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MILANO DIVENTA ROSA

MILANO, LE DONNE, LA SALUTE E IL CIOCCOLATO…ROSA

In occasione delle celebrazioni dei 70 anni di Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Milano e al lancio nazionale della quarta tipologia di cioccolato Ruby Chocolate dallo straordinario colore rosa, Chocolate Academy Center Milano organizza un grande progetto charity

 

Milano diventa Rosa è un progetto charity promosso dal Chocolate Academy Center Milano a favore di LILT Milano, in collaborazione con gli Ambasciatori de Il Cioccolato Buono, un team di illustri chef, pastry chef, mixologist e professionisti dell’area enogastronomica, e il patrocinio del Comune di Milano che vedrà tutta la città coinvolta in un fitto calendario di eventi e iniziative a partire da giugno sino a dicembre 2018.

Il primo appuntamento sarà il Ruby Chocolate Party che si terrà il 19 giugno alla Chocolate Academy dove dalle ore 18.00 sarà possibile vivere una full immersion nel mondo del Ruby Chocolate. Grazie ad una donazione a LILT gli ospiti riceveranno una tavoletta di cioccolato rosa e una t-shirt limited-edition e potranno gustare l’esperienza Ruby nella versione gelato, pralina, cocktail e salato.

Il Ruby Chocolate è una scoperta eccezionale – afferma Davide Comaschi direttore di Chocolate Academy Center Milano l’occasione migliore per raccontare il cioccolato in Italia e fare del bene. La nostra scuola nasce nel 2017 con l’obiettivo di divulgare la cultura del cioccolato in Italia e con i protagonisti della cultura gastronomica italiana abbiamo dato il via ad un nuovo grande progetto sociale: Il Cioccolato Buono che ogni anno darà il suo contributo a campagne charity.”

Il Cioccolato Buono ha come obiettivo la raccolta fondi a favore di LILT Milano per i suoi 70 anni di attività nell’assistenza ai malati e nella promozione della cultura della prevenzione e diagnosi precoce tra la popolazione, giovane e adulta attraverso campagne e iniziative dedicate. In particolare ricordiamo una tra le più importanti campagne di prevenzione rivolta alle donne a livello nazionale: Nastro Rosa portata avanti da LILT Milano sin dal 1992 per sensibilizzare e informare le donne sull’importanza della diagnosi precoce nella lotta contro il tumore al seno, nemico numero uno della popolazione femminile con oltre 50 mila nuove diagnosi in Italia.

Milano, il cioccolato, la solidarietà e la prevenzione femminile: parole chiave per dar vita a un progetto corale che unisce la cultura del cioccolato alla più importante campagna di raccolta fondi dedicata in primis alle donne – dichiara il prof. Marco Alloisio presidente LILT Milano Un’occasione privilegiata per fare di Milano una città sempre più attenta alla figura della donna, alle sue espressioni e al suo ruolo nella società. A Milano inoltre si vive di più e rappresenta un’eccellenza proprio nell’ambito della salute. Sono infatti 70 anni che la nostra Associazione lotta per la vita al fianco dei cittadini – continua il prof. Alloisio –  Siamo nati nel 1948 e di strada in questi decenni ne abbiamo fatta tanta, diventando nel tempo un punto di riferimento per la città di Milano. Abbiamo effettuato, dal 1969 al 2017 3.397.263 visite ed esami di diagnosi precoce, dal 1956 al 2017 circa 520mila interventi di assistenza, dal 1970 al 2017 quasi 1 milione di bambini delle elementari sono stati raggiunti dalle campagne anti fumo. Numeri destinati a crescere così come il nostro impegno nei confronti dei cittadini”.

Il progetto Milano diventa Rosa coinvolge trasversalmente cuochi, testimonial del mondo della cultura e dello spettacolo, brand della moda e del design, i luoghi simboli della città come il Quadrilatero della Moda e gli antichi palazzi della cultura.

Questa iniziativa coniuga perfettamente una cosa buona con una cosa giusta – afferma Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali, Salute e Diritti – il Ruby chocolate prodotto dalla Chocolate Academy sosterrà una campagna positiva e necessaria come quella della LILT, che da anni mette in campo Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno che colpisce ancora oggi molte, troppe, donne. Dietro questa serie di eventi all’insegna della leggerezza e del gusto c’è l’impegno e il lavoro di donne e uomini quotidianamente al servizio di una causa nobile e importante. Milano e le sue istituzioni sosterranno convintamente questo progetto e ci auguriamo che anche i governi regionale e nazionale facciano altrettanto investendo più fondi sulla sanità, sulla ricerca e soprattutto sulla prevenzione”.

L’iniziativa, dunque, si rivolge alle donne e vuole raccontare le loro storie, la loro forza e le loro attività per le quali sono simbolo di una città che rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo.

