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Brama di Vita e di Letteratura Giancarlo Vigorelli nel clima culturale del Novecento

La Biblioteca Sormani mette in mostra le carte di Giancarlo Vigorelli: un dialogo con il Novecento Italiano

Brama di Vita e di Letteratura

Giancarlo Vigorelli

nel clima culturale del Novecento

Mostra a cura di Giuseppe Langella

Mercoledì 28 febbraio alle ore 18.00 presso la Sala del Grechetto, la Biblioteca Sormani inaugurerà una mostra bibliografica e documentaria dedicata a Giancarlo Vigorelli, critico letterario milanese, scrittore, giornalista, Presidente del Centro Nazionale Studi Manzoniani e intellettuale di spicco dello scenario culturale del Novecento. Nell’arco di una vita dedita allo studio e alle relazioni interculturali letterarie ed umane, Giancarlo Vigorelli ha raccolto una vasta biblioteca e un prezioso archivio, che rispecchiano gli interessi e l’impegno di una personalità poliedrica e aperta alle avanguardie artistico-letterarie europee. L’intero fondo è conservato dalla Biblioteca Sormani e le sue carte, recentemente ordinate e catalogate, vengono esposte accanto ad edizioni originali con dedica, riviste letterarie, fotografie e opere d’arte per ricostruire le fasi dell’eterogenea attività di Vigorelli e il suo rapporto con scrittori e artisti del Novecento Italiano. Le stesure manoscritte dei suoi vivaci articoli e le lettere autografe a lui inviate da illustri letterati e amici ricostruiscono l’attività critica e giornalistica di Vigorelli, rivelandosi miniera di informazioni sulle dinamiche culturali del secolo breve. Di notevole interesse le lettere – di cui alcune risalgono al periodo di adesione all’ermetismo – di Bo, Montale, Quasimodo, Saba, Gadda, Sereni, amico fraterno di Vigorelli, Sciascia, Calvino, Vittorini, Pasolini, Moravia, Magris. Interessato a tutti gli aspetti della cultura del suo tempo, negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso Vigorelli lavorò nel mondo del cinema e del teatro frequentando registi e attori, come testimoniano le immagini e le lettere ricevute da Gassman, Strehler, Zavattini. Una sezione verrà dedicata al rapporto con gli artisti documentato attraverso gli articoli di critica d’arte sulle riviste letterarie, i contributi su cataloghi di mostre, lettere autografe e opere di Sassu, Ligabue, Mattioli, Astarita, Gentilini, Vedova, Guttuso e altri.

Intellettuale vivace e attento anche ai fatti di cronaca politica e culturale del suo tempo, Vigorelli dedicò articoli di riflessione critica e interviste pubblicandole su importanti testate giornalistiche.

Di particolare interesse l’inchiesta comparsa sulla rivista “Successo” riguardante la situazione politica in Algeria all’indomani del fallimento del tentativo di golpe del 1961, che divise la Francia e l’opinione pubblica europea durante le ultime fasi della Guerra d’Algeria.

All’inchiesta risposero numerosi intellettuali italiani e stranieri: in mostra saranno esposti i testi autografi inviati da Vittorini, Quasimodo, Gadda, Piovene, Moravia e Morante conservati nell’Archivio del critico letterario.

 

 

Giancarlo Vigorelli (1913-2005) ha attraversato da protagonista il Novecento, interpretando il suo ruolo di intellettuale con intraprendenza lombarda e passione militante, in ideale continuità con la grande Milano dei Lumi e delle battaglie romantiche. Lettore voracissimo, infaticabile mediatore culturale, fin dagli anni trenta ha svolto un’intensa attività di traduttore e ha collaborato alle più importanti riviste letterarie italiane, dal «Frontespizio» a «Letteratura», da «Corrente» a «Campo di Marte», da «Prospettive» a «Primato». Accettare tutte le sfide della modernità senza rinnegare i valori della tradizione umanistica è stata la scommessa che ha ispirato, negli anni, il suo impegno culturale e politico. Per questo, con un coraggio e una determinazione che rasentano, a volte, la spavalderia, ha fondato e diretto giornali, ha lavorato nel campo dell’editoria, del cinema e dell’arte, ha promosso incontri internazionali, ha dialogato coi potenti della Terra. Vigorelli ha sempre pensato in grande, proiettando il suo raggio d’azione su scala europea. Fatta sulla propria pelle l’esperienza della dittatura, dopo i fatti d’Ungheria del 1956 ha messo in campo una serie di iniziative concrete a sostegno degli scrittori dissidenti dell’Est, come Solženicyn.

Nella casa di Tommaso Gallarati Scotti ha respirato le istanze di rinnovamento che avevano animato, all’inizio del secolo, la “crisi modernista”: di qui l’interesse per autori come Fogazzaro o Boine; di qui il suo scendere in campo dalla parte degli ermetici, stabilendo in particolare un duraturo sodalizio con Carlo Bo; di qui, infine, la pubblicazione, nel 1963, in pieno Concilio, del Gesuita proibito, un libro che fece molto scalpore, propiziando la scoperta in Italia di Teilhard de Chardin. Spirito anticonformista, Vigorelli ha sempre avuto una spiccata simpatia per gli intellettuali scomodi e fuori dagli schemi, come Bontempelli o Malaparte. Non per nulla è stato molto vicino anche a Pasolini  (Giuseppe Langella).

