

“Perché mangiamo il tiramisù pur sapendo che per stare bene dovremmo mangiare i broccoli?”

“Perché ogni mattina cerchiamo di guadagnare più soldi e la sera diciamo che i soldi non fanno la felicità?”

Tutte queste domande fanno nascere un dubbio amletico:

“Ma il benessere alla fine ci fa bene o ci male?”

Note di Regia

 

Essere o Benessere è uno spettacolo comico con il ritmo e l’energia di un concerto rock. A metà strada tra la moderna Stand up comedy e il classico teatro brillante. È uno show fisico, di movimento, con ampi respiri e ritmi serrati. La mimica, le camminate, la gestualità di Giovanni nell’interpretare ogni personaggio completano un lavoro, dove gli attualissimi  temi e la freschezza interpretativa si mescolano con i meccanismi del teatro anni 70, portando nuovamente il teatro nel teatro, come spesso accadeva quando lavoravo con Paolo Rossi e Enzo Jannacci.

Le luci, le atmosfere e la musica live dei 3 musicisti Gianluca Turconi, Marcello Calcagnile e Fazio Armellini, che sono anche attori, amplificano l’effetto di un performer scatenato ed elegantemente coinvolgente»

Riccardo Piferi

sito www.giovannidangella.com

fb www.facebook.com/giovannidangellawww.facebook.com/giovanni.dangella3

instagram www.instagram.com/giovannidangella/

 

BIGLIETTI

Prestige € 20,00 – Poltronissima € 18,00 – Poltrona € 15,00 – Under 26 anni € 12,50
 

 

 

 

BIANCANEVE E I SETTE NANI

BIANCANEVE E I SETTE NANI

Milano

TEATRO MANZONI

DOMENICA 4 NOVEMBRE ORE 15.30

LUNEDI’ 5 NOVEMBRE ORE 20.45

Il balletto classico di repertorio Biancaneve e i sette nani arriva al Manzoni di Milano, nella sua versione professionale, mai rappresentata in Italia.

Per due anni di fila, lo spettacolo ha registrato il sold out al teatro degli Arcimboldi, nella versione degli alunni dell’Accademia Ucraina di Balletto.

Ora viene proposto dal Balletto Ucraino, una compagnia stabile che nasce dalla pluriennale esperienza dell’Accademia Ucraina, costituita da ballerini diplomati formatisi secondo la rigida tradizione classica della Metodica Vaganova dei paesi dell’Est.

Il Balletto Ucraino è l’unica compagnia in Italia a detenere i diritti originali, con le musiche di Bogdan Pavlovskij e le coreografie di G. Maiorov.

NADEJDA SCEPACIOVA, ex prima ballerina del Teatro dell’Opera della

Moldavia, oggi docente dell’Accademia, sarà la protagonista del

Balletto a fianco di GENADIJ ZHUKOVSKIJ, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Vilnius.

Realizzato per la prima volta in questa versione al teatro dell’Opera di Kiev nel 1975, questo spettacolo, presente nel repertorio di tutti i più grandi teatri dell’Est Europeo compreso il teatro Bolshoi, è una produzione per bambini e genitori ed è un modo per avvicinare i più piccini al mondo del teatro e della danza attraverso la famosissima e amatissima favola dei Fratelli Grimm. Gli animali del bosco, i fiori e le piante prendono vita e vi portano nel magico mondo di Biancaneve, mentre i sette buffi nani sono protagonisti di momenti di grande divertimento e risate. Il tutto su note musicali appassionanti e con vivaci e colorati costumi.

Il pubblico viene proiettato nella magia di una storia con la quale siamo tutti cresciuti e con la quale sicuramente cresceranno anche i bimbi di questa generazione senza per questo penalizzare tutte le caratteristiche del repertorio classico. Non mancheranno quindi tecnica, virtuosismi, scenografie e costumi di altissimo livello.

QUANDO:

dom, 04/11/18, 15.30 Teatro Manzoni.
Via A. Manzoni 42, 20121 MILANO

lun, 05/11/18, 20.45 Teatro Manzoni.
Via A. Manzoni 42, 20121 MILANO

BIGLIETTI: da 18 a 27 euro + prevendita.