Sono ricordate grandi figure femminili come Franca Rame, attrice teatrale che durante tutta la sua vita si è distinta per la lotta contro la violenza sulle donne di cui lei stessa è stata vittima. Ma c’è anche Alfonsina Strada che con la sua voglia di vivere e l’amore per la bicicletta ha segnato la prima partecipazione femminile al Giro d’Italia e inoltre per il suo grande amore per le donne e Milano c’è anche la poetessa Alda Merini, la scrittrice Nanda Pivano, l’architetto Gae Aulenti, la giornalista Franca Sozzani, l’attrice Rosanna Schiaffino e la stilista Mariuccia Mandelli.

Ed è proprio a queste donne che gli chef e pastry chef del team Il Cioccolato Buono, tra cui ricordiamo gli chef Davide Oldani, Enrico Cerea, Matias Perdomo e Sara Preceruti, i pastry chef Loretta Fanella, Luigi Biasetto, Federica Russo e Fabrizio Galla, il bakery chef Matteo Cunsolo e il mixologist Cristian Lodi, dedicheranno alcune ricette utilizzando il Ruby chocolate. I piatti saranno in degustazione nel mese di ottobre, mese dedicato alla prevenzione al tumore al seno, presso i loro locali e durante una cena benefica esclusiva alla fine della campagna Nastro Rosa.

Rosa è il colore della quarta categoria di cioccolato che il Chocolate Academy Center Milano presenterà sul mercato italiano: un prodotto unico nel colore naturale e nel sapore che sta facendo impazzire tutto il mondo. Grazie al suo direttore, il Campione del Mondo del Cioccolato Davide Comaschi, l’Academy produrrà ad hoc per l’iniziativa una serie di prodotti dedicati a LILT: una tavoletta, un cioccolatino e un panettone che potranno essere degustati da tutti in anteprima con una semplice donazione. Milano diventa Rosa avrà risalto anche a livello internazionale durante il SIGEP 2019, la fiera per professionisti dedicata alla pasticceria, alla cioccolateria e alla gelateria più importante d’Europa, dove gli Ambassador de Il Cioccolato Buono racconteranno la campagna e Ruby chocolate in uno spazio dedicato.

 

Alik Cavaliere. L’universo verde

27 giugno – 9 settembre 2018

Palazzo Reale, Milano

a cura di Elena Pontiggia

 

la mostra si estende a

Museo del Novecento, Palazzo Litta, Gallerie d’Italia – Piazza Scala,

Università Bocconi, Centro Artistico Alik Cavaliere

 

Nel ventennale della scomparsa di Alik Cavaliere (Roma 1926 – Milano 1998), artista fra i maggiori della scultura italiana del secondo Novecento, Palazzo Reale ospita dal 27 giugno al 9 settembre un’importante antologica ad ingresso gratuito, che ricostruisce il percorso dell’artista, soffermandosi sul tema della natura.

Promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura e Palazzo Reale e realizzata in collaborazione con l’Archivio Alik Cavaliere, la mostra è curata da Elena Pontiggia e ha il suo cuore nella prestigiosa Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, per estendersi poi ad altre cinque sedi in un percorso ampio e articolato che coinvolge la città di Milano: il Museo del Novecento, Palazzo Litta, Gallerie d’Italia, Università Bocconi e il Centro Artistico Alik Cavaliere.

Le opere esposte a Palazzo Reale mettono in luce le diverse fasi e tematiche dell’artista, dalle monumentali Metamorfosi dei tardi anni Cinquanta all’innovativo personaggio Gustavo B. dei primi anni Sessanta, protagonista di un racconto composito sulle tante esperienze dell’uomo del tempo, accostato a Bimecus, una valigetta “fai da te” contenente elementi in bronzo e legno, un tempo componibili anche dall’osservatore per entrare in sintonia con l’autore.

Emergono capolavori di straordinaria suggestione come Quae moveant animum res. Omaggio a Magritte, 1963 e il famoso Monumento alla mela, sempre del 1963; in particolare in questi due lavori l’artista riprende da Magritte il tema della mela al quale associa il pensiero di Lucrezio secondo cui la mente umana genera immagini anche irreali e la natura è vista come un ciclo infinito di nascita e morte. Dello stesso periodo si osservano Tibi suavis dedala tellus submittit. La terra feconda di frutti e Il tempo muta la natura delle cose, esposte nel 1964 in una sala personale alla Biennale di Venezia.

La mostra si sofferma inoltre su un tema ricorrente nella poetica dell’artista, la gabbia, quale simbolo dei limiti e delle costrizioni che incombono sull’uomo; una condizione ben rappresentata in E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce, 1967 approfondita nei numerosi lavori successivi dal titolo W la libertà in cui gli elementi naturali, imprigionati all’interno di rigide forme geometriche, tentano invano di evadere. Come afferma lo scultore: “La gabbia era un senso di oppressione di qualche cosa a cui non riusciamo a sfuggire. Ho anche imprigionato ricordi, memorie, cose che si erano perdute. La natura fioriva all’esterno di questa gabbia”.

