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Enrico Fornito: il commercialista che “anticipa” il legislatore

Mentre il legislatore alza progressivamente l’asticella degli obblighi di governo del rischio fiscale per le imprese che vogliono aderire a un sistema di cooperative compliance, le PMI strutturate che scelgono di anticipare il cambiamento si trovano con un vantaggio competitivo difficile da replicare. Enrico Fornito, commercialista e autore del libro Verifica Fiscale, analizza il nuovo scenario e spiega perché la governance fiscale volontaria è oggi una scelta strategica, non un lusso.

Il panorama normativo italiano in materia di controllo fiscale e adeguati assetti organizzativi è in continua evoluzione. Dall’introduzione del Codice della crisi d’impresa fino alle più recenti disposizioni in tema di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, il messaggio del legislatore è inequivocabile: le imprese devono dotarsi di strutture interne capaci di intercettare il rischio prima che si trasformi in emergenza. L’obbligo, oggi, colpisce in modo diretto le realtà sopra determinate soglie dimensionali; ma il punto più interessante – e meno discusso – riguarda ciò che accade al di sotto di quelle soglie, là dove operano migliaia di PMI con fatturati rilevanti e strutture organizzative spesso inadeguate alla complessità che gestiscono.

È in questo spazio che si colloca la riflessione di Enrico Fornito, commercialista bergamasco con un percorso professionale “atipico” – dalla Guardia di Finanza alla Polizia tributaria, dall’Ufficio Fiscale di un istituto bancario alla fondazione del proprio Studio nel 2001 – e autore del libro Verifica Fiscale, un’opera che non si propone come manuale difensivo, ma come strumento di consapevolezza organizzativa per imprenditori e professionisti.

Il trend normativo: da obbligo per pochi a standard per tutti

La direzione intrapresa dal sistema normativo italiano negli ultimi anni è chiara. L’obbligo di dotarsi di adeguati assetti organizzativi, sancito dall’art. 2086 del Codice civile nella sua formulazione riformata, ha esteso a tutte le imprese – indipendentemente dalla forma societaria – il dovere di strutturarsi in modo da rilevare tempestivamente segnali di crisi. Parallelamente, le disposizioni in materia di cooperative compliance e i modelli di gestione del rischio fiscale hanno tracciato un percorso che, per le grandi imprese, è già realtà operativa.

Ciò che molti imprenditori di PMI strutturate – realtà con fatturati a partire da un milione e mezzo di euro – non hanno ancora colto è che la traiettoria normativa punta verso un progressivo allargamento di questi obblighi. Chi oggi si muove in anticipo non sta semplicemente “facendo il bravo”, sta costruendo un’infrastruttura organizzativa che, nel momento in cui l’obbligo diventerà cogente, sarà già operativa e collaudata.

Il vantaggio competitivo della governance fiscale volontaria

Enrico Fornito, nel suo libro, introduce un concetto che merita attenzione: l’adozione volontaria di un tax control framework da parte delle PMI che non vi sono ancora obbligate. Non si tratta di un esercizio accademico, ma di una scelta operativa con ricadute concrete.

Un framework di governance fiscale volontario consente di:

  • Mappare le aree di rischio prima che diventino contestazioni, trasformando la prevenzione in un processo continuo, anziché in una reazione emergenziale.
  • Formalizzare i processi decisionali in ambito fiscale, garantendo che le scelte non siano frutto di improvvisazione o di deleghe informali, ma di percorsi tracciabili e documentati.
  • Garantire coerenza e tracciabilità nelle scelte fiscali, un elemento che, in caso di verifica, rappresenta il primo e più efficace strumento di tutela.
  • Integrare il check-up fiscale periodico nella routine aziendale, al pari del controllo di gestione o dell’analisi dei flussi di cassa.

La logica è quella di passare da un approccio reattivo – “aspetto la verifica e poi mi difendo” – a un approccio proattivo, dove la struttura organizzativa stessa diventa il primo presidio di legalità e solidità.

La doppia prospettiva: verificatore e consulente

Ciò che rende la posizione di Enrico Fornito particolarmente rilevante in questo dibattito è la sua doppia esperienza professionale. Avendo operato prima come verificatore fiscale nella Guardia di Finanza e nella Polizia tributaria e, successivamente, come professionista che assiste le imprese durante le verifiche, la sua analisi si fonda su una conoscenza diretta di entrambi i lati del processo.

