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LILLO & GREG in GAGMEN

Dal 4 al 9 dicembre 2018

feriali, 7 e 8 dicembre ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

 Lsd produzioni presenta

 

LILLO & GREG

 

GAGMEN

I fantastici sketch

 

di Claudio GREG Gregori e Pasquale LILLO Petrolo

 

Regia Lillo&Greg e Claudio Piccolotto

con Vania della Bidia, Marco Fiorini e il M. Attilio Di Giovanni

Musiche originali Claudio Gregori e Attilio Di Giovanni

Scene Andrea Simonetti

Costumi NC POP

 

 

SINOSSI                    

Un nuovo sfavillante “varietà” firmato Lillo&Greg che ripropone ulteriori cavalli di battaglia della famosa coppia comica, questa volta tratti non soltanto dal loro repertorio teatrale, ma anche da quello televisivo e radiofonico come “Che, l’hai visto?” (rubrica cult del famigerato programma radiofonico 610 condotto dai due) e “Normal Man” che vede Lillo&Greg nei panni di due supereroi particolari!

L’umorismo colto e sagace della storica coppia comica torna sul palco, più forte che mai, con pillole esilaranti di risate concentrate.

Gagmen, fantastici sketch. Il titolo parla chiaro: la forma più basica e diretta della comicità di Lillo&Greg, gli sketch, essenza più pura del divertimento, depurati da qualsiasi orpello narrativo. Soltanto Lillo, Greg ed il loro carisma per una rivisitazione personale e molto attuale della più classica tradizione di sketch.

Una lettura della realtà colta e intramontabile che non teme confronti stilistici o temporali grazie al suo stretto legame con le attitudini umane più viscerali e per questo immutabili e sempre attuali.

 

 

TEATRO MANZONI

 

BIGLIETTI

Da martedì a giovedì:

Prestige € 31,00 – Poltronissima € 27,00 – Poltrona € 20,00 – Under 26 anni € 19,00

Da venerdì a domenica:

Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00 – Under 26 anni € 22,00

VINCENT VAN GOGH L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO

Dal 15 novembre al 2 dicembre 2018

 

Khora.Teatro e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo

presentano

 

Alessandro Preziosi

VINCENT VAN GOGH

L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO

di Stefano Massini

 

con Francesco Biscione

e con Massimo Nicolini, Roberto Manzi

Alessio Genchi, Vincenzo Zampa

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

disegno luci Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta

musiche Giacomo Vezzani

supervisione artistica Alessandro Preziosi

 

regia Alessandro Maggi

Le austere e slavate pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare.
Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, che si avvale della messa in scena di Alessandro Maggi, è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.
Il testo vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.) firmato da Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta, ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

 

NOTE DI REGIA

Sospensione, labilità, confine. Sono questi i luoghi, accidentati e mobili, suggeriti dalla traiettoria, indotti dallo scavo. Soggetti interni di difficile identificazione, collocati nel complesso meccanismo dell’organicità della mente umana. Offerti e denudati dalla puntuale dinamicità e dalla concretezza del testo, aprono strade a potenziali orizzonti di ricerca. La scrittura di Massini, limpida, squisitamente intrinseca e tagliente, nella sua galoppante tensione narrativa, offre evidentemente la possibilità di questa indagine. Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Van Gogh – internato nel manicomio di Saint Paul de Manson – e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso.

Lo spettacolo è aperto contrappunto all’incalzante partita dialogica. Sottinteso. Latente. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà.
La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto.