Di grande rilievo sono le sculture monumentali come lo spettacolare Albero per Adriana, 1970 e Mezzo albero, 1971 e il percorso si conclude, negli anni Novanta, con l’irripetibile installazione della Grande pianta Dafne (cm 450x410x400), 1991. L’opera, riprendendo il mito di Apollo e Dafne narrato nelle Metamorfosi di Ovidio, ritrae la figura femminile avvolta da un intrico di rami e allude al legame simbiotico tra l’uomo e il mondo naturale.

L’esposizione nella Sala delle Cariatidi rivela che l’artista ha anticipato di decenni problematiche e sensibilità che oggi sentiamo come nevralgiche. Commenta a tale proposito Elena Pontiggia: “Nessun artista, nella scultura del Novecento, ha scolpito il mondo della vegetazione e, per essere più precisi, l’universo verde delle foglie, dei frutti, dei cespugli, degli arbusti, degli alberi, come Alik Cavaliere”. Nella sua ricerca l’artista infatti ha affrontato molti soggetti, come si osserva nelle varie sedi della mostra, ma il tema della natura, nei suoi aspetti di rigoglio e sofferenza, espansione e costrizione, è il centro di tutto il suo operare.

Quello di Cavaliere è un lavoro in cui le tante fonti di ispirazione artistica – da De Chirico a Magritte, da Giacometti a Duchamp, dall’informale alla Pop Art all’arte concettuale, senza escludere qualche reminiscenza Liberty, pur reinterpretata con accenti insieme più ironici e più allarmati – si caricano di tante suggestioni poetiche e filosofiche con riferimenti a Lucrezio, Campanella, Petrarca, Leopardi, Giordano Bruno, Spinoza, Shakespeare, Rousseau, Ariosto, dando vita a opere ricche di significato, ma mai letterarie o meramente contenutistiche. Nella sua arte le domande esistenziali si mescolano al gioco dada, la precisione della forma di ascendenza surrealista si alterna alla libertà della materia di derivazione informale, il senso artigianale della scultura convive con l’operazione concettuale, generando opere tra le più singolari e le meno inquadrabili del nostro panorama espressivo.

Accanto al nucleo centrale di Palazzo Reale, la mostra diffusa propone focus specifici in altre sedi come un grande omaggio di Milano ad Alik Cavaliere.

 

Il Museo del Novecento ospita il ciclo “Le avventure di Gustavo B.”, a partire da Il Signor G.B. si innamora, opera acquisita dalle civiche raccolte nel 1984, in occasione dell’apertura del Cimac. In mostra saranno presentate al pubblico altre 4 sculture e un dipinto della medesima serie ideate dall’artista tra il 1960 e il 1963, dedicate alle vicende “surreali” dell’immaginario signor Gustavo B., in qualche modo alter ego dell’artista.

Palazzo Litta, nell’ambito dell’innovativo progetto Palazzo Litta Cultura ideato dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo per la Lombardia e da MoscaPartners, accoglie l’opera E sarà sempre di tutti quelli che credono con la loro arte di defraudare la natura (1967) nel giardino interno al Cortile d’Onore, mentre alle Gallerie d’Italia è ospitata la scultura W la libertà (1976-77), che riprende il tema delle piante rinchiuse nelle gabbie. L’Università Bocconi – Sala Ristorante pone l’accento sulle incisioni originali Attraversare il tempo realizzate a quattro mani con Vincenzo Ferrari e infine il Centro Artistico Alik Cavaliere offre un’ampia raccolta di lavori di piccole e grandi dimensioni, esposti sia all’interno, sia nel giardino.

Accompagna la rassegna il catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, con testi della curatrice Elena Pontiggia, di Francesco Tedeschi, Angela Vettese, Francesca Porreca, Davide Polesel, una poesia su Cavaliere di Miklos Varga, e con una testimonianza della figlia Fania Cavaliere.

La mostra si inserisce nel percorso con il quale Palazzo Reale, per il terzo anno consecutivo, esplora nella programmazione estiva l’arte contemporanea, rafforzando quest’anno la proposta con la collaborazione del Museo del Novecento e presentando così alla città quattro artisti per raccontare la creatività dei nostri tempi: Agostino Bonalumi, Alik Cavaliere e Pino Pinelli a Palazzo Reale, Agostino Ferrari al Museo del Novecento.

 

 

Conferenza stampa martedì 26 giugno ore 12:00

Palazzo Reale, Sala Conferenze, Piazza Duomo 14 – 3° piano

introduce

Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale

intervengono

Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano

Fania Cavaliere, Presidente del Centro Artistico Alik Cavaliere

Elena Pontiggia, Curatrice della mostra

Inaugurazione martedì 26 giugno

ore 18:00 – Palazzo Reale, Sala Cariatidi, Piazza Duomo 12

ore 20:00 – Centro Artistico Alik Cavaliere, via Edmondo de Amicis 17

 

La Lombardia in vetta alla classifica delle scuole innovative

Con 56 plessi tra primarie e secondarie di primo grado, 110 tablet consegnati,

 3.125 studenti e 952 insegnanti coinvolti nel progetto MyEdu School, la Lombardia è seconda solo al Piemonte

Milano, 15 giugno 2018 – Tempo di scrutini anche per la scuola digitale e i numeri sono eloquenti: 56 plessi tra primarie e secondarie di primo grado, 110 tablet consegnati, 3.125 studenti e 952 insegnanti coinvolti nel progetto MyEdu School. Cresce il network delle scuole innovative della Lombardia, seconda solo al Piemonte tra le regioni virtuose per la didattica digitale.

