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Milano-Cortina 2026: i consigli della SIR per i pazienti reumatologici

In vista di Milano-Cortina 2026, la Società Italiana di Reumatologia chiarisce: freddo ed esercizio non sono nemici delle articolazioni. Ecco dati, benefici e regole pratiche per allenarsi in sicurezza.

Sci, ciaspolate, pattinaggio: per anni sono stati considerati attività “vietate” a chi convive con una malattia reumatologica. Oggi non è più così. In vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, la Società Italiana di Reumatologia (SIR) ribadisce un messaggio chiaro: con le giuste precauzioni, anche i pazienti reumatologici possono praticare sport invernali in modo sicuro, ottenendo benefici concreti per la salute.

Secondo gli esperti SIR, l’idea che il freddo peggiori le malattie reumatologiche o che l’attività fisica danneggi le articolazioni non è supportata dalle evidenze scientifiche. Il freddo può aumentare temporaneamente la rigidità muscolare e la percezione del dolore, ma non causa né riattiva la malattia. L’esercizio, se adeguato alla condizione clinica, riduce il dolore, migliora la mobilità, rafforza muscoli e ossa e ha effetti positivi sull’umore e sulla qualità del sonno. In altre parole, il movimento è parte integrante della terapia reumatologica, non un rischio da evitare.

Quali sport sono più indicati

Non esistono sport “proibiti”, ma neppure attività valide per tutti. La scelta deve essere personalizzata in base al tipo di malattia, alla fase clinica, al livello di disabilità e all’allenamento della persona. Tra le attività invernali considerate più complete ci sono sci di fondo, ciaspolate, pattinaggio su ghiaccio. Questi sport migliorano equilibrio, coordinazione, forza neuromuscolare e contribuiscono a mantenere la densità ossea, un aspetto particolarmente importante per chi è a rischio di osteoporosi.

Uno dei punti chiave sottolineati dalla SIR è la preparazione. Non basta indossare gli scarponi e partire: è necessario lavorare prima su equilibrio, postura, stabilità articolare e controllo del movimento. Allenare solo la forza senza una buona base di equilibrio aumenta il rischio di infortuni e riduce i benefici dell’attività. Per questo, soprattutto all’inizio, è consigliabile farsi seguire da professionisti: reumatologo, medico dello sport, chinesiologo o fisioterapista. In questo modo si può costruire un programma su misura, realistico e sicuro.

Promuovere l’attività fisica tra le persone con malattie reumatologiche ha anche un valore di salute pubblica. Fumo, obesità e sedentarietà sono fattori di rischio che incidono sull’insorgenza e sull’evoluzione di molte patologie reumatiche. Muoversi regolarmente contribuisce a ridurre questi rischi e a migliorare lo stato di salute generale, non solo quello articolare.

Inoltre, grazie ai progressi delle terapie, oggi molte persone raggiungono la remissione della malattia e, in alcuni casi, riescono a ridurre o sospendere il cortisone. Questo rende ancora più importante investire sullo stile di vita, perché il benessere non dipende solo dai farmaci.

Le cinque regole d’oro della SIR

Per praticare sport invernali in sicurezza, i reumatologi indicano cinque raccomandazioni fondamentali:

  • Personalizzare l’attività
    Scegliere sport, intensità e carichi in base alla propria condizione clinica, evitando sovraccarichi articolari eccessivi.

  • Prepararsi prima della stagione
    Lavorare su equilibrio, postura e controllo del movimento nei mesi precedenti.

  • Affidarsi a specialisti
    Costruire il programma insieme a reumatologo, medico dello sport e professionisti dell’esercizio.

  • Riscaldarsi sempre
    Un riscaldamento attivo riduce rigidità muscolare e rischio di infortuni.

  • Proteggersi dal freddo
    Utilizzare abbigliamento tecnico adeguato per mantenere muscoli e articolazioni al caldo.

Il messaggio che arriva dalla reumatologia è chiaro: non si tratta di fermarsi, ma di muoversi in modo consapevole, sicuro e adatto alle proprie condizioni. Lo sport, anche in inverno, non è solo competizione, ma cultura del corpo, rispetto dei limiti e prevenzione. E in questo senso, Milano-Cortina 2026 può diventare non solo un grande evento sportivo, ma anche un’occasione per promuovere uno stile di vita attivo e inclusivo, capace di migliorare la qualità della vita di migliaia di persone con malattie reumatologiche.