La mostra intende approfondire e offrire spunti di riflessione su un momento fondamentale della storia letteraria per riscoprire nella vita di Giancarlo Vigorelli, mediatore interculturale in ambito europeo, il dialogo tra Novecento italiano ed Europa.

 

 

Inaugurazione: 28 febbraio 2018 ore 18.00

Biblioteca Sormani – Sala del Grechetto, Via Francesco Sforza, 7 Milano

 

Durata: dal 29 febbraio al 5 maggio 2018

 

Biblioteca Comunale Centrale

Palazzo Sormani

Scalone Monumentale della Sala del Grechetto

Via Francesco Sforza, 7  Milano

Lunedì – Venerdì 15.00 – 19.00

Sabato 9.00-12.30. Chiuso Domenica e festivi.

Ingresso libero

 

 

Mr. Savethewall. La realtà oltre il muro

DEODATO ARTE

Milano, via Santa Marta 6

Mr. Savethewall. La realtà oltre il muro

2 – 31 marzo 2018

inaugurazione giovedì 1 marzo, ore 18.30

“La realtà oltre il muro” è la nuova mostra personale di Mr. Savethewall proposta da Deodato Arte nella sede di via Santa Marta dal 2 al 31 marzo.

Un corpus di circa 30 opere fra inedite e storiche descrivono la poetica non convenzionale dell’artista, il linguaggio diretto e la volontà di trattare temi profondi attraverso un’espressione immediata e apparentemente leggera.

Filo conduttore è la denuncia nei confronti della società, del mondo attuale e l’invito a carpire quella realtà che si trova oltre al muro. Ne è metafora l’opera Is this love? che raffigura un cuore lanciato con una fionda e destinato a raggiungere nuovi orizzonti, visioni differenti di ciò che nella vita siamo abituati a leggere talvolta con miopia.

Un atteggiamento controcorrente che l’artista da sempre ha ribadito nel suo modo di fare arte, vicino alla street e alla urban art, alle tecniche legate allo stencil e alle bombolette, ma ostile all’arte illegale su supporto murale, concetto ribadito nello stesso pseudonimo “salva il muro”. Mr. Savethewall si esprime pertanto utilizzando cartone, carta da pacchi, legno, metallo, plexiglass e materiali di riciclo.

L’artista attingendo a tematiche legate a modelli sociali, politica, attualità, icone, simboli appartenenti all’immaginario collettivo, forme di comunicazione multimediali, attraverso ironia e provocazione stimola la riflessione, la ricerca di significati e contemporaneamente offre una personale reinterpretazione dei codici linguistici e iconografici.

L’esigenza di smuovere le coscienze emerge in particolare nella serie Kiss me in cui il soggetto è un ranocchio ben vestito, affascinante, ma del quale bisogna diffidare in quanto, dietro l’ostentata bellezza, è privo di contenuti; una sorta di monito a non lasciarsi abbagliare dalle apparenze che deturpano la società. La rana, pur essendo una figura positiva in quanto è proiettata ad andare esclusivamente avanti può assumere sembianze ingannevoli e creare l’illusione che il ranocchio sia un principe azzurro, addirittura dotato di corona, come nell’opera inedita King me.

Un messaggio più esplicito è offerto da La famiglia del mulino bianco non esiste, un’opera in cui viene apertamente annullata la visione della “famiglia perfetta”, un modello che l’artista reputa generare frustrazione e inadeguatezza, stati d’animo causati da una società che punta alla perfezione, all’essere vincenti e privi di debolezze; uno tra i primi stencil realizzati cui Mr. Savethewall è particolarmente legato in quanto rappresentativo di una raggiunta libertà.

I nuovi strumenti di comunicazione digitali e social sono protagonisti di lavori come Please Holy iPad, dove una bambina prega l’iPad affinché le restituisca il padre troppo focalizzato sul lavoro, Ricambio generazionale che riassume un’incomunicabilità fra un passerotto e l’uccellino simbolo di Twitter e Selfie ergo sum, rivisitazione della frase cartesiana in un’ottica completamente ribaltata e specchio della contemporaneità e della dipendenza dai supporti digitali.

Non mancano personaggi iconici come Geppetto, che fiero abbraccia il suo pinocchio montabile acquistato all’Ikea, proposto su supporti diversi – procedimento che l’artista adotta anche con altri soggetti – e che in questo caso viene rappresentato su un cartello stradale e su plexiglass. La sovrapposizione di nove livelli di plexiglass e dei rispettivi stencil offre una lettura completa dell’opera attraverso gli strati, le profondità differenti, ognuna delle quali aggiunge uno specifico significato. Se ad un primo sguardo è la visione felice di Geppetto a catturale l’attenzione dello spettatore, un’analisi più approfondita introduce argomenti di maggiore complessità, legati all’economia, alle difficoltà che i piccoli e medi imprenditori devono affrontare quotidianamente.

Mr. Savethewall indirizza la sua arte proprio in questa direzione, che lui stesso definisce di “profonda leggerezza”, caratterizzata infatti una leggerezza superficiale che diviene sempre più profonda attraverso una lettura più attenta. Opere come I can fly, che contempla la possibilità di poter volare, di seguire i propri sogni e Cupida dove la piccola Shirley Temple dispensa amore con bombolette sono emblematiche dello spirito di evasione, di positività e di riscatto, che completano il messaggio che l’artista vuole trasmettere al mondo.

