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I Miserabili

Dal 12 al 24 febbraio

al Piccolo Teatro Strehler

 

Franco Branciaroli è Jean Valjean

I Miserabili di Victor Hugo

con la regia di Franco Però

Franco Branciaroli è Jean Valjean nella messa in scena teatrale di uno dei capolavori della letteratura, I Miserabili di Victor Hugo, al Piccolo Teatro Strehler, dal 12 al 24 febbraio. Lo spettacolo, una produzione Teatro Stabile Del Friuli Venezia Giulia-CTB Centro Teatrale Bresciano-Teatro de Gli Incamminati, è diretto da Franco Però e adattato per la scena da Luca Doninelli.

«La sfida è portare in scena un romanzo immenso, 1500 pagine che appartengono alla storia non solo della letteratura, ma del genere umano», dice Luca Doninelli. «I Miserabili è veramente un fiume in piena di cui noi restituiremo un’onda o poco più», sono le parole di Franco Però.

Un’opera che parla a ogni epoca, perché tocca grandi temi universali: dignità, dolore, misericordia, giustizia, redenzione. «Un’importante induzione verso questa scelta – spiega il regista – viene dal momento che stiamo vivendo nelle società occidentali, dove si assiste all’inesorabile ampliarsi della forbice fra i “molto ricchi” e i “molto poveri”, fra chi è inserito nella società e chi invece ne è ai margini. Victor Hugo continua a stupirci e impressionarci per le assonanze con l’attualità, per la capacità di affrontare temi diversissimi, di mettere assieme momenti alti e momenti bassi».

Nel ruolo del protagonista, Jean Valjean, è Franco Branciaroli che definisce il suo personaggio «uno strano santo, una figura angelico-faustiana. Il ritratto di un’umanità che forse deve ancora venire».

La scenografia firmata da Domenico Franchi è dominata da tre elementi che sembrano una rivisitazione degli antichi periaktoi, che si muoveranno sempre, offrendo la possibilità di continui mutamenti di scena e di sfondo. Lo spettatore potrà interpretarli in modo ogni volta diverso, concreto o metaforico, magari intuendovi le pagine di un libro che gli attori ‘sfoglieranno’, attraversando il grande romanzo di Hugo ed il suo mondo, basso e alto, tragico e mutevole.

I costumi sono stati studiati da Andrea Viotti a partire da illustrazioni francesi dell’epoca, base di una ricostruzione e reinvenzione dalla grande forza evocativa.

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza)

dal 12 al 24 febbraio 2019

I Miserabili

di  Victor Hugo

adattamento teatrale Luca Doninelli

regia di Franco Però

con Franco Branciaroli

e con (in ordine alfabetico)

Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso,

Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana,

Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo

scene Domenico Franchi

costumi Andrea Viotti

luci Cesare Agoni

musiche Antonio Di Pofi

produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia,

CTB Centro Teatrale Bresciano, Teatro de Gli Incamminati

 

Orari:  martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16. Lunedì riposo.

Durata: 2 ore e 45 minuti compreso un intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

 

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

RITRATTO DI DORA M.

Teatro Filodrammatici

12 febbraio / 17 febbraio 2019

 

RITRATTO DI DORA M. 

 

 

progetto a cura di Ferdinando Bruni Francesco Frongia
parole di Fabrizio Sinisi
regia Francesco Frongia
con Ginestra Paladino
musiche originali Carlo Boccadoro
scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Sarah Chiarcos
suono Silvia Laureti
assistente alla regia Michele Basile
direttore dell’allestimento Silvia Laureti
la maschera del Minotauro è di Mimmo Paladino 
produzione Teatro Filodrammatici di Milano
in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia
diretto da Ruggero Cappuccio

 

“Dora Maar sarebbe stata apprezzata e ammirata se non fosse stata l’amante di Picasso? E le sue fotografie sarebbero passate alla storia? Sì, non c’è dubbio. Ma Dora Maar è stata vittima di un cliché: essere, secondo lo stesso Picasso, “La donna che piange”. Così Victoria Combalìa, nell’introduzione al catalogo della mostra “Nonostante Picasso” da lei curata a Palazzo Fortuny a Venezia nel 2014. Dora Maar ha attraversato tutto il ‘900 e nella prima metà della sua vita è stata sempre vicina al cuore della Parigi artistica e culturale dell’epoca, in quel momento magico e irripetibile in cui la città era il centro del mondo. La sua carriera fotografica fu breve, ma intensa: si colloca fra il 1931 e il 1937, anno in cui, spinta da Picasso, abbandonò la fotografia per la pittura, dopo aver testimoniato, con una serie di storici scatti, la creazione di Guernica.
Questo passaggio dalla fotografia, un’arte cheDora padroneggiava con maestria, alla pittura, in cui non arriverà mai a superare una faticosa mediocrità, è uno dei momenti che segnano un percorso esistenziale segnato da brusche cesure e dolorosi cambi di rotta. Al momento dell’incontro con Pablo, Dora è una donna realizzata. Cinque anni dopo, alla fine della sua relazione con Picasso, Dora è una donna spezzata, che si aggira nuda nell’androne di casa sua, in preda a una crisi psicotica.
Dopo un breve periodo “mondano”, Dora Maar poco a poco si chiude in un’esistenza fatta di meditazione, preghiera e solitudine, una clausura misteriosa che durò quasi cinquant’anni e in cui nessuno fu mai ammesso. Sono queste tre immagini di donna così lontane fra loro che affascinano. Dora Maar raggiante musa dei surrealisti, la donna che gioca coi coltelli, Dora Maar, la donna che piange nei ritratti di Picasso, annientata da un amore assoluto, Dora Maar la reclusa, la mistica piegata nel corpo dall’artrosi, ma sempre più raffinata nello spirito