In una spaccatura in cui domina la sola logica della sinestesia, nella quale ogni senso è plausibilmente contenitore di sensi altri, modulandone infinite variabili, Van Gogh è significante e significato di sé stesso. Lo scarto emotivo che subisce e da cui è irrimediabilmente dipendente, rappresenta causa ed effetto della sua stessa creazione artistica, non più dissociata dalla singolarità della sua esistenza e lo obbliga a percorrere un sentiero isolato in cui il solo punto fermo resta la plausibilità di una infinita serie di universi possibili nei quali ogni tangibilità può rappresentare il contrario di ciò che è.
La riflessione percorre questa suggestione; non il racconto quindi, ma il divenire e la resa delle infinite varianti conduttrici di un processo creativo filtrate da un’induzione sensoriale il cui respiro, non ultimo, diviene tela su cui restano impresse assenze, mancanze e sorde cecità. Un’evoluzione lucida, condotta nello straziante sforzo di liberarsi e rendersi tangibile, nel volume e nella densità immanente del colore, che smette la sua primaria connotazione e assume i termini di sensi altri e potenzialmente distanti, ponendo in essere una deriva che trova nel suo rovescio la realtà di opera d’arte.

Lo spettacolo accompagna questa non-logica dei sensi, attraverso uno sfiorarsi dei personaggi che fonde il desiderio alla necessità, sviluppando un alternarsi di simmetrie semantiche a dissonanze di cognizione, un conflitto mutabile, ma mai assente.
È in questo campo, su cui si allineano piani paralleli, pur non senza sovrapporsi, che la potenziale oggettività diviene odorare un suono, ascoltare un colore, toccare un sapore, assaggiare un tessuto, vedere un profumo. Un complesso disegno, tuttavia ferocemente semplice, la cui connotazione intrinseca cambia in funzione della distanza da cui lo si guarda o si sceglie di percepirlo. E’ un passaggio aperto alla volta della stretta fessura che permette la visione di un assurdo reso accettabile dalla semplicità espressiva dei sensi che restano qui, nudi e spasmodicamente attivi, esattamente in quel punto della coscienza, attraversato da nient’altro che miliardi e miliardi di neuroni carichi di un unico e solo senso: la vita.
Non più “come siamo fatti”. Ma “di che cosa”.

Alessandro Maggi

 

 

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

Vincent Van Gogh Alessandro Preziosi
Dottor Peyron Francesco Biscione
Theo Van Gogh Massimo Nicolini
Dottor Vernon-Lazàre Roberto Manzi
Roland Vincenzo Zampa
Gustave Alessio Genchi
Voce Vincent bambino Davide Piccirillo

 

 

ORARI:

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

BIGLIETTI:
Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00

Poltronissima under 26 € 15,50

LA DAMA DUENDE

 

di Pedro Calderòn de la Barca

 

La Compañía Nacional de Teatro Clásico

diretta da Helena Pimenta

per la prima volta al Piccolo Teatro di Milano

 

Intorno allo spettacolo una serie di appuntamenti promossi dal Piccolo con l’Instituto Cervantes de Milán e l’Università degli Studi di Milano

Al Teatro Grassi, dall’8 all’11 novembre, va in scena La dama duende di Pedro Calderón de la Barca. Intrighi, equivoci, scambi di persona, travestimenti e amori appassionati in una commedia che invita a riflettere sulla condizione femminile nella Spagna del siglo de oro e che segna la prima volta della Compañía Nacional de Teatro Clásico, diretta da Helena Pimenta, al Piccolo.

Scritta da Pedro Calderón de la Barca nel 1629, La dama duende (La donna fantasma) è una commedia del genere “di cappa e spada”. La trama, ricca di colpi di scena, La commedia ha per protagonista una giovane e bella vedova, Doña Ángela, reclusa tra le pareti domestiche per il lutto, ma anche perché il marito l’ha lasciata priva di mezzi. Uscita di casa velata e di nascosto dai fratelli, Don Juan e Don Luis, Ángela è pedinata dallo stesso Luis, ignaro di stare seguendo la sorella. Spaventata dall’inseguitore, Ángela attira l’attenzione di Don Manuel, che incrocia la spada con Luis e rimane ferito. Riconosciuto in Manuel un vecchio amico, Luis gli offre ospitalità per la convalescenza. Tra Ángela e Manuel è amore a prima vista. Approfittando del classico armadio a doppio ingresso tra la sua stanza e quella dell’ospite, Ángela gli fa visita di notte, terrorizzando il servitore Cosme, che la crede un fantasma….