L’Atelier Creativo di Gallarate

Tra le attività promosse in Lombardia, emerge soprattutto l’inaugurazione dell’Atelier Creativo presso l’IC Ponti di Gallarate: tra smart monitor, stampanti 3D, kit per il coding e un esercito di tablet, i ragazzi e i docenti hanno a disposizione un nuovo spazio tecnologico e connesso per attività di formazione, laboratori e workshop.

Lo spazio dell’Atelier Creativo è il frutto di una stretta collaborazione tra l’IC Ponti e FME Education che, con il supporto del Comune di Gallarate e del Liceo Artistico “Candiani e

Bausch”, hanno stipulato la convenzione per l’attuazione dell’”Atelier Creativo” nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale promosso dal MIUR.

L’anno scolastico di MyEdu

MyEdu School raddoppia! Da Nord a Sud l’anno scolastico che si è appena concluso è stato molto positivo per il progetto promosso da FME Education. Da quando è partito nell’ottobre del 2016, MyEdu School è stato attivato in più di 100 Istituti comprensivi, ha coinvolto 7.000 docenti e quasi 50.000 ragazzi dai 6 e ai 13 anni.

L’Editore, che ha siglato un protocollo d’intesa con il MIUR[1] per la realizzazione di azioni a supporto dell’innovazione digitale nella Scuola italiana, da anni promuove progetti per portare la tecnologia in classe e, grazie alle 50 “classi virtuali” consegnate nell’ultimo anno scolastico, ha dotato le scuole italiane di oltre 500 tablet, a disposizione di docenti e studenti per le lezioni in classe.

[1] MIUR. AOODPPR. REGISTRO UFFICIALE (U).  0000060.17-01-2018

Dove troviamo MyEdu School

Il bacino di utenza principale di MyEdu si attesta essere il nord Italia. Il Piemonte con 67 plessi tra primarie e secondarie di primo grado, 6.400 studenti e 1.280 insegnanti è la regione più virtuosa. Segue la Lombardia con 56 plessi, 3.125 studenti e 952 insegnanti.

Sul terzo gradino del podio troviamo poi il Veneto con 41 plessi, 3.130 studenti e 550 insegnanti.

Non solo Nord

Oltre alle regioni del Nord, MyEdu si sta diffondendo anche in altre zone dell’Italia. Ultima, ma solo per ordine cronologico, l’attivazione di una scuola in Sicilia. Siamo a Palermo all’IC Nazario Sauro: tre plessi, 600 alunni e 50 insegnanti, che hanno chiuso l’anno all’insegna della didattica digitale. Ma altre scuole della regione, da Palermo a Catania, hanno già programmato le attività previste dal progetto MyEdu School per settembre.

In questo anno scolastico contano anche il lavoro svolto in Emilia Romagna (7 scuole, 1.200 studenti e 235 docenti), Liguria (20 scuole, 680 studenti e 150 docenti) e Lazio (18 scuole, 940 studenti e 280 docenti). E proprio qui, nel Lazio, abbiamo avuto il piacere di portare MyEdu anche nelle scuole di Amatrice: una realtà ancora precaria, ma dove abbiamo colto una grande forza di volontà per continuare e andare avanti.

Il progetto MyEdu School: la scuola digitale in classe!

MyEdu School è un progetto completo, rivolto alla scuola primaria e secondaria di primo grado, per portare le tecnologie digitali a supporto della didattica in classe, in modo gratuito per la scuola.

Partecipando al progetto MyEdu School la scuola viene dotata di una “Classe virtuale” comprensiva di 10 tablet Android da utilizzare per fare lezione con gli strumenti e i contenuti disponibili sul portale MyEdu School. Il progetto MyEdu School si compone di 4 asset principali:

  1. Formazione per i docenti

Seminario di formazione per gli insegnanti sull’utilizzo delle nuove tecnologie per la didattica, sull’ambiente didattico digitale messo a disposizione da MyEdu School e sulla gestione della classe virtuale.

  1. Laboratori didattici per i ragazzi

Laboratori gestiti da tutor esperte in pedagogia, che coinvolgono i bambini delle primarie e i

ragazzi delle secondarie di primo grado in un gioco educativo, basato sulle tecnologie digitali.

  1. Dotazione tecnologica per la scuola

La predisposizione gratuita della classe virtuale con la consegna e l’installazione di 10 tablet

Android da utilizzare ai fini didattici durante le lezioni in classe

  1. Contenuti digitali per docenti e studenti

La dotazione gratuita per un anno dei servizi e dei contenuti di MyEdu School, con accesso al portale online MyEdu School tramite licenze che vengono fornite per ogni insegnante e per ogni studente che partecipa al progetto.