 

Cenni biografici Pierpaolo Perretta, in arte Mr. Savethewall, nasce a Como nel 1972. Fin dall’infanzia si esprime attraverso molteplici linguaggi espressivi, dimostrando un particolare interesse per il disegno. Dopo il diploma in ragioneria, lavora per dieci anni come manager all’interno di Confartigianato e dal 2013 decide di dedicarsi pienamente all’attività artistica; realizza le sue prime incursioni urbane a Como fissando temporaneamente le sue opere con del nastro adesivo sui muri della città. I suoi lavori riscuotono grande successo e destano l’interesse di gallerie e sedi istituzionali che lo invitano a esporre nei propri spazi. Tra le principali personali si ricordano quelle presso il Teatro Sociale di Como (2013), il Festival della lettura di Ivrea (2014), Banca Fideuram di Varese (2014), la Chiesa di San Pietro in Atrio a Como (2015), Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano (2017). In occasione di Expo 2015, Oscar Farinetti gli commissiona il trittico L’Italia s’è desta esposto all’ingresso del Padiglione Eataly nella collettiva “Il tesoro d’Italia” a cura di Vittorio Sgarbi e dal 2016 le sue opere sono esposte nella mostra permanente Art on board a bordo della nave da crociera Ocean Majestic. Sue installazioni e performance sono state presentate in occasione di fiere e manifestazioni quali il GrandPrix Advertising Strategies presso il Teatro Nazionale di Milano, ArtVerona, The Others a Torino, SetUp Art Fair a Bologna. Si ricordano inoltre le partecipazioni al progetto StreetScape a Como e ad Affordable Art Fair Milano (2018). Attualmente vive e lavora a Como. www.savethewall.it

 

Deodato Arte

Deodato Arte è una dinamica galleria d’arte contemporanea con sedi a Milano e in Svizzera a Brusino Arsizio (Lugano). Dal 2010 propone artisti moderni e contemporanei di fama internazionale quali Marc Chagall, Pablo Picasso, Andy Warhol, Damien Hirst e Christo. Particolare interesse è rivolto alla cultura Pop cui sono state dedicate mostre monografiche e collettive con artisti del calibro di Mr. Brainwash e Takashi Murakami. La galleria, oltre a seguire mostre e progetti interni, crea sinergie con musei e partecipa a fiere nazionali e internazionali.

Dal 2017 Deodato Arte ha aperto un nuovo spazio in via Nerino 2, nel cuore di Milano, a pochi metri dalla storica sede di via Santa Marta 6.

La galleria opera in modo multimediale anche tramite i suoi due siti web: www.deodato.gallery dedicato alle mostre e agli artisti, www.deodato.com con un esclusivo servizio e-commerce per i collezionisti.

 

Coordinate mostra

Titolo Mr. Savethewall. La realtà oltre il muro

Sede Deodato Arte, via Santa Marta, 6 – Milano         

Date 2 – 31 marzo 2018

Inaugurazione giovedì 1 marzo, ore 18.30

Orari martedì – sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00

Info pubblico Tel. 02 80886294 – galleria@deodato-arte.it

 

Un incontro d’eccezione: Jean-Marc Wiederrecht, genio e poeta dell’alta orologeria

Milano, Museo Poldi Pezzoli | 14 febbraio 2018 – ore 18.00

Il Museo Poldi Pezzoli, grazie alla collaborazione con Pisa Orologeria e in occasione di “L’arte merita più spazio”, propone Il tempo degli orologi, una speciale rassegna di iniziative previste tra gennaio e marzo 2018. Un programma ricco e suggestivo, pensato per accompagnare il pubblico di tutte le età alla scoperta dei segnatempo, creazioni affascinanti capaci di raccontare l’evoluzione tecnica e la storia del gusto attraverso i meccanismi e la preziosità delle casse. Nel quadro nella rassegna, il 14 febbraio, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, torna l’appuntamento con le aperture straordinarie del Museo, questa volta in una veste davvero speciale: l’aperitivo con il Maestro, un evento unico e imperdibile per i moltissimi appassionati e collezionisti di orologi, ma anche per il più ampio pubblico degli amanti dell’arte, delle arti applicate e più in generale del saper fare e della bellezza.

Al solo costo di 10 euro, oltre a partecipare alle ormai collaudate visite guidate e all’aperitivo, sarà infatti possibile conoscere Jean-Marc Wiederrecht, grande maestro ginevrino considerato come uno dei massimi artefici contemporanei dell’orologeria meccanica, a Milano per la prima volta su invito della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte. Nell’incontro, previsto alle ore 18.00 e aperto al pubblico, parlerà delle sue straordinarie “complicazioni”, ovvero i meccanismi più complessi dell’alta orologeria, come ben sanno i cultori e gli esperti della materia.

Alberto Cavalli, Direttore Generale della Fondazione, avrà il piacere di presentare il Maestro approfondendo la sua figura di artista-artigiano di eccellenza, attraverso un intenso dialogo accompagnato dalla bellezza delle immagini dedicate alle sue più incantevoli creazioni. Un saper fare e una sensibilità che danno vita a orologi di straordinaria bellezza, per catturare il tempo, tra altissima tecnica e poesia. Nella stessa serata, sarà poi possibile partecipare alle visite guidate alla collezione di orologi del Museo, una delle più importanti in Europa, e prendere un aperitivo nella splendida Terrazza Pollaiolo grazie alla collaborazione con il Gruppo Campari.