DATE E ORARI DI RAPPRESENTAZIONE
martedì, giovedì e sabato 21.00
mercoledì e venerdì 19.30
domenica 16.00

SIMONE CRISTICCHI MANUALE DI VOLO PER UOMO

Dal 25 al 27 febbraio 2019 ore 20.45

Teatro Manzoni.

 

TSA Teatro Stabile d’Abruzzo e CTB Centro Teatrale Bresciano

presentano

SIMONE CRISTICCHI
MANUALE DI VOLO PER UOMO

regia di ANTONIO CALENDA

scritto da Simone Cristicchi e Gabriele Ortenzi

con la collaborazione di Nicola Brunialti

aiuto regia Ariele Vincenti

scene e costumi Domenico Franchi

musiche originali Gabriele Ortenzi
disegno luci Cesare Agoni
audio Andrea Balducci

luci Veronica Penzo

voce fuori campo Maia Monzani

foto di scena Massimo Battista

tour manager Cristina Piedimonte

distribuzione Corvino Produzioni

 

Il nuovo spettacolo di Simone Cristicchi ha debuttato con straordinario successo in prima nazionale a L’Aquila lo scorso novembre ed è programmato per un lungo tour che lo sta portando sui palcoscenici di tutta Italia.

Un testo, scritto da Simone Cristicchi, direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo, e da Gabriele Ortenzi con la collaborazione di Nicola Brunialti, che vede alla regia Antonio Calenda, firma di tanti spettacoli che hanno fatto la storia del TSA.

Con questa nuova produzione, presentata da  TSA Teatro Stabile d’Abruzzo e CTB Centro Teatrale Bresciano, Simone Cristicchi continuerà a stupire il pubblico teatrale: una nuova invenzione drammaturgica, stavolta ambientata nel mondo attuale, una favola metropolitana ricca di emozione e poesia.

Cos’è che ci impedisce di spiccare il volo? Che senso ha la sofferenza? Cosa vuol dire la parola “amore”?

Nello spettacolo “Manuale di Volo per Uomo”, Cristicchi interpreta Raffaello, un quarantenne rimasto bambino, che possiede dei poteri speciali: la sua mente fotografica è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i particolari, cose apparentemente insignificanti che nascondono un’infinita bellezza. Nel racconto poetico e surreale del suo microcosmo, Raffaello descrive vicende minime ed universali, mettendo in scena davanti ad una madre ritrovata, il suo drammatico percorso di vita, sublimandolo attraverso la poesia, la tenerezza e l’arte. In una sorta di catarsi emotiva, si lascerà alle spalle le pesanti zavorre del passato, e comprenderà di aver costruito il suo personale “Manuale di Volo”. Forse “volare” significa non sentirsi soli, avere il coraggio di buttarsi dentro la vita, mantenendo intatta la purezza del bambino dentro di noi.

E soprattutto non lasciarsi sfuggire la bellezza del mondo che ci circonda, perché “niente è più grande delle piccole cose!”.

 

BIGLIETTI

Prestige € 27,00 – Poltronissima € 25,00 – Poltrona € 18,00 – Under 26 anni € 17,00

 

MANZONI FAMILY FAVOLE AL TELEFONO

Sabato 2 febbraio 2019 ore 15,30

FAVOLE AL TELEFONO

COMMEDIA FANTASTICA IN MUSICA PER GRANDI E PICCINI 

Regia e adattamento Raffaele Latagliata
Musiche originali Maestro
Valentino Corvino,

alla sua prima esperienza come compositore di una commedia musicale
Drammaturgia Pino Costalunga
Vocal Coach Shawna Farrell

Produzione Fondazione Aida e Centro Servizi Culturali Santa Chiara
In collaborazione con BSMT – Bernstein School of Musical Theatre
In previsione del centenario dalla nascita di Gianni Rodari

Ma dove saranno finite le storie piene di fantasia che il ragionier Bianchi era solito raccontare al telefono alla sua bimba ogni sera prima che questa si addormentasse? Che fine hanno fatto le dolcissime strade di cioccolato? I saporitissimi palazzi di gelato? Le tabelline paradossali?