 

Alcune testimonianze

“I ragazzi hanno apprezzato molto i Quaderni, che sono un ottimo strumento per imparare e ripassare utilizzando la tecnologia, da sempre loro alleata. L’idea di poter rivedere in autonomia un argomento, sempre alla loro portata, anche durante lo svolgimento dell’esercizio, è senza dubbio il punto di forza di queste applicazioni!” – Gli educatori del Centro Ginnasio di Paderno Dugnano (MI)

“Ringrazio le tutor per l’assistenza, la professionalità e la disponibilità che hanno mostrato nella presentazione del progetto MyEdu School. L’opportunità di avere i tablet a disposizione del gruppo classe permetterà di sviluppare metodologie di didattica laboratoriale in grado non solo di interessare gli alunni, ma allo stesso modo di stimolare i docenti verso una didattica interattiva e coinvolgente.” – Silvia Sommaruga, Dirigente Scolastico dell’IC Salvo D’Acquisto di Lonate Ceppino (VA)

Grandi novità di quest’anno sono la partnership con la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo nell’ambito del progetto Riconnessioni e il nuovo laboratorio interattivo sul mare realizzato in collaborazione con Acquario di Genova sul tema dell’ambiente marino e dell’educazione alla sostenibilità delle risorse – presentato al Salone del Libro di Torino dal grande Mario Tozzi.

Altri grandi progetti sono in cantiere per settembre e non vediamo l’ora del back to school per iniziare insieme un nuovo appassionante anno scolastico!

 

MyEdu

MyEdu è un mondo di risorse formative e divertenti costruito con lo scopo di facilitare i processi di apprendimento dei ragazzi e migliorare la didattica. Giochi digitali, percorsi multimediali tra le materie, app per esercitarsi giocando, ma anche laboratori didattici, formazione e tanto divertimento: questo è il mondo MyEdu, che SuperM con i suoi superpoteri porta a scuola e a casa! MyEdu è un progetto di FME Education, editore specializzato in formazione.

Per informazioni: https://myedu.it/; www.fmeeducation.it. Seguici su Facebook! @FMEeducation

Corporate Music Contest 2018

Band di avvocati e banchieri si sfidano al Corporate Music Contest.

Il 13 giugno al Fabrique, ore 19,30 

 

In occasione della seconda edizione della Legalcommunity Week, il 13 giugno al Fabrique di Milano andrà in scena l’evento musicale Corporate Music Contest.

Promossa da LC Publishing Group e sotto il Patrocinio del  Comune di Milano, la Legalcommunity Week è un evento internazionale che coinvolge il panorama legale italiano e internazionale.

Il palco del Fabrique diventerà lo scenario per una sfida amichevole tra band composte da avvocati, banchieri e business managers!

A decretare i vincitori ci sarà una giuria di professionisti, fra i quali Paola Folli,  vocal coach di X-Factor e corista di importanti artisti e band italiane come gli Elio e le Storie Tese, Articolo 31, Adriano Celentano e Renato Zero.

Il Corporate Music Contest non è solo un’occasione di divertimento. Il costo del biglietto d’ingresso infatti verrà devoluto in beneficenza al Comitato Collaborazione Medica, organizzazione non governativa fondata nel 1968 da un gruppo di medici torinesi per garantire l’accesso alle cure di base alle persone più vulnerabili dei paesi più poveri.

 

Davide Diliberto presenta Radiatore Brem “Raw”

Non un semplice radiatore di design, ma una vera e propria scultura con la quale valorizzare gli ambienti.

 

BREM RAW è un oggetto d’arte dal segno innovativo per la forma e le tecnologie impiegate. Il suo volume, con le sfaccettature geometriche e inaspettate, crea una sequenza dinamica di angoli e linee che formano ombre e chiaroscuri tali da enfatizzare le linee compositore.

BREM RAW è la famiglia di radiatori disegnata da Davide Diliberto ispirata come non mai al pay off dell’azienda “Caloriferi per l’architettura”. Linee eleganti e dalla spiccata personalità di notevole impatto estetico.

Il calorifero di oggi diventa elemento della struttura architettonica assumendo una identità funzionale in evoluzione che lo porta fuori dagli schemi.

E’ un prodotto estremamente iconico, realizzato con tubi da 25 mm di diametro curvati, raccordati e saldati a formare dei box caratterizzati dall’incrocio dei tubi centrali. Una forma senza forma, tridimensionale eppure vuota, un traliccio che ricorda volutamente elementi da costruzione, ponteggi, scaffalature, per integrarsi con il progetto architettonico e per essere inserito facilmente in ambienti moderni, rustici e persino classici a seconda della finitura scelta.

Spiega il designer: “Spesso disegniamo una X per eliminare qualcosa, ma anche per indicare un punto in cui posizionare, forare, arrivare. Credo che avesse un grande potenziale estetico e ho pensato di usarla per attenuare il peso visivo di un prodotto di grandi dimensioni come un calorifero.” Grazie alla struttura tubolare ogni elemento può essere usato anche come scaldasalviette. È proposto in moduli quadrati e rettangolari di circa 11 cm di profondità, con larghezze di 50 o 60 cm per oltre 25 combinazioni tra verticali e orizzontali, con funzionamento ad acqua ed elettrico, in tutti i colori e le finiture speciali del catalogo Brem.