RIDUZIONI GRUPPI E SCUOLE DI DANZA

Biglietteria
Via Manzoni, 42 – Milano
Per prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (Attivo da rete fissa, in orari di cassa)
Per informazioni: telefono 02 7636901
cassa@teatromanzoni.it

 

 

A testa in giù

Dall’11 al 28 ottobre 2018

 

ErreTiTeatro30

presenta

Emilio Solfrizzi   Paola Minaccioni

A TESTA IN GIU’

L’envers du decor

di Florian Zeller

traduzione Giulia Serafini

 

con Viviana Altieri e Bruno Armando

regia Gioele Dix

scena Andrea Taddei costumi Barbara Bessi luci Carlo Signorini

musiche Savino Cesario, Silvano Belfiore

assistente regia Sara Damonte

 

NOTE DI REGIA

Daniel invita a cena, contro il consiglio di sua moglie, Patrick suo migliore amico e la sua nuova partner Emma per la quale ha lasciato la moglie. Emma, giovane e carina provoca una tempesta negli animi dei commensali, scuotendo le loro certezze, risvegliando frustrazione, gelosia e invidia.

L’originalità di A testa in giù sta nel fatto che il pubblico è testimone dei pensieri dei personaggi che parlano in disparte. Grande gioco di attori che svelano con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica.

Il testo è stato portato in scena, nel gennaio 2016, al Théâtre De Paris, con Daniel Auteil nel ruolo di protagonista e regista. Da tempo desideravo lavorare con e per Emilio Solfrizzi. Ci unisce un’antica amicizia e una comune, istintiva fiducia nell’arte della commedia. Ed ecco l’occasione: un nuovo testo di Zeller che sembra scritto apposta per esaltare le sue qualità di comico naturale e di raffinato interprete.

A testa in giù è costruito sull’idea che i personaggi, oltre a parlare normalmente fra loro, esprimano ad alta voce di fronte al pubblico anche i propri pensieri. L’effetto è dirompente e trasforma una comune vicenda in un formidabile e spassoso labirinto di gesti e parole.

Per le attrici e gli attori si tratta di recitare su un doppio binario, una prova al tempo stesso complicata ed esaltante.

Emilio Solfrizzi è un esilarante Daniel, editore colto e maturo, le cui certezze improvvisamente si sgretolano di fronte alla scelta di Patrick (l’ottimo Bruno Armando), amico di un vita, che decide di abbandonare la moglie per mettersi con Emma (la bravissima Viviana Altieri), giovane aspirante attrice. Un avventato e inopportuno invito a cena trasforma l’innocua serata in una sorta di regolamento di conti fra gaffe, equivoci e incomprensioni. E Daniel si ritroverà ben presto a mettere interiormente in discussione gran parte della propria esistenza. Ma sarà la moglie Isabelle, con le sue brillanti doti di saggezza e di acuminata ironia, a salvarlo dal preoccupante precipizio. Nel difficile ruolo della coprotagonista c’è per fortuna Paola Minaccioni, fuoriclasse del teatro comico e non solo, attrice sensibile e versatile, una garanzia.

A testa in giù, uno spettacolo originale e sorprendente che non potrà non piacervi, se amate le commedie intelligenti.

Gioele Dix

BIGLIETTI:
Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00

Poltronissima under 26 € 15,50

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

Daniel – Emilio Solfrizzi

Isabelle – Paola Minaccioni

Patrick – Bruno Armando

Emma – Viviana Altieri

 

ORARI:

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

MODA E CIOCCOLATO PER LA LOTTA CONTRO IL CANCRO AL SENO

Il bello e il buono della solidarietà tra le strade del MonteNapoleone District: il 29 settembre una giornata tra shopping benefico e gelato al Ruby chocolate per LILT Milano

Si avvicina il mese di ottobre, dedicato alla campagna Nastro Rosa, e anche quest’anno ad anticipare la 26esima edizione dell’appuntamento dedicato alla prevenzione e alla lotta contro il tumore al seno sarà l’evento di sabato 29 settembre nel cuore del MonteNapoleone District: lo Shopping fa bene alla salute. Un vero e proprio sodalizio tra haute couture e solidarietà, grazie al coinvolgimento di 56 delle prestigiose boutique di moda che costellano le vie del quartiere, che devolveranno il 10% dell’incasso della giornata all’acquisto di un mammografo digitale con tomosintesi per lo Spazio Prevenzione di LILT Milano (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) in via Caterina da Forlì a Milano.

Novità assoluta dell’edizione 2018 sarà la presenza, in piazzetta Croce Rossa, del carretto dei gelati di Milano diventa Rosa, dove si potrà degustare un’inedita interpretazione del gelato artigianale al Ruby Chocolate, proposto in due golose declinazioni firmate da Ciro Fraddanno, ChocoGelato chef del Chocolate Academy Center Milano: Ruby Chocolate con lampone e salsa allo yuzu e Stracciatella di Ruby Chocolate. Presso il carretto inoltre sarà possibile acquistare la tavoletta di Ruby Chocolate prodotta in limited-edition per la campagna.