Forse sono rimaste intrappolate proprio nel telefono che Giovannino ha trovato in cantina. Perdute nei suoi fili non riescono più ad uscire.

Fondazione Aida e Centro Servizi Culturali Santa Chiara in collaborazione con BSMT – Bernstein School of Musical Theatre, in previsione del centenario dalla nascita di Gianni Rodari, presentano Favole al telefono una nuova “fiaba in musica” dedicata a tutta la famiglia, che raccoglie alcune delle più celebri favole e filastrocche di Gianni Rodati inserendole all’interno di una trama completamente originale in grado di parlare ai bambini di oggi e a quelli di allora.

Storie, quelle di Rodari, che non conoscono il passare del tempo, che conservano immutate le doti originali di eleganza, ironia e freschezza che da sempre costituiscono i punti di forza di quella inesauribile capacità di invenzione che sapeva coniugare con la puntuale, seria e civile osservazione della realtà contemporanea.
Storie che in Favole al telefono torneranno a prendere vita sulla scena in un vero e proprio carosello musicale sotto forma di canzoni, racconti, filastrocche e piccoli numeri di varietà.

L’adattamento teatrale e la regia sono  firmati da Raffaele Latagliata, che ha alle spalle un lungo percorso professionale come attore e regista sia nel teatro di prosa che in quello musicale, il quale ha curato anche la drammaturgia originale insieme a Pino Costalunga, autore esperto di letteratura per l’infanzia.

Le musiche, tutte originali, sono state composte dal Maestro Valentino Corvino, alla sua prima esperienza come compositore di una commedia musicale. Corvino ha messo la sua esperienza al servizio di uno spettacolo che gioca con i vari generi musicali, tra questi, in particolare, si guarda al garbo e alla delicatezza del Quartetto Cetra. E proprio partendo dai brani orecchiabili, dai testi allegri ma con arrangiamenti raffinati del leggendario quartetto (si ricorda l’interpretazione de Le favole dove stanno della celebre Lucia Mannucci) che le favole torneranno a prendere vita sulla scena risvegliando la voglia di inventare e di giocare con la fantasia.

 “La struttura drammaturgica di questo musical – spiega il Maestro Corvino – mette in fila favole che creano tanti piccoli mondi divertenti e spesso surreali. Questo materiale mi ha dato lo spunto per comporre attingendo ai più diversi linguaggi musicali in un continuo esercizio di stile che fosse il più possibile funzionale al racconto. Ma, come avviene nei testi di Rodari, alla leggerezza di gran parte della narrazione musicale si alternano momenti legati ad un’espressione più intima, perché il fine ultimo di queste favole non è il puro intrattenimento ma l’educazione dei più giovani alla riflessione ed all’utilizzo della fantasia”.

Il cast, composto da Massimo  Finocchiaro (Giovannino), Andrea Rodi (Conte Cornetta), Giulia Ercolessi (Madame Phonè), Francesca Ciavaglia (Biancapagina) e Nicholas Rossi (Gettone), ha avuto  la direzione musicale di Shawna Farrell, direttrice della “BSMT-Bernstein School of Musical Theater”  e considerata a tutt’oggi la più accreditata esperta in materia di musical in Italia.

Completano il team creativo Andrea Coppi per le scenografie, Antonia Munaretti per i costumi, Elisa Cipriani e Luca Condello, ballerini solisti del Corpo di ballo dell’Arena di Verona, che hanno ideato le coreografie.

Lo spettacolo è stato allestito con la collaborazione della Provincia di Trento.


SINOSSI

In scena Giovannino, un ragazzino particolarmente curioso e dalla spiccata fantasia, ha ritrovato in cantina il vecchio  telefono  della mamma; proprio  quel  telefono  al  quale, quando  era bambina, il nonno era solito chiamarla per raccontarle ogni sera una favola prima di  dormire.

Ma dove saranno finite tutte queste storie che la mamma ormai non ricorda più, si domanda Giovannino. Forse sono ancora lì dentro, conservate nella memoria del telefono. Ma quello strano apparecchio è così complicato con quella strana tastiera a disco. E così, per farsi aiutare, Giovannino ha deciso di portarlo a far riparare in un vecchio  negozio di  telefoni  usati: gli Aggiusta Telefoni. Qui incontrerà quattro strani personaggi (lo scorbutico Conte Cornetta, la bizzarra Madame Phonè, la stralunata Biancapagina e l’intraprendente Gettone) grazie ai  quali  le favole torneranno magicamente a prendere vita.