Accademia del Lusso e il fashion show “In_materia“

Accademia del Lusso presenta il fashion show “In_materia“
il 5 giugno 2018 presso La Pelota in via Palermo 10, a Milano.

 

Milano, giugno 2018 – Accademia del Lusso, Istituto di alta formazione per la moda e il design, ha scelto Milano, teatro della sinergia tra gli storici brand del lusso e i nuovi designer emergenti per presentare il fashion show 2018. L’evento si è tenuto il 5 giugno alle ore 21 presso la Pelota in via Palermo.

Hanno sfilano capi – realizzati da 47 talenti provenienti da tutto il mondo, studenti di Accademia del Lusso a Milano, Roma, Palermo e Belgrado – che esprimono al meglio l’unione tra materia e forma.

Barbara LG Sordi, direttrice artistica di in_materia, ha infatti creato il concept partendo dall’idea michelangiolesca per cui è la materia stessa ad ispirare la forma finale della creazione.

Manipolare i tessuti significa poter prendere possesso dell’elemento principale che costituisce un capo, trasformandolo in un prodotto originale e senza termini di paragone. La materia viene plasmata, come in un processo artistico, per dare vita a modelli che esprimono al meglio la creatività dei diversi artisti.

La parola d’ordine di quest’anno è stata andare oltre le convenzioni, non porsi limiti fisici, esasperare la spazialità. Un inno totale alla creatività, generata da menti non contaminate da imposizioni o cliché.

I designer hanno lavorato per mesi con diversi materiali, come tulle, chiffon di seta, organza, taffetà, cotone popeline, cotone strutturato, cady, lana extra fine e jersey. Impreziosendoli e personalizzandoli con dettagli ispirati ai tagli dei capi di Maison Margiela, le crêpe usate da Balenciaga, i fili strutturati di Rick Owens, gli strati e i volumi di Simone Rocha e le patchwork di Christopher Kane.

La location scelta per l’evento è stata La Pelota, edificio situato in una delle zone più suggestive e vive di Milano. Collocata tra i distretti di Brera e Moscova, luoghi d’ispirazione per molti creativi sia di giorno che di notte. Di giorno attraverso i luoghi della creatività e cultura presenti nella zona, mentre di notte attraverso la movimentata interazione sociale. Lo spazio stesso può essere definito eclettico e multifunzionale, fonte di espressione creativa finissima e ricerca. Un luogo dove immergersi interamente in un mood atemporale, senza farsi distrarre dalla frenesia della vita milanese.

“L’idea ispiratrice per il tema di ‘In_Materia’ è trovare un collegamento tra la dimensione fisica e onirica. È l’espressione migliore che può essere comunicata attraverso il suo modellamento e declinazioni cromatiche.Questo tema ha permesso ai designer di esprimere al meglio la loro creatività, senza lasciare nulla al caso. Ogni cosa ha un ciclo di vita che parte e finisce semper con la materia”.

 BLG Sordi, Direttore Didattico di Accademia del Lusso.

LA LUNGA NOTTE DEI LETTORI

TORNA LA FESTA DI BOOKABOOK DEDICATA A TUTTI GLI AMANTI DEI LIBRI

LA LUNGA NOTTE DEI LETTORI

Tu scegli, noi pubblichiamo

Il 22 giugno 2018 dalle 21 a BASE, Milano

Venerdì 22 giugno 2018, dalle ore 21.00, presso BASE, via Bergognone 34, Milano, torna La lunga notte dei lettori. Ingresso gratuito. 

Dopo il successo della scorsa edizione, bookabook regala anche quest’anno a tutti i partecipanti l’opportunità di diventare editori per una sera.

Lo spirito è lo stesso che contraddistingue il pensiero e la filosofia della casa editrice milanese: dare ai lettori l’ultima parola sui libri da pubblicare. Infatti saranno proprio loro a votare e scegliere, nel corso della serata, il prossimo libro che arriverà in libreria. Tre autori di talento presenteranno un loro manoscritto inedito e il preferito dei lettori vedrà realizzato il sogno di essere pubblicato. Conduce un presentatore d’eccezione: l’attore Marco Ripoldi, in questi giorni nelle sale con il film Si muore tutti democristiani, esordio cinematografico de Il Terzo Segreto di Satira.

Per gli aspiranti scrittori e per i lettori curiosi, bookabook mette a disposizione l’editor’s corner, uno spazio di confronto con editor professionisti, pronti a svelare tutti i segreti dell’editoria. La lunga notte dei lettori non finisce qui: a completare la festa l’Atomic Bar Dj set, con i dj che da sempre animano una delle serate più note della movida milanese, free drink per chi acquista un libro e un ricco bookshop con tutti i titoli del catalogo bookabook.