 

«Dopo La vita è sogno e Il sindaco di Zalamea testi di Calderón che ho già allestito al CNTC – spiega Helena Pimenta, regista dello spettacolo e direttrice della Compañía Nacional de Teatro Clasico di Madrid – affronto lo stesso autore da un’altra prospettiva: quella comica. L’umorismo è il filtro attraverso cui Calderón ci pone domande su questioni come la ricerca della propria identità, lo scontro tra realtà e finzione, la scelta tra essere e apparire (…) Le parole di Calderón, esilaranti e al tempo stessi serissime, figlie del nostro lontano passato, ma riferibili anche a un tempo più vicino – se non addirittura al presente – richiamano la nostra attenzione su situazioni legate alla condizione femminile, ai sentimenti, al tradimento, alla libertà. L’umorismo ci aiuta a non avere paura di affrontarle».

 

«Nella nostra versione – racconta Álvaro Tato, autore dell’adattamento – abbiamo inteso rispettare la musicalità del verso calderoniano e al tempo stesso facilitare la comprensione di costruzioni e termini oggi desueti. Opportuni interventi lessicali e sintattici danno allo spettatore contemporaneo un assaggio del suono “d’oro”, senza privarlo della comprensione di ogni singola parola. La dama duende è un elemento chiave del nostro patrimonio letterario, teatrale e culturale; è un capolavoro che, come la sua protagonista, ci attira nella sua trama, invitandoci ad essere quel che vogliamo e a inventare il nostro destino».

«Lo spettacolo – dice Ignacio García, che ha curato la selezione musicale – presenta una ricca colonna sonora che attinge all’opera italiana. Donizzetti, Bellini, Rossini, e soprattutto Verdi, si imposero nel substrato musicale ed emozionale di varie generazioni che, in Traviata, Sonnambula e in tanti altri titoli simili, lessero autentici esempi di eroismo; ma soprattutto una nuova dimensione di eroina tragica, di donna padrona del proprio destino, pur nel contesto di una cultura patriarcale. Il parallelismo tra la nostra

donna fantasma, anche lei protagonista della propria avventura, e questo universo culturale del melodramma italiano costituisce una sorta di spina dorsale del tessuto sonoro della regia».

Intorno allo spettacolo

In occasione di La dama duende, il Piccolo Teatro, l’Instituto Cervantes e l’Università degli Studi promuovono un ciclo di incontri per approfondire il lavoro, la storia e il metodo della Compañia Nacional de Teatro Clásico che, nei suoi quasi trent’anni di storia, ha realizzato più di 85 produzioni messe in scena in tutto il territorio spagnolo, ma anche in altri luoghi in Europa e America, contribuendo a diffondere il patrimonio del teatro classico spagnolo. Un particolare sguardo, grazie a una mostra e a un incontro dedicato, è rivolto al rapporto tra moda e teatro.

Instituto Cervantes di Milano, via Dante 12 (Sala Mostre) – fino al 26 ottobre, da lunedì a venerdì, 15–19

Mostra: Moda e Teatro Classico

Ingresso libero

 

Instituto Cervantes di Milano, via Dante 12 (Sala Conferenze) – martedì 2 ottobre 2018, ore 18

La moda nel teatro

conversazione con Gianluca Sbicca

 

Chiostro Nina Vinchi, via Rovello 2 – giovedì 8 novembre 2018, ore 17

Incontro con la compagnia e con la regista Helena Pimenta

Ingresso con prenotazione su www.piccoloteatro.org

Università degli Studi di Milano, piazza sant’Alessandro 1 – venerdì 9 novembre 2018, ore 10.30
La Compagnia Nazionale di Teatro Classico, la sua storia e il modo di adattare i testi classici
con la regista Helena Pimenta
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