 

 

Note di regia

Raffaele Latagliata

Mi piace pensare questa trasposizione teatrale di Favole al telefono come una commedia fantastica in musica per bambini e non solo. Un modo per cercare di riportare a teatro la leggerezza e la fantasia di alcune delle più belle favole di Gianni Rodari collocandole, però, all’interno di una storia originale che avesse la capacità di parlare ai bambini di oggi ma con quel garbo e quella delicatezza, così rari, che aveva Rodari.

 

Maestro Valentino Corvino

La struttura drammaturgica di questo musical mette in fila favole che creano tanti piccoli mondi divertenti e spesso surreali. Questo materiale mi ha dato lo spunto per comporre attingendo ai più diversi linguaggi musicali in un continuo esercizio di stile che fosse il più possibile funzionale al racconto. Ma, come avviene nei testi di Rodari, alla leggerezza di gran parte della narrazione musicale si alternano momenti legati ad un’espressione più intima, perché il fine ultimo di queste favole non è il puro intrattenimento ma l’educazione dei più giovani alla riflessione ed all’utilizzo della fantasia.

Shawna Farrell

In “Favole al telefono” ho cercato principalmente di mantenere la vocalità dei personaggi anche nel canto, in modo da armonizzarli tutti e amalgamarli il più possibile, per una migliore resa dei cori. 

Si tratta di personaggi ben distinti tra loro, per cui la distribuzione delle armonie negli accordi ha reso il lavoro lungo, in quanto era necessario capire quale combinazione suonasse meglio e in maniera più giusta, per lo stile del pezzo. Una bella sfida, ma sicuramente riuscita grazie alla prontezza dei nostri cinque protagonisti!

 



Raffaele Latagliata (adattamento e regia) ha alle spalle un lungo percorso professionale fatto di esperienze nel teatro di prosa alternate con quelle nel teatro musicale. Diplomatosi presso la BSMT, vanta una lunga collaborazione con la Compagnia della Rancia, ma anche importanti  esperienze con Il Living Theatre di  New York, il teatro  greco di Siracusa e collaborazioni prestigiose con Gianfranco de Bosio, Daniele Salvo, Giancarlo  Sepe, Alfredo Arias, Saverio Marconi, Nicola Piovani, Gabriele Lavia e  Mario Perrotta (con quale vince il Premio Ubu 2015, per il progetto Ligabue). Collabora con Fondazione Aida, firmando regie di musical originali come Il Magico Zecchino d’oro, Buon Natale Babbo Natale, Babbo Natale e la pozione delle 13 erbe e spettacoli di prosa come Pianoforte vendesi. Fondatore con Federica Restani della compagnia teatrale Ars.Creazione e Spettacolo, è attualmente direttore artistico della Fondazione “U. Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo.

Pino Costalunga (drammaturgia) Attore, regista e autore, é dal  2014 direttore artistico  di  Fondazione Aida. Non solo in veste di attore, ma anche come drammaturgo e regista, collabora con diverse compagnie, tra le quali figurano TAG Teatro di Venezia, Teatro Piccionaia di Vicenza, Gran Teatro delle Calabrie, Studio Tre di Perugia, Teatroimmagine di Venezia, Actores Alidos di Cagliari, Papagena di Norrköping (Svezia), Teatro Stabile del Veneto. Nel 1996 fonda Glossa Teatro, un’associazione culturale che organizza spettacoli e laboratori teatrali. Pino Costalunga si dedica anche all’attività didattica tenendo corsi annuali sulla Commedia dell’Arte presso la Scuola d’Arte Kulturama di Stoccolma e l’Accademia Nazionale d’Arte del Cairo. Nel 2013 è uscito un suo libro di filastrocche e poesie sulle regole grammaticali per ‘I tipi’ della Raffaello: “Il Bosco delle Lettere”.

Valentino  Corvino (musiche originali) Diplomato in Violino, Viola e Musica Elettronica e laureato in Discipline della Musica.  Ha diretto l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra “A. Toscanini” di Parma, l’Orquesta Chamartin di Madrid, l’Orchestra da Camera di Imola, l’Orchestra del Teatro di Volterra. Si è esibito in tutto il mondo come solista e come membro di importanti ensembles europei e italiani, collaborando anche con numerosi compositori dell’avanguardia contemporanea, come Sciarrino, Solbiati e Guarnieri e ha diretto numerose orchestre nazionali e internazionali.Ha pubblicato Arkeology con Trilok Gurtu (2007) e Acquario (2004) con Stefano Bollani e Gabriele Mirabassi e ha scritto le musiche per il docu-film È stato morto un ragazzo di Filippo Vendemmiati (David di Donatello 2011). Ha collaborato con grandi artisti come Guccini, Jovanotti, Elio e le storie Tese, Morgan, Bersani, Renga, Silvestri, Ovadia.

