Teatro

La Scuola di Ballo della Scala torna allo Strehler

Dal 7 al 10 maggio la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna sul palco del Teatro Strehler, uno dei luoghi simbolo della scena cittadina. Un appuntamento che si configura come un banco di prova per le nuove generazioni della danza italiana.

Alla guida del progetto c’è Frédéric Olivieri, che firma anche l’apertura dello spettacolo: una Presentazione costruita sugli Études di Carl Czerny. Il pezzo, lontano da qualsiasi intento spettacolare fine a sé stesso, mette a fuoco il percorso didattico della scuola, rendendo visibile la progressione tecnica degli allievi. Una scelta che rivela una precisa idea di formazione: la scena come naturale prosecuzione dello studio, non come semplice esibizione.

Il cuore classico della serata è affidato a Paquita, nella versione ottocentesca di Marius Petipa, qui ripresa da Tatiana e Leonid Nikonov. Il celebre Grand Pas Classique, con le sue variazioni e la coda virtuosistica, resta uno dei passaggi più impegnativi per giovani interpreti. Eppure è proprio in questo terreno codificato che emergono maturità e precisione: il passo a due dei protagonisti, affidato agli allievi dell’ultimo corso, mostra un equilibrio tra rigore accademico e consapevolezza scenica, mentre il corpo di ballo contribuisce a disegnare geometrie pulite e leggibili.

Il passaggio al contemporaneo segna un cambio netto di linguaggio. Rossini Cards di Mauro Bigonzetti — già entrato nel repertorio della scuola — gioca su una fisicità dinamica e frammentata, in dialogo con le partiture di Gioachino Rossini. Qui i giovani danzatori abbandonano la verticalità classica per esplorare un movimento più fluido, fatto di incastri, prese e improvvisi cambi di ritmo. L’atmosfera si fa più leggera, a tratti ironica, senza rinunciare a una precisione quasi musicale.

Chiude il programma Bolero X di Shahar Binyamini, su musica di Maurice Ravel. Qui la scena si riempie: cinquanta interpreti costruiscono un tessuto collettivo denso, attraversato da torsioni e movimenti ripetitivi che amplificano il carattere ipnotico della partitura. L’effetto è quasi rituale, con un’energia che cresce progressivamente fino a saturare lo spazio scenico.

Nel complesso, lo spettacolo evita il rischio dell’esercizio accademico, proponendo invece un percorso che riflette le tensioni attuali della danza: da un lato la necessità di preservare il repertorio, dall’altro l’urgenza di confrontarsi con linguaggi contemporanei. In questo senso, la tappa allo Strehler si inserisce in una stagione particolarmente intensa per la scuola, che continua a muoversi tra Milano e contesti internazionali, contribuendo a mantenere vivo il dialogo tra formazione e produzione.

Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala
Teatro Strehler
Date: 7–10 maggio 2026
Biglietti: disponibili online sul sito del Piccolo Teatro (www.piccoloteatro.org)