ESSERE O BENESSERE

15 ottobre 2018 – ore 20,45

GIOVANNI D’ANGELLA

in

 ESSERE O BENESSERE

scritto da Giovanni d’Angella con Giuseppe Della Misericordia

regia Riccardo Piferi

coreografie Emilia Briano

musica de I FATTI COSI’

Dopo i successi televisivi di Colorado su Italia1 ed Eccezionale Veramente su La7, dove ha interpretato il celebre personaggio del Pigro, e le precedenti esperienze a Zelig Off, Zelig Circus, Tu Si Que Vales, Metropolis e il Comedy Tour su SKY, Giovanni d’Angella conquista il prestigioso palco del Teatro Manzoni, già a lui familiare per le assidue precedenti partecipazioni come coach al Manzoni Derby Cabaret.

Questa volta ci propone uno spettacolo innovativo e esilarante, sull’eterna lotta, non tra il bene ed il male, ma tra il bene ed il benessere.

Barese di nascita e milanese di adozione, d’Angella racchiude in sè la solarità della Puglia e l’intraprendenza del Nord. In scena Giovanni è vero e sincero, capace di trascinare il pubblico e farlo ridere fino alle lacrime.

In Essere o Benessere ogni spettatore ritroverà completamente sé stesso e la propria quotidianità. Sul palco Giovanni è tutti Noi. È l’Avatar che, con intelligente ironia, mette in scena i nostri vizi, i nostri costumi e le nostre speranze.

“Perché stiamo sul divano pur sapendo che per stare bene dovremmo andare a correre?”

“Perché mangiamo il tiramisù pur sapendo che per stare bene dovremmo mangiare i broccoli?”

“Perché ogni mattina cerchiamo di guadagnare più soldi e la sera diciamo che i soldi non fanno la felicità?”

Tutte queste domande fanno nascere un dubbio amletico:

“Ma il benessere alla fine ci fa bene o ci male?”

Note di Regia

 

Essere o Benessere è uno spettacolo comico con il ritmo e l’energia di un concerto rock. A metà strada tra la moderna Stand up comedy e il classico teatro brillante. È uno show fisico, di movimento, con ampi respiri e ritmi serrati. La mimica, le camminate, la gestualità di Giovanni nell’interpretare ogni personaggio completano un lavoro, dove gli attualissimi  temi e la freschezza interpretativa si mescolano con i meccanismi del teatro anni 70, portando nuovamente il teatro nel teatro, come spesso accadeva quando lavoravo con Paolo Rossi e Enzo Jannacci.

Le luci, le atmosfere e la musica live dei 3 musicisti Gianluca Turconi, Marcello Calcagnile e Fazio Armellini, che sono anche attori, amplificano l’effetto di un performer scatenato ed elegantemente coinvolgente»

Riccardo Piferi

sito www.giovannidangella.com

fb www.facebook.com/giovannidangellawww.facebook.com/giovanni.dangella3

instagram www.instagram.com/giovannidangella/

 

BIGLIETTI

Prestige € 20,00 – Poltronissima € 18,00 – Poltrona € 15,00 – Under 26 anni € 12,50
 

 

 

 

BIANCANEVE E I SETTE NANI

BIANCANEVE E I SETTE NANI

Milano

TEATRO MANZONI

DOMENICA 4 NOVEMBRE ORE 15.30

LUNEDI’ 5 NOVEMBRE ORE 20.45

Il balletto classico di repertorio Biancaneve e i sette nani arriva al Manzoni di Milano, nella sua versione professionale, mai rappresentata in Italia.

Per due anni di fila, lo spettacolo ha registrato il sold out al teatro degli Arcimboldi, nella versione degli alunni dell’Accademia Ucraina di Balletto.

Ora viene proposto dal Balletto Ucraino, una compagnia stabile che nasce dalla pluriennale esperienza dell’Accademia Ucraina, costituita da ballerini diplomati formatisi secondo la rigida tradizione classica della Metodica Vaganova dei paesi dell’Est.

Il Balletto Ucraino è l’unica compagnia in Italia a detenere i diritti originali, con le musiche di Bogdan Pavlovskij e le coreografie di G. Maiorov.