Questa prospettiva emerge con chiarezza nel libro Verifica Fiscale, in cui l’autore non si limita a descrivere cosa accade durante un controllo, ma illustra gli strumenti organizzativi che permettono di affrontarlo con lucidità. Il punto centrale non è evitare la verifica – eventualità fisiologica in un sistema tributario funzionante – ma arrivarci con una struttura che dimostri trasparenza, coerenza e consapevolezza delle proprie scelte.

Come afferma lo stesso Fornito: “Strutturarsi prima dell’obbligo normativo è una scelta di maturità aziendale”; una frase che sintetizza un approccio lontano tanto dalla retorica dell’elusione quanto dall’ansia dell’adempimento subìto.

Il caso delle PMI strutturate: un vuoto da colmare

Nel tessuto imprenditoriale italiano esiste una fascia di imprese particolarmente esposta a questo tema. Sono le PMI con fatturati significativi, spesso in crescita, che si trovano in una zona grigia: troppo grandi per essere gestite con l’informalità della micro-impresa, ma non ancora abbastanza dimensionate – o non ancora consapevoli – per dotarsi di strutture di governance fiscale evolute.

È un territorio che Enrico Fornito conosce bene, grazie sua attività quotidiana presso lo Studio di Bergamo, fondato nel 2001 e organizzato come un sistema integrato di consulenza contabile, fiscale, aziendale strategica e contenzioso tributario. L’esperienza sul campo – inclusa la gestione di casi complessi, come ristrutturazioni del debito pluriennali che hanno salvato aziende e decine di posti di lavoro – conferma un dato: le imprese che investono in organizzazione interna affrontano le criticità, fiscali e non, con strumenti incomparabilmente più efficaci rispetto a chi si affida alla gestione emergenziale.

Oltre l’adempimento: un cambio di mentalità

Il nodo centrale della questione non è tecnico, ma culturale. Per molti imprenditori, il rapporto con il fisco resta confinato nella dimensione dell’obbligo e, spesso, della diffidenza. La compliance è percepita come un costo, non come un investimento. La verifica fiscale è vissuta come un’aggressione, non come un momento in cui dimostrare la solidità della propria organizzazione.

Fornito, che nel suo approccio professionale pone l’ascolto dell’imprenditore come fase preliminare e imprescindibile di qualsiasi intervento, sottolinea un aspetto spesso trascurato: prima di essere guidato, l’imprenditore ha bisogno di essere compreso nella sua pressione quotidiana. Solo a partire da questa comprensione è possibile costruire un percorso di strutturazione che non sia percepito come un’imposizione, ma come una scelta consapevole di crescita.

Il libro Verifica Fiscale si inserisce esattamente in questo spazio: non è uno strumento per pagare meno imposte né una soluzione magica per problemi fiscali. È un invito – documentato, tecnico e al tempo stesso accessibile – a ripensare il rapporto tra impresa e sistema tributario in chiave strategica.

Lo scenario che si profila

Le imprese che oggi scelgono di adottare volontariamente un framework di governance fiscale, di effettuare check-up periodici e di rendere effettivamente funzionanti i propri assetti organizzativi non stanno anticipando un obbligo per compiacere il legislatore. Stanno costruendo un vantaggio competitivo strutturale: maggiore credibilità verso il sistema bancario, minore esposizione al rischio sanzionatorio, capacità di attrarre e trattenere collaboratori qualificati e – non ultimo – serenità operativa per chi guida l’impresa.

In un contesto in cui la normativa si muove con crescente decisione verso modelli di controllo sempre più capillari, la domanda che ogni imprenditore strutturato dovrebbe porsi non è se dovrà adeguarsi, ma quando e a quale costo, se lo farà in ritardo.

La maturità aziendale, oggi, passa anche dal fisco; e chi lo ha capito per primo non sta semplicemente rispettando una regola: sta ridefinendo il proprio modo di fare impresa.

Per informazioni sullo Studio e sui servizi di consulenza: www.studiofornito.it.