Prosegue così, dopo la presentazione ufficiale a Palazzo Marino lo scorso giugno, il progetto benefico Milano diventa Rosa, un’iniziativa dedicata a Milano e alle donne promossa dal Chocolate Academy Center Milano e gli Ambassador de Il Cioccolato Buono a favore di LILT Milano, che proprio nel 2018 festeggia il suo 70° anniversario.

Nel mese di ottobre saranno moltissime le occasioni in cui poter contribuire alla raccolta fondi: oltre alle tavolette e al gelato al Ruby Chocolate, a breve sarà lanciata la pralina RosaMilano realizzata da Davide Comaschi, World Chocolate Master  e direttore del Chocolate Academy Center Milano, un pezzo unico in esclusiva per la campagna. Proprio in queste settimane il maître chocolatier sta definendo gli ultimi dettagli della pralina che simboleggerà il progetto Milano diventa Rosa, un connubio tra equilibri di sapori, consistenze e design, elemento a cui Comaschi dedica sempre particolare attenzione.

Di seguito l’elenco dettagliato di tutti gli appuntamenti in programma:

  • Sabato 29 settembre, in piazzetta Croce Rossa in concomitanza con l’iniziativa solidale Lo shopping fa bene alla salute: presenza del carretto dei gelati, vendita della tavoletta;
  • Per tutto il mese di ottobre nei negozi di via Fiori Chiari aderenti alla Campagna Nastro Rosa: vendita della tavoletta;
  • Sabato 13 e sabato 20 ottobre in via Fiori Chiari in concomitanza con la mostra fotografica #fatelevedere: presenza del carretto dei gelati;
  • Sabato 13 e domenica 14 ottobre e sabato 20 e domenica 21 ottobre, all’angolo tra via Brera e via Fiori Oscuri al corner LILT: vendita della tavoletta e della pralina;
  • Dal 13 al 21 ottobre sull’Unità mobile che farà tappa a Milano e in vari comuni dell’hinterland per offrire visite senologiche gratuite: vendita della pralina e della tavoletta;
  • Durante il mese di ottobre negli Spazi Prevenzione di LILT Milano: vendita della pralina e della tavoletta;
  • Durante il mese di ottobre a Sesto San Giovanni in occasione di vari eventi di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza: vendita della pralina e della tavoletta.

Tutte le attività della campagna Milano diventa Rosa sono promosse nei canali social dedicati su Facebook, Instagram e Twitter @MilanodiventaRosa e seguite attraverso l’hashtag ufficiale della campagna #ROSAMILANO.

 

Elisabetta Polignano Collezioni Sposa 2019 

                                                         Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede
un tale coraggio, una sfida che non finisce mai”.
Oriana Fallaci

Un segnale forte e rivoluzionario. Una dichiarazione di vero e profondo rinnovamento nella cultura e nel mondo della Sposa. Un atto di coraggio che svela la natura più profonda dell’essere femminile. Sono un omaggio alla figura della Donna, “primo motore” del mondo e fonte inesauribile di amore e di energia, le nuove Collezioni Sposa 2019 di Elisabetta Polignano.

Sono un omaggio speciale al cuore del lavoro della stilista, le donne vere e la loro bellezza autentica, ma anche ai momenti storici legati all’affermazione della donna nella società, alla centralità della sua figura, all’importanza dell’emancipazione femminile, per arrivare alla libertà, all’indipendenza e alla piena realizzazione di sé. Una sorta di ‘viaggio’ per raccontare il coraggio di osare e la forza delle passioni, una narrazione che abbraccia quasi un secolo e getta uno sguardo positivo su un futuro luminoso, ricco di progettualità, idee e nuove energie. Un atto d’amore per il vero made in Italy, che si rinnova e si riafferma con forza, di cui Elisabetta Polignano è da sempre promotrice e sostenitrice e che quest’anno ha deciso di dedicare alla “pioniera della Moda italiana nel mondo”, la sua ideatrice: la stilista femminista Rosa Genoni.

Gli abiti delle Collezioni Sposa 2019 ripercorrono l’evoluzione della figura e dell’essere femminile dagli inizi del secolo scorso ai giorni nostri, snodandosi in un racconto che dallo stile inconfondibile degli anni Venti arriva a gettare uno sguardo visionario e avveniristico sul futuro. Sono modelli che esprimono un ideale di femminilità completo, rivolto a tutte le donne e in grado di riflettere l’unicità di ognuna, dalla più romantica e sognatrice, alla più grintosa e rock. Il tutto, sempre mantenendo lo stile unico e profondamente innovativo di Elisabetta Polignano, un’eleganza equilibrata e dalla vestibilità perfetta, pensata per ogni tipo di fisicità e che si adatta dolcemente al corpo. Sono capi preziosi, interamente realizzati con tessuti provenienti esclusivamente dalle migliori seterie italiane e lavorati a mano.