NADEJDA SCEPACIOVA, ex prima ballerina del Teatro dell’Opera della

Moldavia, oggi docente dell’Accademia, sarà la protagonista del

Balletto a fianco di GENADIJ ZHUKOVSKIJ, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Vilnius.

Realizzato per la prima volta in questa versione al teatro dell’Opera di Kiev nel 1975, questo spettacolo, presente nel repertorio di tutti i più grandi teatri dell’Est Europeo compreso il teatro Bolshoi, è una produzione per bambini e genitori ed è un modo per avvicinare i più piccini al mondo del teatro e della danza attraverso la famosissima e amatissima favola dei Fratelli Grimm. Gli animali del bosco, i fiori e le piante prendono vita e vi portano nel magico mondo di Biancaneve, mentre i sette buffi nani sono protagonisti di momenti di grande divertimento e risate. Il tutto su note musicali appassionanti e con vivaci e colorati costumi.

Il pubblico viene proiettato nella magia di una storia con la quale siamo tutti cresciuti e con la quale sicuramente cresceranno anche i bimbi di questa generazione senza per questo penalizzare tutte le caratteristiche del repertorio classico. Non mancheranno quindi tecnica, virtuosismi, scenografie e costumi di altissimo livello.

QUANDO:

dom, 04/11/18, 15.30 Teatro Manzoni.
Via A. Manzoni 42, 20121 MILANO

lun, 05/11/18, 20.45 Teatro Manzoni.
Via A. Manzoni 42, 20121 MILANO

BIGLIETTI: da 18 a 27 euro + prevendita.

RIDUZIONI GRUPPI E SCUOLE DI DANZA

Biglietteria
Via Manzoni, 42 – Milano
Per prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (Attivo da rete fissa, in orari di cassa)
Per informazioni: telefono 02 7636901
cassa@teatromanzoni.it

 

 

A testa in giù

Dall’11 al 28 ottobre 2018

 

ErreTiTeatro30

presenta

Emilio Solfrizzi   Paola Minaccioni

A TESTA IN GIU’

L’envers du decor

di Florian Zeller

traduzione Giulia Serafini

 

con Viviana Altieri e Bruno Armando

regia Gioele Dix

scena Andrea Taddei costumi Barbara Bessi luci Carlo Signorini

musiche Savino Cesario, Silvano Belfiore

assistente regia Sara Damonte

 

NOTE DI REGIA

Daniel invita a cena, contro il consiglio di sua moglie, Patrick suo migliore amico e la sua nuova partner Emma per la quale ha lasciato la moglie. Emma, giovane e carina provoca una tempesta negli animi dei commensali, scuotendo le loro certezze, risvegliando frustrazione, gelosia e invidia.

L’originalità di A testa in giù sta nel fatto che il pubblico è testimone dei pensieri dei personaggi che parlano in disparte. Grande gioco di attori che svelano con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica.

Il testo è stato portato in scena, nel gennaio 2016, al Théâtre De Paris, con Daniel Auteil nel ruolo di protagonista e regista. Da tempo desideravo lavorare con e per Emilio Solfrizzi. Ci unisce un’antica amicizia e una comune, istintiva fiducia nell’arte della commedia. Ed ecco l’occasione: un nuovo testo di Zeller che sembra scritto apposta per esaltare le sue qualità di comico naturale e di raffinato interprete.

A testa in giù è costruito sull’idea che i personaggi, oltre a parlare normalmente fra loro, esprimano ad alta voce di fronte al pubblico anche i propri pensieri. L’effetto è dirompente e trasforma una comune vicenda in un formidabile e spassoso labirinto di gesti e parole.

Per le attrici e gli attori si tratta di recitare su un doppio binario, una prova al tempo stesso complicata ed esaltante.