Jean-Marc Wiederrecht Nato a Ginevra nel 1950, nel 1972 Jean-Marc Wiederrecht si diploma in orologeria a Ginevra. Dopo tre anni trascorsi presso Châtelain, animato da uno spirito profondamente indipendente, nel 1978 inizia la sua straordinaria carriera collaborando con diversi marchi svizzeri. Dal 1990 inizia a specializzarsi in quello che diverrà il fulcro della sua attività, sviluppando diverse complicazioni, sempre più ardue, complesse e fantasiose. Nel 1996 apre Agenhor (Atelier Genevois d’Horlogerie), laboratorio che oggi vede impiegati circa 30 dipendenti e dove lavorano con lui anche la moglie Catherine e i figli Nicolas e Laurent. Jean-Marc Wiedderrecht ha al suo attivo i maggiori riconoscimenti mai attribuiti a un maestro orologiaio: ha vinto per ben sette volte il Grand Prix d’Horlogerie, nel 2014 è stato insignito del Talents du Luxe et de la Création e nel 2017 del premio Gaïa. Fra le sue più prestigiose collaborazioni, da Harry Winston a Chopard, da Fabergé a Hermès, quella ormai storica con Van Cleef & Arpels, che trova il suo apice nella serie delle Complications Poétiques, capolavori in tiratura limitata che uniscono il meglio della tecnologia e dei saperi dell’alta gioielleria con i meccanismi ipersofisticati di Agenhor.

Renaissance Now Mozes Incze e Alexandra Nadas

AREA35 Art Gallery

Milano, via Vigevano 35

Renaissance Now

Mozes Incze e Alexandra Nadas

a cura di Lena Ilona Orosz

31 gennaio – 1 marzo 2018

inaugurazione martedì 30 gennaio, ore 18.30 – 21.30

 

Area35 Art Gallery di Milano presenta “Renaissance Now. Mozes Incze e Alexandra Nadas” in esposizione dal 31 gennaio al 1 marzo e a cura di Lena Ilona Orosz.

La mostra nasce dalla volontà di Area35 di aderire al progetto BudArtPest, il cui obbiettivo è creare ponti culturali internazionali e nuove connessioni attraverso l’arte di artisti ungheresi e la comunità intellettuale mitteleuropea.

Gli artisti ungheresi Mozes Incze e Alexandra Nadas attraverso i loro lavori rappresentano le tradizioni culturali comuni tra Italia e Ungheria, in particolare il legame al Rinascimento e allo stesso tempo esprimono nuovi valori legati alla società internazionale, alla tecnologia iperconnessa e al mondo virtuale, elementi integranti della quotidianità attuale.

L’arte di Mozes Incze, basata sulla tradizione pittorica europea, propone corpi, luci e atmosfere che richiamano stili rinascimentali e classici in cui la descrizione degli elementi naturali è netta e dettagliata. All’interno dei suoi lavori interviene un ulteriore elemento, che domina la scena e che irrompe e minaccia il tradizionale binomio “Uomo e Natura”: si tratta del “Linguaggio Macchina”, strettamente connesso all’ambito computeristico, che vorace e feroce si avventa sui due cercando di divorarli e diventare una sorta di Iperuranio.

La natura non domina la scena anzi, spesso appare confinata in piccoli oggetti come vasi e coppe o la si scorge all’interno delle curve di un corpo, mentre la dimensione umana è talvolta evocata dal delicato cerchio di un nastro rosso che nel tempo è diventato la firma dell’artista.

Le ambientazioni ricreate all’interno delle opere di Mozes Incze sono soprattutto dimensioni cibernetiche, luoghi desolati, senza tempo e senza una precisa connotazione, disseminati di schermi led, cellulari, flash che aggiungono ulteriori significati alla composizione. Si tratta di spazi non identificati osservati attraverso un’interfaccia neurale, anello di congiunzione tra uomo e computer.

L’artista dipinge un’ipotetica ascesi umana sia biologica che spirituale che scaturisce dal rapporto a volte di schiavitù, a volte di complicità, con la nascente e ingombrante intelligenza artificiale.

È il contemporaneo quindi, con i suoi nuovi costumi e le sue relazioni cibernetiche, ad essere protagonista.

All’interno delle tele, meticolose descrizioni pittoriche si alternano a macchie caotiche e a gesti di scomposizione creativa: sostanze indefinite prendono il posto della forma solida e sembrano esseri viventi e palpitanti – come intenzionati a corrodere la superficie della tela – che catturano lo spettatore. I soggetti, spesso indaffarati nel loro lavoro, sembrano galleggiare in uno spazio che appartiene al reale tanto quanto al virtuale; strumenti elettronici come cavi usb e prese di corrente fanno capolino tra elementi di natura morta, il paesaggio è spesso ridotto al cameo di uno schermo acceso. Tutti gli elementi compositivi accentuano il contrasto tra i contenuti reali e quelli virtuali, sottolineando la narrazione di un mondo “ipertestuale”.

