L’8 giugno 2026 al Teatro Arcimboldi di Milano il giornalista e scrittore debutta con un nuovo spettacolo dedicato ai sentimenti contemporanei. In scena un racconto intimo costruito tra narrazione, riflessione e confessione pubblica.
Dopo il successo dei suoi incontri teatrali e delle tournée tratte dai libri più popolari, Massimo Gramellini torna a teatro con un nuovo progetto dal titolo L’ora di educazione sentimentale, in programma a Milano domenica 8 giugno 2026 alle ore 21 al TAM Teatro Arcimboldi Milano.
Lo spettacolo, scritto insieme alla sceneggiatrice e autrice Simona Sparaco, con la regia di Enrico Zaccheo, nasce da un’intuizione semplice: l’educazione sentimentale come materia assente nei percorsi formativi tradizionali, ma decisiva nella costruzione della vita adulta.
Più che uno spettacolo teatrale in senso classico, il format si muove nella zona di confine tra monologo, racconto autobiografico e dialogo emotivo con il pubblico. Una formula ormai riconoscibile nel percorso di Gramellini, che trasferisce sul palco il linguaggio diretto e riflessivo sviluppato negli anni tra televisione, editoria e giornalismo.
Il cuore del progetto sta nella volontà di affrontare temi universali come relazioni, fragilità, amore, paure, aspettative, attraverso una narrazione accessibile e fortemente empatica. Ironia e commozione si alternano in un racconto che punta più all’identificazione personale dello spettatore che alla costruzione di una vera drammaturgia teatrale tradizionale.
La produzione è firmata da Savà Produzioni Creative insieme a The Italian Literary Agency, realtà sempre più presenti nella costruzione di eventi culturali che mescolano editoria, spettacolo e intrattenimento dal vivo.
L’arrivo dello spettacolo al Teatro Arcimboldi conferma anche una tendenza ormai consolidata nel panorama teatrale milanese: l’apertura crescente verso format ibridi, capaci di intercettare pubblici trasversali e non necessariamente abituali frequentatori della prosa contemporanea. In questo senso Gramellini rappresenta una figura particolare, a metà tra autore, divulgatore e performer emotivo.
Non mancano però alcuni elementi che potrebbero dividere il pubblico più legato al teatro di ricerca o alla scrittura scenica tradizionale. “L’ora di educazione sentimentale” sembra infatti puntare soprattutto sulla dimensione motivazionale e sulla condivisione emotiva collettiva, privilegiando il coinvolgimento diretto rispetto alla sperimentazione teatrale.
Ma è probabilmente proprio questa immediatezza il motivo del forte richiamo di spettacoli simili: offrire uno spazio di riconoscimento personale in un tempo culturale dominato da comunicazione veloce e relazioni sempre più frammentate. Un teatro che non cerca la distanza critica, ma la vicinanza emotiva.