Emilio Solfrizzi è un esilarante Daniel, editore colto e maturo, le cui certezze improvvisamente si sgretolano di fronte alla scelta di Patrick (l’ottimo Bruno Armando), amico di un vita, che decide di abbandonare la moglie per mettersi con Emma (la bravissima Viviana Altieri), giovane aspirante attrice. Un avventato e inopportuno invito a cena trasforma l’innocua serata in una sorta di regolamento di conti fra gaffe, equivoci e incomprensioni. E Daniel si ritroverà ben presto a mettere interiormente in discussione gran parte della propria esistenza. Ma sarà la moglie Isabelle, con le sue brillanti doti di saggezza e di acuminata ironia, a salvarlo dal preoccupante precipizio. Nel difficile ruolo della coprotagonista c’è per fortuna Paola Minaccioni, fuoriclasse del teatro comico e non solo, attrice sensibile e versatile, una garanzia.

A testa in giù, uno spettacolo originale e sorprendente che non potrà non piacervi, se amate le commedie intelligenti.

Gioele Dix

BIGLIETTI:
Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00

Poltronissima under 26 € 15,50

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

Daniel – Emilio Solfrizzi

Isabelle – Paola Minaccioni

Patrick – Bruno Armando

Emma – Viviana Altieri

 

ORARI:

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

Corporate Music Contest 2018

Band di avvocati e banchieri si sfidano al Corporate Music Contest.

Il 13 giugno al Fabrique, ore 19,30 

 

In occasione della seconda edizione della Legalcommunity Week, il 13 giugno al Fabrique di Milano andrà in scena l’evento musicale Corporate Music Contest.

Promossa da LC Publishing Group e sotto il Patrocinio del  Comune di Milano, la Legalcommunity Week è un evento internazionale che coinvolge il panorama legale italiano e internazionale.

Il palco del Fabrique diventerà lo scenario per una sfida amichevole tra band composte da avvocati, banchieri e business managers!

A decretare i vincitori ci sarà una giuria di professionisti, fra i quali Paola Folli,  vocal coach di X-Factor e corista di importanti artisti e band italiane come gli Elio e le Storie Tese, Articolo 31, Adriano Celentano e Renato Zero.

Il Corporate Music Contest non è solo un’occasione di divertimento. Il costo del biglietto d’ingresso infatti verrà devoluto in beneficenza al Comitato Collaborazione Medica, organizzazione non governativa fondata nel 1968 da un gruppo di medici torinesi per garantire l’accesso alle cure di base alle persone più vulnerabili dei paesi più poveri.

 

Ti Ribalto. Un racconto sulla disabilità fuori dagli schemi

 Festival delle Arti di Piccola Accademia di Cascina Biblioteca:

un’occasione di incontro, sinergia, confronto e scoperta dell’altro

 

Raccontare la disabilità fuori dagli stereotipi. È la scommessa di Ti Ribalto, il Festival delle arti in programma dall’8 al 10 giugno presso il nuovo Teatro Bruno Munari di Milano, per la prima volta sede della rassegna ideata e curata dalla Piccola Accademia della Cooperativa sociale Cascina Biblioteca.

Più di 80 attori disabili e 40 volontari, tra operatori, educatori e semplici cittadini, sono i protagonisti dei 10 spettacoli in cartellone, che quest’anno arricchisce il suo ventaglio di proposte con una serie di attività pomeridiane pensate per coinvolgere maggiormente il pubblico: proiezioni, laboratori, lezioni aperte e una tavola rotonda organizzata in collaborazione con il Teatro del Buratto.

Ti ribalto – il nome lo suggerisce – racconta la disabilità senza retorica, perché mette in luce abilità e normalità delle persone più fragili grazie all’esperienza teatrale e alla sinergia tra discipline diverse: teatro, danza e musica. Sono loro, i linguaggi universali per il palcoscenico, il filo conduttore di questa quarta edizione che, attraverso l’utilizzo di differenti espressioni artistiche, punta a migliorare la qualità della vita di persone con disabilità fisica o intellettiva.

Il Festival della Piccola Accademia, infatti, si propone come un punto di riferimento e d’incontro per tutte quelle realtà e quei progetti che promuovono l’arte come potente strumento di emancipazione e inclusione.