Shawna Farrell (vocal coach) è fondatrice e direttrice della “Bernstein School of Musical Theater and the Performing Arts” di Bologna. E’ laureata in Studi Musicali e Vocali presso l’Università di Toronto e diplomata al Royal Conservatory of Music di Toronto in pianoforte e voce. Ha debuttato nel 1981 con la Canadian Opera Company di Toronto e successivamente ha lavorato come cantante e attrice di opere, musical, concerti e film ad Ottawa, Vancouver, Chicago, Baltimora, Philadelphia, Los Angeles e New York. Svolge attività di Masteclass in Italia e all’estero. Shawna Farrell è considerata a tutt’oggi la più accreditata esperta in materia di musical nonché scopritrice di molti talenti in ambito musical.

 

 

La Traviata

La Traviata
Teatro alla Scala
Dall’11 Gennaio al 17 Marzo 2019
Il sontuoso allestimento firmato da Liliana Cavani per la regia, dal premio Oscar Dante Ferretti per le scene e da Gabriella Pescucci per i costumi, che nel 1990 riportò il titolo alla Scala sotto la direzione di Riccardo Muti, torna da gennaio a marzo in due smaglianti vesti musicali. Nelle date di gennaio e febbraio Myung-Whun Chung prosegue il percorso verdiano intrapreso alla Scala con Simon Boccanegra e Don Carlo con un cast formato da Marina Rebeka, oggi tra le interpreti di riferimento del ruolo, e Leo Nucci nella parte di Germont padre, mentre come Alfredo si alternano Francesco Meli, già applaudito accanto a Anna Netrebko nel 2017, e l’emergente Benjamin Bernheim. Nelle tre rappresentazioni di marzo sale sul podio Marco Armiliato con un altro cast di stelle: Sonya Yoncheva come Violetta e ancora Francesco Meli come Alfredo, mentre nella parte di Giorgio Germont ritorna alla Scala Plácido Domingo.

LILLO & GREG in GAGMEN

Dal 4 al 9 dicembre 2018

feriali, 7 e 8 dicembre ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

 Lsd produzioni presenta

 

LILLO & GREG

 

GAGMEN

I fantastici sketch

 

di Claudio GREG Gregori e Pasquale LILLO Petrolo

 

Regia Lillo&Greg e Claudio Piccolotto

con Vania della Bidia, Marco Fiorini e il M. Attilio Di Giovanni

Musiche originali Claudio Gregori e Attilio Di Giovanni

Scene Andrea Simonetti

Costumi NC POP

 

 

SINOSSI                    

Un nuovo sfavillante “varietà” firmato Lillo&Greg che ripropone ulteriori cavalli di battaglia della famosa coppia comica, questa volta tratti non soltanto dal loro repertorio teatrale, ma anche da quello televisivo e radiofonico come “Che, l’hai visto?” (rubrica cult del famigerato programma radiofonico 610 condotto dai due) e “Normal Man” che vede Lillo&Greg nei panni di due supereroi particolari!

L’umorismo colto e sagace della storica coppia comica torna sul palco, più forte che mai, con pillole esilaranti di risate concentrate.

Gagmen, fantastici sketch. Il titolo parla chiaro: la forma più basica e diretta della comicità di Lillo&Greg, gli sketch, essenza più pura del divertimento, depurati da qualsiasi orpello narrativo. Soltanto Lillo, Greg ed il loro carisma per una rivisitazione personale e molto attuale della più classica tradizione di sketch.

Una lettura della realtà colta e intramontabile che non teme confronti stilistici o temporali grazie al suo stretto legame con le attitudini umane più viscerali e per questo immutabili e sempre attuali.

 

 

TEATRO MANZONI

 

BIGLIETTI

Da martedì a giovedì:

Prestige € 31,00 – Poltronissima € 27,00 – Poltrona € 20,00 – Under 26 anni € 19,00

Da venerdì a domenica:

Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00 – Under 26 anni € 22,00

VINCENT VAN GOGH L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO

Dal 15 novembre al 2 dicembre 2018

 

Khora.Teatro e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo

presentano

 

Alessandro Preziosi

VINCENT VAN GOGH

L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO

di Stefano Massini

 

con Francesco Biscione

e con Massimo Nicolini, Roberto Manzi

Alessio Genchi, Vincenzo Zampa

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

disegno luci Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta

musiche Giacomo Vezzani

supervisione artistica Alessandro Preziosi

 

regia Alessandro Maggi

Le austere e slavate pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare.
Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, che si avvale della messa in scena di Alessandro Maggi, è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.
Il testo vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.) firmato da Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta, ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

 

NOTE DI REGIA

Sospensione, labilità, confine. Sono questi i luoghi, accidentati e mobili, suggeriti dalla traiettoria, indotti dallo scavo. Soggetti interni di difficile identificazione, collocati nel complesso meccanismo dell’organicità della mente umana. Offerti e denudati dalla puntuale dinamicità e dalla concretezza del testo, aprono strade a potenziali orizzonti di ricerca. La scrittura di Massini, limpida, squisitamente intrinseca e tagliente, nella sua galoppante tensione narrativa, offre evidentemente la possibilità di questa indagine. Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Van Gogh – internato nel manicomio di Saint Paul de Manson – e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso.