Dal morbido tulle di seta alla georgette, dal mikado al lino, dall’impiego innovativo dell’ecopelle ai tessuti-non-tessuti effetto carta, fino all’utilizzo di un’ultramoderna organza di seta ricamata in pvc. Sono abiti trasformabili e tridimensionali, dalle forme molteplici: più strutturate e dai volumi esasperati, morbide e fluttuanti, ampie e scivolate.

Trovano spazio anche dettagli speciali, come le rose che sembrano sbocciare da romantici pizzi o stilizzate, ricamate in seta o stampate, che richiamano le fantasie degli abiti di Rosa Genoni e i fiori nobili della sposa per antonomasia. Sì anche a elementi sovrapponibili come cappe, mantelle e giubbotti corti, cinture e sopragonne rimovibili, che rendono i diversi modelli adatti anche per la sera e per gli altri momenti della festa. I colori dominanti vanno dal classico bianco seta all’avorio, dall’azzurro all’oro, dalle varie sfumature del rosa fino al fucsia e al verde.

I capi delle Collezioni 2019 vogliono celebrare l’eroina che si cela in ogni donna, ripercorrendo le tappe della sua evoluzione nel tempo, il suo cammino verso l’emancipazione, il coraggio di osare e la libertà di poter vivere le proprie passioni – spiega Elisabetta Polignano –. Perciò abbracciano tutte le sue sfaccettature, colgono le molteplici personalità di ognuna. Dalle grandi che ci hanno precedute a ciascuna di noi, alle prese con le sfide del nostro tempo, della nostra quotidianità: per questo ho voluto dare ai modelli tutti nomi di donne che si sono affermate nella Storia attraverso le loro lotte e le loro conquiste”.

Sono abiti che celebrano stili diversi, raccontano la donna romantica e boho-chic, shabby e country, glam e dall’animo rock. Affinché ciascuna non debba mai rinunciare alla sua essenza più profonda e possa sentirsi libera di scegliere, senza dover cedere all’omologazione o a compromessi. Perché essere spose oggi è una scelta di grande coraggio e consapevolezza. Perciò ciascun modello può essere declinato in molteplici modi e le linee EP Elisabetta Polignano e Vision riflettono questa trasformazione, questa grande potenzialità.

EP Elisabetta Polignano

Gli abiti della linea Haute Couture EP Elisabetta Polignano esprimono una femminilità elegante e sofisticata. Sono capi molto ricercati ma non artificiosi e impostati, ideati per una donna indipendente, decisa e determinata. I tessuti sono particolari e alternativi, all’insegna della trasformabilità e della tridimensionalità. Ampie gonne, giochi di rouches, fantasie stampate. Tra i colori predominanti, le diverse sfumature del rosa, il fucsia, il verde pistacchio.

 

Elisabetta Polignano Vision

Freschi e leggiadri, i capi della linea Vision si caratterizzano invece per le forme scivolate. Sono dedicati a una donna libera e sognatrice, che sceglie di celebrare il suo giorno più importante en plein air e in location insolite e inusuali. Georgette, voile, tulle di seta impalpabile. L’effetto complessivo comunica grande leggerezza e fluidità. I colori predominanti sono tutte le tonalità di bianco, dal seta all’avorio caldo, allo champagne.

Ogni abito di Elisabetta Polignano è unico, perché realizzato interamente a mano, frutto di alta sartorialità e ricerca, raffinato design e profonda innovazione, estrema cura di ogni dettaglio. La stilista vive ogni giorno il laboratorio sartoriale e segue in prima persona ogni fase di lavorazione dei suoi modelli, a partire dalla scelta dei tessuti, tutti rigorosamente provenienti dalle più pregiate seterie  italiane. Sono perciò creazioni riconoscibili al tatto e alla vista, inimitabili. Da oltre vent’anni il brand, nato nel 1997, fa dell’artigianalità e del rispetto del puro made in Italy il suo fiore all’occhiello, insieme all’altissima attenzione per ogni fase del processo creativo. Elisabetta, inoltre, da sempre ama affiancare e guidare con grande passione e profonda empatia le sue future spose, in un percorso fatto di scelta, condivisione, grande complicità e consapevolezza, per rendere unico e indimenticabile il loro giorno più importante.

 

Galleria fotografica

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