Per saperne di più: bookabook è la prima casa editrice italiana che porta il lettore all’interno del processo editoriale. Partecipando alle campagne di crowdfunding, infatti, i lettori costruiscono una comunità attorno a ciascun libro e vengono tenuti costantemente aggiornati sulle varie fasi della lavorazione editoriale che portano alla pubblicazione, fino a ricevere in anteprima il titolo che hanno scelto.

Ti Ribalto. Un racconto sulla disabilità fuori dagli schemi

 Festival delle Arti di Piccola Accademia di Cascina Biblioteca:

un’occasione di incontro, sinergia, confronto e scoperta dell’altro

 

Raccontare la disabilità fuori dagli stereotipi. È la scommessa di Ti Ribalto, il Festival delle arti in programma dall’8 al 10 giugno presso il nuovo Teatro Bruno Munari di Milano, per la prima volta sede della rassegna ideata e curata dalla Piccola Accademia della Cooperativa sociale Cascina Biblioteca.

Più di 80 attori disabili e 40 volontari, tra operatori, educatori e semplici cittadini, sono i protagonisti dei 10 spettacoli in cartellone, che quest’anno arricchisce il suo ventaglio di proposte con una serie di attività pomeridiane pensate per coinvolgere maggiormente il pubblico: proiezioni, laboratori, lezioni aperte e una tavola rotonda organizzata in collaborazione con il Teatro del Buratto.

Ti ribalto – il nome lo suggerisce – racconta la disabilità senza retorica, perché mette in luce abilità e normalità delle persone più fragili grazie all’esperienza teatrale e alla sinergia tra discipline diverse: teatro, danza e musica. Sono loro, i linguaggi universali per il palcoscenico, il filo conduttore di questa quarta edizione che, attraverso l’utilizzo di differenti espressioni artistiche, punta a migliorare la qualità della vita di persone con disabilità fisica o intellettiva.

Il Festival della Piccola Accademia, infatti, si propone come un punto di riferimento e d’incontro per tutte quelle realtà e quei progetti che promuovono l’arte come potente strumento di emancipazione e inclusione.

Nato per presentare il lavoro fatto nei corsi e nei laboratori della Piccola Accademia, Ti Ribalto è diventato in pochi anni una manifestazione culturale tout court conquistando l’attenzione della stampa specializzata e di altre compagnie italiane impegnate nel sociale.

A quest’edizione partecipano in qualità di compagnie ospiti ben quattro associazioni: ATIR – Teatro RinghieraL’Impronta Associazione onlus, il CRAMS – Centro Ricerca Arte Musica e Spettacolo di Lecco e il Gruppo Teatrale ACCUA del Centro Socio Educativo “Francesca” di Urbino. Entro il 2020 – spiegano gli organizzatori – «vogliamo realizzare un festival internazionale, capace di coinvolgere anche realtà provenienti dall’estero. Il nostro obiettivo è di aprirci per rendere la rassegna sempre più interattiva e partecipata, anche da parte del pubblico».

 

Accademia del Lusso presenta il fashion show “in_materia”

In passerella le creazioni degli studenti provenienti dalle

sedi di Milano, Roma, Palermo e Belgrado

 

Una sfilata il cui cuore creativo è la manipolazione del materiale,

la sua trasformazione in qualcosa di nuovo e unico.

 

Accademia del Lusso, l’istituto di alta formazione per la moda e il design, sceglie Milano, capitale della moda, per il fashion show 2018, che si terrà il giorno 5 giugno alle ore 21 a La Pelota di via Palermo 10, una delle location più alla moda della città. In passerella le creazioni degli studenti provenienti dalle sedi di Accademia: Milano, Roma, Palermo e Belgrado.

Il tema della sfilata è “In Materia”, un manifesto creativo che permette ai designer di esprimere al meglio la propria creatività e unicità. Plasmarla e trasformarla sono momenti unici e irripetibili in quello che è il complesso processo che porta alla realizzazione di un capo d’abbigliamento o di un accessorio. Manipolare la materia significa poter prendere possesso dell’elemento principale che costituisce un capo; trasformandola in un prodotto originale e senza termini di paragone. Un inno alla libertà che vuole andar oltre le convenzioni, abbattendo i confini dei limiti fisici per esasperare il concetto di spazialità.

Intervista a Eugenio Galli

L’INDIVIDUO CHE CREA SI STACCA DALLA CONDIZIONE UMANA ED ENTRA IN UN MONDO LIBERO

 