 

Nelle opere di Alexandra Nadas il legame alla tradizione tecnica e stilistica del Rinascimento è molto evidente nella scelta dei materiali, tavole realizzate con colori ad olio e tempera e nei soggetti, paesaggi, architetture e ritratti. Tuttavia, l’artista interviene con soluzioni che mutano sostanzialmente i caratteri del passato per una lettura in chiave contemporanea. Gli elementi architettonici per esempio, pur essendo una presenza costante come nelle opere rinascimentali, sono reinterpretati in chiave lirica e narrativa. Case, stanze, piazze sono riprese dal quotidiano, dal comune, dall’intimo della vita di tutti i giorni, non sono più l’elemento archetipo di solidità e di fondazione. Questo ruolo viene ampiamente interpretato dal ritratto e in particolare dalle madonne profane, figure riprese dal passato, ieratiche e iconiche, maestose nella loro bellezza, misteriose e imperturbabili che diventano il centro dell’intera composizione.

L’artista crea scenografie legate al mondo reale, attraverso paesaggi contemporanei parzialmente trasfigurati e stralci di vita moderna, dove vengono inseriti elementi che suscitano stupore per la loro collocazione non consona ad un impianto tradizionale della scena.

Centro della ricerca di Alexandra Nadas è la lettura del presente attraverso il passato che trova espressione attraverso una stratificazione di differenti componenti: fisica, virtuale, mentale e spirituale.

Mozes Incze nasce nel 1975, si diploma alla Hungarian University of Fine Arts, è insignito di numerosi premi a livello nazionale fra cui il Koller prize nel 2011e l’Horvath Prize nel 2016. Presente nella scena artistica ungherese, soprattutto nelle prestigiose gallerie della capitale, ha fondato nel 1997 con altri artisti la Élesd Art Colony fornendo un importante contributo di qualità alla scena delle arti in Ungheria. Ha esposto in mostre personali e collettive, fra cui si ricordano anche quelle in Italia e in Svizzera, ricevendo riconoscimenti di talento a livello internazionale.

Alexandra Nadas nata a Budapest nel 1974, si è diplomata presso la Hungarian University of Fine Arts ed è attiva nel panorama artistico ungherese e internazionale. Dal 1996 ha partecipato a numerose esposizioni collettive e personali, in spazi pubblici e privati, ottenendo importanti riconoscimenti istituzionali.

Area35 Art Gallery di Giacomo Marco Valerio apre nel 2009 e si propone come polo culturale dell’arte italiana contemporanea a livello internazionale. La sua attività e la sua missione sono incentrate sulla creazione di ponti e scambi culturali tra artisti italiani e internazionali a livello multidisciplinare.

Dal 2018 la galleria, oltre al grande spazio espositivo, offre la Project Room, una sala dedicata alla promozione di giovani artisti emergenti volta ad un maggiore coinvolgimento del pubblico.

Fra le maggiori esposizioni si ricordano: nel 2010 Andy Warhol, dal 2011 la quinquennale ad Hangzhou in Cina con l’artista e professore emerito Luo Qi, nel 2014 Jacques Toussaint realizzata in collaborazione con l’Institut Français di Milano. Nel 2017 Area35 ha sostenuto e partecipato al progetto “Inclusioni” con la Diocesi di Massa, il Comune e la Regione Toscana realizzando l’esposizione di Paolo Topy e Federico Garibaldi.

Area35 ha dedicato numerose mostre personali ad artisti emergenti e consolidati quali Nino Alfieri, Giovanni Cerri, Barbara Colombo, Nicola Evangelisti, Gian Piero Gasparini, Pietro Gerenzani, Marco Mendeni, Ernesto Morales.

Cosciente della mutevole e frizzante situazione dell’arte internazionale Area35 realizza e promuove esposizioni in Italia e all’estero attraverso partecipazioni e collaborazioni con alcune gallerie internazionali di Ungheria, Polonia, Slovacchia e Spagna e con ambasciate e consolati di Argentina, Danimarca e Francia.

 

Coordinate mostra

Titolo Renaissance Now. Mozes Incze e Alexandra Nadas

A cura di Lena Ilona Orosz

Sede AREA35 Art Gallery, via Vigevano 35 – Milano

Date 31 gennaio – 1 marzo 2018

Inaugurazione martedì 30 gennaio, ore 18.30 – 21.30

Orari mart – ven, ore 15.30 – 19.30

Mattina e sabato su appuntamento

Info pubblico info@area35artgallery.comwww.area35artgallery.com

 

 

#ILQUADROGIUSTO

L’Associazione Culturale Ponti x l’Arte

diventa Casa Editrice con la pubblicazione del libro

#ILQUADROGIUSTO

Milano, 11 Gennaio 2018L’Associazione diventa anche Casa Editrice, con la prima pubblicazione di #ILQUADROGIUSTO, manuale del debuttArte di Eleonora Tarantino. Il nostro nuovo traguardo culturale: oltre a soddisfare gli occhi con le opere d’arte, gratificare la mente con i libri.

Gli ospiti si mescolano con amici, collaboratori, clienti. Scrutano con occhio critico le opere appese alle pareti nel soggiorno di casa o in sala riunioni. Ogni stanza si trasforma in un microcosmo che cambia e si evolve dando vita a seducenti visioni estetiche.

Già, ma quali sono i desideri e le aspettative che spingono ad acqui­stare #ilquadrogiusto, Manuale del Debuttarte?