Nato per presentare il lavoro fatto nei corsi e nei laboratori della Piccola Accademia, Ti Ribalto è diventato in pochi anni una manifestazione culturale tout court conquistando l’attenzione della stampa specializzata e di altre compagnie italiane impegnate nel sociale.

A quest’edizione partecipano in qualità di compagnie ospiti ben quattro associazioni: ATIR – Teatro RinghieraL’Impronta Associazione onlus, il CRAMS – Centro Ricerca Arte Musica e Spettacolo di Lecco e il Gruppo Teatrale ACCUA del Centro Socio Educativo “Francesca” di Urbino. Entro il 2020 – spiegano gli organizzatori – «vogliamo realizzare un festival internazionale, capace di coinvolgere anche realtà provenienti dall’estero. Il nostro obiettivo è di aprirci per rendere la rassegna sempre più interattiva e partecipata, anche da parte del pubblico».

 

DI A DA IN CON SU PER TRA FRA SHAKESPEARE

DAL 23 MAGGIO 2018 AL 25 MAGGIO 2018

DI A DA IN CON SU PER TRA FRA SHAKESPEARE

SERENA SINIGAGLIA ARIANNA SCOMMEGNA MATTIA FABRIS

 

SCRITTO E DIRETTO DA SERENA SINIGAGLIA
COSTUMI FEDERICA PONISSI

 

Di a da in con su per tra fra Shakespeare è la storia di un amore. L’amore per Shakespeare dell’autrice e regista Serena Sinigaglia, in questa occasione anche protagonista in scena a rivelarci la sua vocazione teatrale. E’ una storia irriverente e forse anche un po’ stupida, ma l’amore, si sa, è cieco. E’ la storia di come lei e Shakespeare si siano prima odiati e poi amati pazzamente. E’ la storia della sua giovinezza e del suo mestiere. E’ la storia di come sia arrivata a mettere in scena, appena ventenne, Romeo e Giulietta e Re Lear. E’ la storia di una prima volta, la prima volta che scopriva quanto vicina e toccante potesse essere la parola di un poeta, quanta concreta semplicità, quanta vita dentro le sue storie… quanta parte di lei dentro i suoi versi. Sul palco ad accompagnare la Sinigaglia due storici attori della sua compagnia, Arianna Scommegna e Mattia Fabris.

QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA STAR

DAL 03 MAGGIO 2018 AL 20 MAGGIO 2018

QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA STAR

CORRADO TEDESCHI   BRIGITTA BOCCOLI    ENNIO COLTORTI

 

DI GIANNI CLEMENTI
DA UN’IDEA DI CORRADO TEDESCHI
REGIA ENNIO COLTORTI

CON PATRICIA VEZZULI, CLAUDIO MONETA
E CON TULLIO SORRENTINO
SCENE ANDREA BIANCHI

REGIA ENNIO COLTORTI

 

Quel pomeriggio di un giorno da star!  narra la vicenda di Ambrogio Fumagalli, un piccolo imprenditore fondamentalmente onesto, che sta attraversando un periodo di grave difficoltà economica. Oppresso dai debiti, all’arrivo dell’ennesima cartella erariale, sprofonda nella disperazione. Inoltre, un suo amico della Guardia di Finanza lo avverte che è oggetto di un’inchiesta e i suoi telefoni sono sotto controllo. Ambrogio non sa davvero che pesci prendere, finché nella sua mente si fa strada l’unica soluzione possibile: una rapina in banca. Corrado Tedeschi e Brigitta Boccoli, diretti da Ennio Coltorti, sono i bravissimi protagonisti di questa esilarante commedia di Gianni Clementi, ispirato al famoso film Quel pomeriggio di un giorno da cani con Al Pacino. Una piacevole occasione per suscitare serie riflessioni su cosa possa spingere un uomo onesto a ridursi ad azioni estreme.

Galleria fotografica

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