Lo spettacolo è aperto contrappunto all’incalzante partita dialogica. Sottinteso. Latente. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà.
La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto.

In una spaccatura in cui domina la sola logica della sinestesia, nella quale ogni senso è plausibilmente contenitore di sensi altri, modulandone infinite variabili, Van Gogh è significante e significato di sé stesso. Lo scarto emotivo che subisce e da cui è irrimediabilmente dipendente, rappresenta causa ed effetto della sua stessa creazione artistica, non più dissociata dalla singolarità della sua esistenza e lo obbliga a percorrere un sentiero isolato in cui il solo punto fermo resta la plausibilità di una infinita serie di universi possibili nei quali ogni tangibilità può rappresentare il contrario di ciò che è.
La riflessione percorre questa suggestione; non il racconto quindi, ma il divenire e la resa delle infinite varianti conduttrici di un processo creativo filtrate da un’induzione sensoriale il cui respiro, non ultimo, diviene tela su cui restano impresse assenze, mancanze e sorde cecità. Un’evoluzione lucida, condotta nello straziante sforzo di liberarsi e rendersi tangibile, nel volume e nella densità immanente del colore, che smette la sua primaria connotazione e assume i termini di sensi altri e potenzialmente distanti, ponendo in essere una deriva che trova nel suo rovescio la realtà di opera d’arte.

Lo spettacolo accompagna questa non-logica dei sensi, attraverso uno sfiorarsi dei personaggi che fonde il desiderio alla necessità, sviluppando un alternarsi di simmetrie semantiche a dissonanze di cognizione, un conflitto mutabile, ma mai assente.
È in questo campo, su cui si allineano piani paralleli, pur non senza sovrapporsi, che la potenziale oggettività diviene odorare un suono, ascoltare un colore, toccare un sapore, assaggiare un tessuto, vedere un profumo. Un complesso disegno, tuttavia ferocemente semplice, la cui connotazione intrinseca cambia in funzione della distanza da cui lo si guarda o si sceglie di percepirlo. E’ un passaggio aperto alla volta della stretta fessura che permette la visione di un assurdo reso accettabile dalla semplicità espressiva dei sensi che restano qui, nudi e spasmodicamente attivi, esattamente in quel punto della coscienza, attraversato da nient’altro che miliardi e miliardi di neuroni carichi di un unico e solo senso: la vita.
Non più “come siamo fatti”. Ma “di che cosa”.

Alessandro Maggi

 

 

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

Vincent Van Gogh Alessandro Preziosi
Dottor Peyron Francesco Biscione
Theo Van Gogh Massimo Nicolini
Dottor Vernon-Lazàre Roberto Manzi
Roland Vincenzo Zampa
Gustave Alessio Genchi
Voce Vincent bambino Davide Piccirillo

 

 

ORARI:

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

BIGLIETTI:
Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00

Poltronissima under 26 € 15,50

LA DAMA DUENDE

 

di Pedro Calderòn de la Barca

 

La Compañía Nacional de Teatro Clásico

diretta da Helena Pimenta

per la prima volta al Piccolo Teatro di Milano

 

Intorno allo spettacolo una serie di appuntamenti promossi dal Piccolo con l’Instituto Cervantes de Milán e l’Università degli Studi di Milano

Al Teatro Grassi, dall’8 all’11 novembre, va in scena La dama duende di Pedro Calderón de la Barca. Intrighi, equivoci, scambi di persona, travestimenti e amori appassionati in una commedia che invita a riflettere sulla condizione femminile nella Spagna del siglo de oro e che segna la prima volta della Compañía Nacional de Teatro Clásico, diretta da Helena Pimenta, al Piccolo.

Scritta da Pedro Calderón de la Barca nel 1629, La dama duende (La donna fantasma) è una commedia del genere “di cappa e spada”. La trama, ricca di colpi di scena, La commedia ha per protagonista una giovane e bella vedova, Doña Ángela, reclusa tra le pareti domestiche per il lutto, ma anche perché il marito l’ha lasciata priva di mezzi. Uscita di casa velata e di nascosto dai fratelli, Don Juan e Don Luis, Ángela è pedinata dallo stesso Luis, ignaro di stare seguendo la sorella. Spaventata dall’inseguitore, Ángela attira l’attenzione di Don Manuel, che incrocia la spada con Luis e rimane ferito. Riconosciuto in Manuel un vecchio amico, Luis gli offre ospitalità per la convalescenza. Tra Ángela e Manuel è amore a prima vista. Approfittando del classico armadio a doppio ingresso tra la sua stanza e quella dell’ospite, Ángela gli fa visita di notte, terrorizzando il servitore Cosme, che la crede un fantasma….