Eleonora Tarantino vive e lavora tra Milano e Parigi. Ha frequentato studi di Economia. Svolge mansioni di art consultant per  le società e  art shopper per i privati. Dal 1982 al 1995 si è occupata di strategie di marketing per le case discografiche Virgin e Cgd Sugar. Giornalista pubblicista dal 1991, ha collaborato per varie testate e come ufficio stampa per aziende, enti pubblici museali e gallerie d’arte. Dal 2006 è direttore editoriale e blogger del web magazine Coolmag.it. Dal 2014 è Presidente dell’Associazione Culturale Ponti x l’Arte  no profit fondata con il critico d’arte Stefano Bianchi.

Il libro (80 pagg. al costo di €8,00) sarà in vendita sul sito www.pontixlarte.eu; sui portali di Amazon e eBay; presso le librerie selezionate.

 

Il Caminetto Poetico sbarca a Londra

Il ‘Caminetto Poetico’

organizzato dagli Amici di Ron

sbarca a Londra,

nel quartiere di famosi scrittori della letteratura inglese e mondiale

Milano, 15 gennaio 2018 – Il prossimo 20 gennaio alle ore 17 gli Amici di Ron riceveranno alcuni poeti ed ospiti presso la famosa dimora georgiana del 1791 nel quartiere letterario di Fitzrovia, al numero 37 di Fitzroy Street, che fu la casa del drammaturgo e premio Nobel George Bernard Shaw e di sua madre.

Fitzrovia è stato il luogo d’incontro di tanti scrittori e poeti della letteratura inglese e mondiale, tra cui H. G. Wells, George Orwell, Charles Dickens e Virginia Woolf.

 

L’idea nasce dal desiderio di dedicare il Caminetto Poetico ai vincitori delle ultime due edizioni del Premio Nazionale di Poesia che ogni anno regala un viaggio a Londra al vincitore assoluto, compresa la visita alla Fitzroy House.

In quest’occasione gli ospiti potranno incontrare e dialogare con tre pluripremiati poeti e scrittori: Rodolfo Vettorello, che presenterà il suo libro L’intesa è un tessuto che smaglia, Gianluca Regondi, con il libro Riverberi d’autunno Nunzio Buono, ospite speciale con il suo ultimo libro Voli a Matita.

Un’altra importante ospite del Caminetto è la scrittrice, poetessa e critica letteraria Marina Pratici, che ha pubblicato undici volumi di poesia, tutti pluripremiati; un suo romanzo, attualmente proposto in audio book, è stato tradotto in inglese, spagnolo e tedesco e presentato a New York, Boston ed altre città americane; ha inoltre all’attivo oltre duecento pubblicazioni critico-letterarie.

Un salotto letterario tipicamente inglese, dove non mancherà l’immancabile tè, servito con un goccio di latte in tazze di porcellana e teiere d’argento.

L’incontro è aperto a tutti, previa conferma via mail all’indirizzo amicidiron.pro@gmail.com.

 

 

 

Poesie sotto l’albero

La scrittrice Manola Gini

ospite dell’appuntamento natalizio del

‘Caminetto Poetico’ organizzato dagli Amici di Ron

Milano, 8 dicembre 2017 – Sarà la scrittrice Manola Gini l’ospite dell’ormai tradizionale ‘Caminetto Poetico’ organizzato dalla Fondazione degli Amici di L. Ron Hubbard che si terrà a Milano il prossimo 13 dicembre alle ore 17,30 presso l’Hotel Enterprise in Corso Sempione 91.

Manola Gini nasce a Firenze nel 1972 da una modesta famiglia di artigiani. Secondogenita con un carattere timido e sensibile, cresce e matura affrontando in giovane età la morte del padre. Dopo anni di silenzi, dove la rabbia cresce togliendo i sorrisi, si dedica al volontariato in una comunità facendo quindi un percorso interiore che le permette di comprendere il proprio valore e nasce in lei la voglia di esternare i sentimenti. Scrive molte poesie ribelli e contro la violenza sulle donne.

Riceve molti premi e note di merito e d’ onore, riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, partecipa a varie iniziative culturali e nel 2014 ad un progetto Europeo di scrittura teatrale che la porta a Barcellona e Lussemburgo.

Alcune delle sue prime poesie si possono trovare nella pubblicazione “Insieme creando l’Arte” del 2011 dove partecipa ad un progetto per giovani artisti.

Scrive perché vuole che di lei rimanga ciò che non è mai riuscita a dire.

In occasione dell’appuntamento natalizio del ‘Caminetto Poetico’ organizzato dagli Amici di Ron, Manola Gini presenterà il suo ultimo libro ‘All’infinito e torno indietro’.

A dialogare con l’autrice e gli ospiti saranno i poeti Rodolfo Vettorello, Giuseppe Leccardi, Nunzio Buono e Gianluca Regondi, poeta lombardo vincitore della IV edizione del Premio Nazionale di Poesia

L’incontro è aperto a tutti, previa conferma via mail all’indirizzo amicidiron.pro@gmail.com.

 

 

 

Continuum. Processo d’interazione tra spazio ambientale e pubblico di Raffaele Quida.