L’Arte che ti entra nell’anima. Diretta, senza filtri. Un’emozione che erompe splendida e potente, nella sua purezza. Un’emozione che stimola la spiritualità, l’arricchisce, la completa. È questo l’universo di Eugenio Galli, noto al grande pubblico come “l’Artista della Trascendenza”. La sua, d’altra parte, è un’arte che non passa certo inosservata, oggi. La profondità dirompente delle sue opere sta infatti scardinando quelli che, sempre più negli ultimi decenni, sono apparsi come i pilastri fondanti dell’arte contemporanea: un’arte, questa, troppo spesso basa sull’ossessiva ricerca dell’idea rivoluzionaria e del concetto destabilizzante. Un art system sovente malato, perché fondato su opere- oggettivamente- degradate. Un problema oltremodo radicato. Oltre un secolo fa, già lo aveva ben capito Lev Tolstòj, quando affermava: “L’arte pervertita può essere incomprensibile alla gente, ma l’arte buona è sempre comprensibile a tutti”. L’arte buona, quella che fa bene all’anima. Eugenio Galli ne è uno tra i massimi rappresentanti. Lo abbiamo incontrato nel suo studio, a Seregno. Il bianco regna sovrano. La luce trafigge lo spazio, le opere lo riempiono di spiritualità. Tra una tela e una scultura, qualche pennello, tubetti di colore sparsi qua e là, uno scalpello…capisci subito che ti trovi in un atelier diverso dagli altri. Quando poi il tuo sguardo si posa sull’opera nascente, l’ultimo capolavoro cui sta lavorando l’artista…ecco, in quel momento si materializza la Trascendenza. Non sei più un semplice “osservatore”. Entri nell’opera, diventi il protagonista assoluto della scena. La tua emozione sembra prendere forma. Sei entrato nel meraviglioso universo artistico di Eugenio Galli. Eugenio, la sua arte si basa da sempre sul concetto di Trascendenza. Un concetto di origini antiche, che nelle sue opere risulta quanto mai contemporaneo. Da dove nasce tutto questo? “Questa esigenza nasce dal fatto che mi ero stancato di trarre ispirazione, per le mie opere, dall’universo fisico. La trascendenza, invece, non ha pensieri, non necessita di stimoli esterni. Parte direttamente dall’individuo che si butta sulla materia, sulla tela per fare un’opera. L’arte astratta parte dal presupposto di astrarre qualcosa da un particolare. Trascendere è l’andare oltre la realtà dell’universo fisico, del pensiero, della ragione. Il sapersi estraniare totalmente. La mia linea pittorica-scultorea non prende perciò spunto da elementi materiali, da immagini o elaborazioni mentali, ma è l’individuo in quanto essere spirituale che crea, scevro da qualsiasi interferenza”. Per creare, però, bisogna usare il proprio corpo, utilizzare attrezzi e gestire vari materiali. “Sì. Ma questo rappresenta unicamente un automatismo derivante dalla tecnica acquisita. Non è il pensiero. Non si deve, dunque, confondere questa condizione con la casualità, proprio perché abbiamo la consapevolezza dell’essere”. Durante la creazione dell’opera, come è possibile che l’artista possa estraniarsi totalmente, separandosi così completamente dalla sua parte emozionale? “Non è facile. Eppure, quando creo, mi rendo conto di non dipendere da alcuna cosa materiale. Non è aspettare la condizione di estasi che ti consente di creare, ma è il creare che ti dà la condizione di estasi. Ed è proprio questo che garantisce la qualità universale a qualsiasi opera: sia essa un quadro, un brano musicale, un libro. L’opera non ha bisogno di intermediari: arriva soltanto attraverso lo spirituale. Ci sono artisti, d’altra parte, che avevano un carattere pessimo, ma creavano opere sublimi. Quando l’individuo crea, è come se si staccasse dalla sua condizione “umana”, ed entrasse in un mondo libero. Mi viene subito in mente Ennio Morlotti: aveva un carattere tremendo, ma le sue opere erano sublimi”. Quali sono le caratteristiche fondamentali di un bel quadro? “Un bel quadro deve essere guardato tutti i giorni, almeno 20 secondi, e non deve mai stancare. La mia opera, in una casa, non può essere un mero pezzo di arredamento: deve essere qualcosa che comunica emozioni. Certo, corollario automatico di tutto questo, è che la mia opera d’arte diventa anche una forma di investimento”. Cosa pensa dell’art system attuale? “Si tratta di un sistema malato, perché si cercano sempre idee nuove, che spesso si esplicitano in opere degradate. D’altra parte, anche Tolstoj affermava: “L’arte degradata non è mai comprensibile al pubblico, mentre l’arte buona è sempre comprensibile”. Non ha senso avere un quadro in quanto status quo: un quadro lo si deve avere per l’emozione che dà. L’importante, in ogni ambito artistico, è il messaggio comunicativo che l’opera dà. Purtroppo, oggi, chi acquista opere d’arte non lo fa in maniera autodeterminata, bensì basandosi su consigli di operatori del settore (galleristi, critici, direttori di musei). E tutto ciò va a detrimento dei veri protagonisti, ossia dell’opera e del fruitore. Oggi, sull’opera, prevalgono le idee, le opinioni. Molti artisti acclamati negli ultimi decenni, sono poi crollati definitivamente. Perché la critica non li supportava più. Di contrappunto, pensiamo per esempio agli impressionisti: denigrati al loro tempo da tutti, oggi sono diventati l’emblema di un’arte immortale. Questo è la vera Arte: spiritualità, emozione e immortalità”.

 

                                 Anna Maria Girelli Consolaro

 

 

 

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