 

«Dopo La vita è sogno e Il sindaco di Zalamea testi di Calderón che ho già allestito al CNTC – spiega Helena Pimenta, regista dello spettacolo e direttrice della Compañía Nacional de Teatro Clasico di Madrid – affronto lo stesso autore da un’altra prospettiva: quella comica. L’umorismo è il filtro attraverso cui Calderón ci pone domande su questioni come la ricerca della propria identità, lo scontro tra realtà e finzione, la scelta tra essere e apparire (…) Le parole di Calderón, esilaranti e al tempo stessi serissime, figlie del nostro lontano passato, ma riferibili anche a un tempo più vicino – se non addirittura al presente – richiamano la nostra attenzione su situazioni legate alla condizione femminile, ai sentimenti, al tradimento, alla libertà. L’umorismo ci aiuta a non avere paura di affrontarle».

 

«Nella nostra versione – racconta Álvaro Tato, autore dell’adattamento – abbiamo inteso rispettare la musicalità del verso calderoniano e al tempo stesso facilitare la comprensione di costruzioni e termini oggi desueti. Opportuni interventi lessicali e sintattici danno allo spettatore contemporaneo un assaggio del suono “d’oro”, senza privarlo della comprensione di ogni singola parola. La dama duende è un elemento chiave del nostro patrimonio letterario, teatrale e culturale; è un capolavoro che, come la sua protagonista, ci attira nella sua trama, invitandoci ad essere quel che vogliamo e a inventare il nostro destino».

«Lo spettacolo – dice Ignacio García, che ha curato la selezione musicale – presenta una ricca colonna sonora che attinge all’opera italiana. Donizzetti, Bellini, Rossini, e soprattutto Verdi, si imposero nel substrato musicale ed emozionale di varie generazioni che, in Traviata, Sonnambula e in tanti altri titoli simili, lessero autentici esempi di eroismo; ma soprattutto una nuova dimensione di eroina tragica, di donna padrona del proprio destino, pur nel contesto di una cultura patriarcale. Il parallelismo tra la nostra

donna fantasma, anche lei protagonista della propria avventura, e questo universo culturale del melodramma italiano costituisce una sorta di spina dorsale del tessuto sonoro della regia».

Intorno allo spettacolo

In occasione di La dama duende, il Piccolo Teatro, l’Instituto Cervantes e l’Università degli Studi promuovono un ciclo di incontri per approfondire il lavoro, la storia e il metodo della Compañia Nacional de Teatro Clásico che, nei suoi quasi trent’anni di storia, ha realizzato più di 85 produzioni messe in scena in tutto il territorio spagnolo, ma anche in altri luoghi in Europa e America, contribuendo a diffondere il patrimonio del teatro classico spagnolo. Un particolare sguardo, grazie a una mostra e a un incontro dedicato, è rivolto al rapporto tra moda e teatro.

Instituto Cervantes di Milano, via Dante 12 (Sala Mostre) – fino al 26 ottobre, da lunedì a venerdì, 15–19

Mostra: Moda e Teatro Classico

Ingresso libero

 

Instituto Cervantes di Milano, via Dante 12 (Sala Conferenze) – martedì 2 ottobre 2018, ore 18

La moda nel teatro

conversazione con Gianluca Sbicca

 

Chiostro Nina Vinchi, via Rovello 2 – giovedì 8 novembre 2018, ore 17

Incontro con la compagnia e con la regista Helena Pimenta

Ingresso con prenotazione su www.piccoloteatro.org

Università degli Studi di Milano, piazza sant’Alessandro 1 – venerdì 9 novembre 2018, ore 10.30
La Compagnia Nazionale di Teatro Classico, la sua storia e il modo di adattare i testi classici
con la regista Helena Pimenta
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

ESSERE O BENESSERE

15 ottobre 2018 – ore 20,45

GIOVANNI D’ANGELLA

in

 ESSERE O BENESSERE

scritto da Giovanni d’Angella con Giuseppe Della Misericordia

regia Riccardo Piferi

coreografie Emilia Briano

musica de I FATTI COSI’

Dopo i successi televisivi di Colorado su Italia1 ed Eccezionale Veramente su La7, dove ha interpretato il celebre personaggio del Pigro, e le precedenti esperienze a Zelig Off, Zelig Circus, Tu Si Que Vales, Metropolis e il Comedy Tour su SKY, Giovanni d’Angella conquista il prestigioso palco del Teatro Manzoni, già a lui familiare per le assidue precedenti partecipazioni come coach al Manzoni Derby Cabaret.

Questa volta ci propone uno spettacolo innovativo e esilarante, sull’eterna lotta, non tra il bene ed il male, ma tra il bene ed il benessere.

Barese di nascita e milanese di adozione, d’Angella racchiude in sè la solarità della Puglia e l’intraprendenza del Nord. In scena Giovanni è vero e sincero, capace di trascinare il pubblico e farlo ridere fino alle lacrime.