A cura di

Michela Casavola

Antonella Marino

Lorenzo Madaro

Milano – Ex Fornace – Alzaia Naviglio Pavese,16

Dal 13 al 23 Settembre 2017

Inaugurazione 13 Settembre 2017 ore 19:00

A cura di

Alessia Locatelli

Si terrà a Milano, dal 13 al 23 Settembre nei suggestivi spazi della Ex-Fornace – con il patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano – la quarta ed ultima tappa del progetto “Continuum” dell’artista leccese Raffaele Quida a cura di Alessia Locatelli. La mostra è conclusiva di un percorso che dal 2016 è approdato nelle principali città pugliesi e che ha come focus d’indagine il Corpo. Come l’artista racconta: “Il Corpo, dal momento del concepimento-nascita, ai coinvolgimenti relazionali e sociali. Questa indagine viene attivata attraverso l’immissione di oggetti industriali nel ritmo urbano, a diretto contatto con la collettività e con gli spazi in cui essa quotidianamente vive, con le sue abitudini e le sue necessità”. Una ricerca sull’esistenza, attraverso la lettura delle relazioni con lo spazio pubblico e sociale. La mostra milanese sintetizza tutto il progetto Continuum e si struttura posizionando nelle suggestive volumetrie della Ex Fornace (piano terra e piano2) le fotografie scattate nelle precedenti esposizioni e degli elementi “totemici” che hanno caratterizzato le installazioni urbane nelle città attraversate: Bari a cura di Antonella Marino, Lecce a cura di Lorenzo Madaro. Ci sarà inoltre la proiezione del video ripreso durante la performance della terza tappa di Taranto a cura di Michela Casavola.

Al piano secondo la mostra proseguirà con una installazione di carte fotosensibili in grandi dimensioni, collocate nei mesi di Luglio ed Agosto in un’altra location, e poi a Settembre, ri-posizionate per interagire con la luce milanese alle finestre che affacciano sul naviglio pavese. La luce interverrà tracciando le sagome di entrambe le geometrie architettoniche sulle carte in una interazione di luoghi geograficamente distanti, ma uniti in un ponte di luce concettuale.

Lo spazio pubblico della Ex Fornace si colloca coerentemente con l’idea di ridefinizione degli spazi urbani già attuata nelle precedenti esposizioni, in un tentativo d’indagine che dovrebbe indurre il fruitore ad una rielaborazione attraverso una serie di operazioni – fisiche e simboliche – che esprimono da un lato la crisi di disadattamento ambientale e dall’altro la rottura di equilibri precostituiti. La ridefinizione delle geografie cittadine e degli spazi pubblici entra così in una relazione profonda con la riflessione sul ciclo della vita: l’individuo nel suo periodo vitale, che non cessa con la morte, bensì rientra in un ciclo, in un Continum appunto spazio-temporale, in cui la polvere (la morte intesa come fine) non è altro che l’elemento costitutivo di nuove realtà tangibili.

L’Arte in Condominio

VENERDÍ 5 MAGGIO ALLE 18

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA COLLETTIVA “ARTE IN CONDOMINIO”

PRESSO LA LIBRERIA HOEPLI DI MILANO

Milano, 4 maggio 2017 – Si terrà il prossimo 5 maggio alle 18 l’inaugurazione della mostra collettiva “Arte in Condominio” ideata e realizzata da DONGHI–gestioni immobili, che da 3 anni, attraverso un concorso fotografico nazionale gratuito, diffonde e tutela il benessere di tutte le persone che vivono e lavorano nei condomìni italiani.

Quest’anno il Premio Donghi promuove alcune iniziative culturali: primo fra tutti il concorso fotografico nazionale gratuito, quest’anno dedicato a “Vivere con l’ARTE. BenESSERE in Condominio” che ha chiuso le iscrizioni lo scorso 26 aprile e che si è rivolto a professionisti, fotoamatori e dilettanti, a partire da 18 anni, con residenza o domicilio lavorativo in Italia.

Il concorso vuole essere una concreta occasione per confermare l’interesse di DONGHI nel promuovere la cultura e innalzare la qualità dell’abitare, aumentare il comfort ed il valore patrimoniale degli immobili e sostenere la creatività degli artisti/e Made in Italy.

All’interno della prestigiosa Libreria Hoepli, nel cuore di Milano in via Hoepli 5, la mostra collettiva “l’Arte in Condominio” dal 05.05.2017 al 26.05.2017 vedrà esposte le immagini selezionate dalla Giuria Ufficiale che hanno partecipato al concorso fotografico, con l’obiettivo di attrarre l’attenzione di tutti i cittadini/e per una maggiore sensibilizzazione alla presenza dell’Arte in Condominio.

L’allestimento della mostra sarà curato insieme all’artista Gabriella Torri.

Interverranno Matteo Ulrico Hoepli, Consigliere d’Amministrazione di Hoepli Spa, Alga Rossi, Presidente Sezione Milano Distretto Nord-Ovest FIDAPA

BPW-Italy, Eleonora Tarantino, Presidente dell’Associazione Culturale Ponti x l’Arte, Nicola D’Amico, giornalista e saggista oltre che Presidente della Giuria Ufficiale, Giulio Cerocchi, professionista fotografo, Antonio Schiavano, professionista fotografo.

Seguirà un brindisi di benvenuto per gli ospiti.

