Dal 7 al 30 dicembre 2025 – Teatro alla Scala.
Il capolavoro di Šostakovič inaugura la nuova stagione del Teatro alla Scala il 7 dicembre.
Nel cinquantenario della morte di Šostakovič, il Teatro alla Scala inaugura la nuova Stagione con il suo capolavoro Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk. Sul podio Riccardo Chailly, alla sua dodicesima inaugurazione consecutiva, che riporta in scena la versione originale del 1934, che scatenò la furia della critica sovietica e segnò un punto di non ritorno nella storia dell’arte nell’era staliniana.
L’opera, tratta dal racconto di Nikolaj Leskov, racconta la vicenda di Katerina Izmajlova, giovane sposa soffocata da un matrimonio senza amore e da una famiglia oppressiva. L’incontro con l’amante Sergej innesca una spirale di passione e delitto: prima il suocero tirannico, poi il marito diventano vittime di un crescendo tragico che condurrà i due amanti alla deportazione in Siberia. Tradita e umiliata, Katerina sceglierà infine il suicidio. Un dramma feroce, moderno, che Šostakovič trasforma in una partitura esplosiva e profondamente teatrale.
Dopo il trionfo del debutto a San Pietroburgo nel 1934, l’opera sembrava destinata a diventare il primo capitolo di una trilogia sulla condizione femminile in Russia. Ma nel gennaio 1936, dopo che Stalin assistette a una rappresentazione a Mosca, il giornale ufficiale del regime, la Pravda, pubblicò la celebre stroncatura Caos invece di musica. Il verdetto fu immediato: l’opera venne ritirata dai teatri e Šostakovič si trovò improvvisamente nel mirino dello stalinismo culturale. Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk divenne così simbolo di un’arte troppo audace per sopravvivere.
Nel 1963 il compositore ne presentò una versione rivista, Katerina Izmajlova, più aderente ai dettami del regime. Oggi la Scala riporta in vita la forza primigenia della versione del 1934. Con questa scelta, il Teatro alla Scala propone non solo un titolo d’importanza storica, ma anche un’opera che dialoga con il nostro presente: la libertà artistica, il rapporto tra individuo e potere, l’urgenza di un linguaggio teatrale capace di scuotere e interrogare.
A firmare la nuova produzione scaligera è il regista russo Vasily Barkhatov, al suo debutto alla Scala, con le scene di Zinovy Margolin e i costumi di Olga Shaishmelashvili.
Nei panni di Katerina L’vovna Izmajlova c’è la soprano Sara Jakubiak, Sergej è interpretato da Najmiddin Mavlyanov, il marito Zinovij Borisovič Izmajlov da Yevgeny Akimov e il suocero Boris Timofeevič Izmajlov da Alexander Roslavets.
Dopo la serata inaugurale del 7 dicembre, lo spettacolo tornerà in scena il 10, 13, 16, 19, 23 e 30 dicembre.
La Prima sarà trasmessa in diretta televisiva in Italia su Rai 1 e RaiPlay, in diretta radiofonica su Rai Radio 3 ed Euroradio, proiettata su maxischermo nell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II e in numerosi altri luoghi della città. La rappresentazione sarà inoltre diffusa in diretta internazionale e proposta in un circuito di sale cinematografiche in Italia e all’estero. Come ogni anno, il 7 dicembre e i momenti che precedono la serata vengono raccontati sui canali social del Teatro – Instagram, Facebook, TikTok, YouTube e X/Twitter – con interviste, contenuti esclusivi e finestre dietro le quinte.












