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Melanoma: la salvezza si chiama prevenzione

Il melanoma è uno dei tumori più aggressivi in assoluto. Causato dalla proliferazione anomala dei melanociti, una delle tipologie di cellule che formano la pelle, l’organo più esteso del nostro corpo, è al centro, negli ultimi anni, di cambiamenti che meritano attenzione.

Il primo riguarda l’abbassamento dell’età media dei pazienti: praticamente assente nei bambini, fino a qualche anno fa tendeva a insorgere con l’avanzare dell’età.

Oggi come oggi, rappresenta uno dei tumori più frequenti fra gli under 30. Per i pazienti italiani under 50, rappresenta, in Italia, il terzo tumore per numero di diagnosi (parliamo di dati che riguardano entrambi i sessi).

Una cosa che non tutti sanno è che, quando si parla di melanoma, si inquadra solo una delle varie tipologie di tumore alla pelle. Si tratta, però, di quella oggettivamente più aggressiva.

Più che in altri casi, la prevenzione va considerata un’alleata che salva la vita.

Per rendersene conto basta ricordare che il principale fattore di rischio è l’esposizione incontrollata al sole.

Si tratta di un’evenienza da evitare già dai primi anni di vita.

Esporre i più piccoli al sole senza un’adeguata protezione data dalle creme, oltre ad aumentare la possibilità che si scottino comporta dei danni ai melanociti che, nel corso del tempo, sono maggiormente sensibili a fenomeni proliferativi anomali.

Attenzione: a essere pericolosa non è solo la luce solare naturale, ma anche quella dei lettini e delle docce solari nei centri estetici.

Abusare di questi macchinari, o utilizzarli senza aver prima applicato la crema protettiva migliore per il proprio fototipo è, secondo diversi esperti, un’abitudine che ha contribuito alla crescita dei numeri del melanoma negli ultimi anni.

L’importanza della prevenzione

La prevenzione, come già accennato, rappresenta un’alleata impareggiabile quando si parla di protezione contro il melanoma.

Da citare sono case history di valore come quello dell’Australia, il cui sistema sanitario nazionale ha iniziato, ormai diversi decenni fa, campagne di prevenzione massive contro il melanoma.

Queste ultime hanno portato al concretizzarsi di comportamenti virtuosi come il fatto di portare i bambini al mare con delle tutine.

I risultati sopra citati sono tutto tranne che recenti: con una delle campagne di prevenzione storiche, ancora oggi citata nei testi scientifici, nel periodo compreso fra il 1998 e il 2003 è stato possibile prevenire l’insorgenza di oltre 100.000 casi di cancro.

Altri consigli di prevenzione

Moderare l’esposizione al sole è solo uno dei consigli di prevenzione che si possono seguire per proteggersi dal melanoma.

Oltre al quanto, conta molto anche il quando: se possibile, è il caso di evitare di stare sotto il sole dalle 10 alle 16.00, le ore più calde della giornata e, come già accennato, utilizzare creme protettive con un SPF adeguato al proprio fototipo.

In molti commettono l’errore di usare il suddetto prodotto solamente quando arriva il momento di prendere il sole al mare: il fattore di protezione solare dovrebbe caratterizzare anche le creme da giorno che si usano durante tutto il resto dell’anno.

La classica giornata uggiosa autunnale e invernale non deve far pensare che il sole non rappresenti un pericolo per la pelle.

Tornando all’estate, un’altra regola preventiva importante è quella di indossare, quando si passa il tempo sotto al sole, indumenti e accessori che proteggono la pelle, dalla camicia, anche leggera, al cappello.

L’autoanalisi dei nei

La conoscenza è potere e salva la vita. Questo vale ancora di più per il melanoma, un tumore che, in Italia, uccide diverse migliaia di persone ogni anno (parliamo di un tasso di mortalità compreso tra 5/6 individui ogni 10.000 abitanti).

Per proteggersi, è fondamentale conoscere le caratteristiche dei nei sospetti.

Ecco alcuni campanelli d’allarme davanti ai quali è opportuno prenotare una visita dermatologica:

  • Asimmetria
  • Diametro superiore a 0,5 cm
  • Colore non omogeneo
  • Cambiamenti rapidi nel corso del tempo

Questi segnali vanno presi ancora più sul serio nel momento in cui sono presenti fattori di rischio come la pelle e i capelli chiari e una storia clinica con casi di scottature negli anni dell’infanzia. Lo stesso vale anche per i soggetti con pelle lentigginosa.

Il controllo dal dermatologo

A cadenza annuale, è opportuno sottoporsi a un controllo dei nei da parte del dermatologo.

La mappatura dei nei è un esame privo di invasività, indolore e rapido. Attraverso la tecnica dell’epiluminescenza, lo specialista analizza le peculiarità morfologiche e cromatiche del neo, il tutto dopo aver raccolto i dati anamnestici dal paziente.

Come si può leggere sul sito di D&C Derma, punto di riferimento da anni per chi vuole effettuare la mappatura nei a Monza in una location molto comoda anche per chi arriva da Milano, l’efficienza degli strumenti tecnologici si unisce alla competenza del medico, che deve essere in grado di ricavare dati potenzialmente utili anche attraverso il semplice esame senza il dermatoscopio.

In caso di lesione sospetta, il dermatologo ha il compito di prescrivere una biopsia.

L’intervento di rimozione della lesione, che viene successivamente analizzata al microscopio, può essere effettuato in day hospital.