E’ preferibile per i partecipanti  REGISTRARSI ON-LINE a questo link

Il Premio Donghi è realizzato con il sostegno della Libreria Hoepli, ed è patrocinato da più enti, tra cui: F.I.D.A.P.A. – B.P.W. ITALY, A.N.A.C.I. Milano, Associazione Culturale Biblioteca Famiglia Meneghina-Società del Giardino, Associazione Green City Italia, Associazione Garden Club Milano, Associazione Ikebana Ohara Chapter Milano, Consulta Femminile Interassociativa di Milano, con il sostegno di: F.I.D.A.P.A.-.B.P.W. ITALY Distretto NO-Sezione Milano, media partnership di: CasaFacile, Condominioweb, Fiori&Foglie-blog verde di Tgcom24, testata online del Gruppo Mediaset, Coolmag, media di settore: Foto Cult, e partner tecnico: Magogel, Azienda vitivinicola Guidi Fiorenzo, Il Centro della Copia, Bricocenter – Milano v.le Corsica, Associazione Ponti x l’arte.

 

 

Poesia inedita: vincitore assoluto Gianluca Regondi

Il poeta lombardo si aggiudica la quarta edizione del premio nazionale organizzato dagli Amici di L. Ron Hubbard con l’opera “Fragile”

Palazzo Visconti, Milano – 30 aprile. Quasi 300 persone in piedi per applaudire il poeta Gianluca Regondi, vincitore assoluto del premio nazionale degli Amici di Ron, tema “Vivo sul pianeta Terra”. Emanuele Tesser vince nella videopoesia e Marco Bottoni nel monologo teatrale.

Domenica pomeriggio a palazzo Visconti si è respirata l’atmosfera delle grandi occasioni, ospite d’onore Elisabetta Armiato già prima ballerina interprete del Teatro alla Scala di Milano ed étoile della danza Italiana nel mondo.

L. Ron Hubbard – ha esordito Renato Ongania presidente del premio e direttore dell’ufficio delle relazioni pubbliche personali di L. Ron Hubbard per l’Italia – è stato uno dei più famosi e più ampiamente letti scrittori nella storia, con 350 milioni di copie delle sue opere in circolazione con 34.235 singole opere pubblicate.  Nel corso della sua lunga carriera ha avuto a cuore il destino degli scrittori tanto da impegnarsi in prima persona per promuovere gli inediti, gli emergenti e aiutarli. ‘Giorno per giorno, postulando le nuove realtà del futuro, l’artista realizza una rivoluzione pacifica’ scrive Hubbard, grazie a tutti voi rendiamo questa rivoluzione pacifica più concreta”.

Donatella Rampado, scrittrice e coordinatrice delle tre giurie, prima delle premiazioni e declamazione delle opere, ha presentato l’edizione su carta dell’antologia della collana legata al premio, curata degli Amici di Ron, titolo: “Alla Ricerca della Verità – viaggio nel mondo della poesia inedita”, tiratura 500 copie.

Gianluca RegondiAl tavolo di giuria hanno così preso posto il presidente della sezione poesia inedita, la poetessa Maria Giovanna Bonaiuti ed i giurati: Sara Rodolao – madrina dell’evento, il poeta Rodolfo Vettorello e Roberta Di Febo preside del Liceo Musicale e Coreutico Giuditta Pasta (Como). “Come si può leggere nel verbale di giuria, sono state valutate 419 poesie inedite – ha riferito Bonaiuti – “Primo premio assoluto va a Gianluca Regondi con l’opera Fragile”. Per lui anche un week-end a Londra, offerto degli Amici di Ron.

Secondo classificato Nicola Cordioli, terza è giunta Milena Cicatiello. Quarto posto per Agostina Spagnuolo, Antonella Damato, Chiara Marinoni, Donatella Nardin, Rosanna Cracco e Stefano Magnani. Menzione di merito per Carmelo Loddo, Consuelo Ziggiotto, Giorgio Cavalli, Giulia Molino e Giuseppe Leccardi.

La sezione Monologo teatrale la cui giuria è stata presieduta da Fabrizio De Giovanni e composta da Maria Chiara Di Marco, Jessica Polsky e Pasquale Quaglia, ha valutato invece 29 opere e premiato Marco Bottoni primo classificato, seguito da Cinzia Pachioli.

Nella sezione del premio dedicata alla Videopoesia, la giuria è stata presieduta da Nunzio Buono e composta da Stefania Salardi, Grazia Romanoni e Fabio Amato. A loro il compito di passare in rassegna 19 opere. Primo posto conferito a Emanuele Tesser, seconda Serena Manzone seguita da Patrizia Stefanelli.

Nel corso dell’evento è stata consegnata una targa alla carriera letteraria “Per l’impegno e la passione nella ricerca poetica” alla poetessa Ninnj Di Stefano Busà ed al poeta cav. Hafez Haidar.

A fare da cornice all’evento, una serie di performance artistiche molto apprezzate dal pubblico curate dal Direttore Artistico Fabrizio Lello: dall’Accademia Giuditta Pasta presieduta da Roberta Di Febo, gli insegnanti Consuelo Gilardoni (arpa e voce) e Daisy Citterio (flauto traverso); Luca Campioni (violino). Reading e interpretazioni delle opere realizzati da Luca Forlani, attore iscritto all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma. Regia video a cura di Gianni Vacca Wall Screen Video (Svizzera). Per maggiori informazioni www.premiodipoesia.it

 

 

 

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