In Essere o Benessere ogni spettatore ritroverà completamente sé stesso e la propria quotidianità. Sul palco Giovanni è tutti Noi. È l’Avatar che, con intelligente ironia, mette in scena i nostri vizi, i nostri costumi e le nostre speranze.

“Perché stiamo sul divano pur sapendo che per stare bene dovremmo andare a correre?”

“Perché mangiamo il tiramisù pur sapendo che per stare bene dovremmo mangiare i broccoli?”

“Perché ogni mattina cerchiamo di guadagnare più soldi e la sera diciamo che i soldi non fanno la felicità?”

Tutte queste domande fanno nascere un dubbio amletico:

“Ma il benessere alla fine ci fa bene o ci male?”

Note di Regia

 

Essere o Benessere è uno spettacolo comico con il ritmo e l’energia di un concerto rock. A metà strada tra la moderna Stand up comedy e il classico teatro brillante. È uno show fisico, di movimento, con ampi respiri e ritmi serrati. La mimica, le camminate, la gestualità di Giovanni nell’interpretare ogni personaggio completano un lavoro, dove gli attualissimi  temi e la freschezza interpretativa si mescolano con i meccanismi del teatro anni 70, portando nuovamente il teatro nel teatro, come spesso accadeva quando lavoravo con Paolo Rossi e Enzo Jannacci.

Le luci, le atmosfere e la musica live dei 3 musicisti Gianluca Turconi, Marcello Calcagnile e Fazio Armellini, che sono anche attori, amplificano l’effetto di un performer scatenato ed elegantemente coinvolgente»

Riccardo Piferi

sito www.giovannidangella.com

fb www.facebook.com/giovannidangellawww.facebook.com/giovanni.dangella3

instagram www.instagram.com/giovannidangella/

 

BIGLIETTI

Prestige € 20,00 – Poltronissima € 18,00 – Poltrona € 15,00 – Under 26 anni € 12,50
 

 

 

 

BIANCANEVE E I SETTE NANI

BIANCANEVE E I SETTE NANI

Milano

TEATRO MANZONI

DOMENICA 4 NOVEMBRE ORE 15.30

LUNEDI’ 5 NOVEMBRE ORE 20.45

Il balletto classico di repertorio Biancaneve e i sette nani arriva al Manzoni di Milano, nella sua versione professionale, mai rappresentata in Italia.

Per due anni di fila, lo spettacolo ha registrato il sold out al teatro degli Arcimboldi, nella versione degli alunni dell’Accademia Ucraina di Balletto.

Ora viene proposto dal Balletto Ucraino, una compagnia stabile che nasce dalla pluriennale esperienza dell’Accademia Ucraina, costituita da ballerini diplomati formatisi secondo la rigida tradizione classica della Metodica Vaganova dei paesi dell’Est.

Il Balletto Ucraino è l’unica compagnia in Italia a detenere i diritti originali, con le musiche di Bogdan Pavlovskij e le coreografie di G. Maiorov.

NADEJDA SCEPACIOVA, ex prima ballerina del Teatro dell’Opera della

Moldavia, oggi docente dell’Accademia, sarà la protagonista del

Balletto a fianco di GENADIJ ZHUKOVSKIJ, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Vilnius.

Realizzato per la prima volta in questa versione al teatro dell’Opera di Kiev nel 1975, questo spettacolo, presente nel repertorio di tutti i più grandi teatri dell’Est Europeo compreso il teatro Bolshoi, è una produzione per bambini e genitori ed è un modo per avvicinare i più piccini al mondo del teatro e della danza attraverso la famosissima e amatissima favola dei Fratelli Grimm. Gli animali del bosco, i fiori e le piante prendono vita e vi portano nel magico mondo di Biancaneve, mentre i sette buffi nani sono protagonisti di momenti di grande divertimento e risate. Il tutto su note musicali appassionanti e con vivaci e colorati costumi.

Il pubblico viene proiettato nella magia di una storia con la quale siamo tutti cresciuti e con la quale sicuramente cresceranno anche i bimbi di questa generazione senza per questo penalizzare tutte le caratteristiche del repertorio classico. Non mancheranno quindi tecnica, virtuosismi, scenografie e costumi di altissimo livello.

QUANDO:

dom, 04/11/18, 15.30 Teatro Manzoni.
Via A. Manzoni 42, 20121 MILANO

lun, 05/11/18, 20.45 Teatro Manzoni.
Via A. Manzoni 42, 20121 MILANO

BIGLIETTI: da 18 a 27 euro + prevendita.

RIDUZIONI GRUPPI E SCUOLE DI DANZA

Biglietteria
Via Manzoni, 42 – Milano
Per prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (Attivo da rete fissa, in orari di cassa)
Per informazioni: telefono 02 7636901
cassa@teatromanzoni.it

 

 

Galleria fotografica

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