Mostre

JONAS MEKAS REQUIEM

23 febbraio – 5 maggio, 2024 Chiesa di San Carlo, Cremona

San Carlo Cremona presenta l’ottava mostra nel proprio spazio: Jonas Mekas, Requiem.

L’opera Requiem, commissionata e presentata a The Shed, New York City, è un tributo meditativo alla partitura di Verdi per la Messa da Requiem, o Messa funebre cattolica, ed una riflessione sulla bellezza del mondo naturale.

Il Requiem di Mekas è un commento implacabile sulla vita su questo pianeta da parte di un artista che, all’età di 96 anni, era ben consapevole degli orrori del XX secolo e sgomento dagli eventi del XXI secolo. Le immagini principali di quest’opera, che sono tratte da film girati dall’artista nel corso di tre decenni, dal suo primo videoregistratore analogico Sony al suo Nikon tascabile HD, sono fiori.

Fiori tagliati, fiori da giardino, fiori selvatici e fiori in fiore su alberi, colline, campi ed altrove sono accompagnati dai suoni della natura e dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi.

Sono inseriti nel lavoro con traduzioni di versi dalla messa funebre latina cantata dal coro, insieme ad altre immagini, tra cui registrazioni di notizie televisive ispirate a temi del romanzo “I promessi sposi”, un classico della letteratura italiana ambientato in un periodo di tumulto e peste di Alessandro Manzoni. Per il quale è stata composta la “Requiem” di Verdi.

Artista, poeta e regista nato in Lituania, Jonas Mekas (1922-2019) è stato uno dei pilastri del famoso cinema sperimentale indipendente di New York. Fondatore del movimento cinematografico d’avanguardia americano, le sue opere hanno influenzato generazioni di cineasti e sono state esposte in mostre d’arte come Documenta Kassel, la Biennale di Venezia, la Serpentine a Londra, il Centre Pompidou a Parigi ed il Jewish Museum di New York.

Requiem di Jonas Mekas è la prima mostra del 2024 che si tiene nella chiesa sconsacrata del XVII secolo di San Carlo in Via Bissolati 33, Cremona. La mostra sarà visibile fino al 5 maggio 2024.

Jonas Mekas (1922, Semeniškiai, Lithuania – 2019, Brooklyn, USA) ha vissuto e lavorato a New York come artista, poeta e regista i cui film sono una pietra miliare del cinema indipendente in tutto il mondo. Nel 1944, Jonas e suo fratello Adolfas furono deportati dai nazisti in un campo di lavoro forzato a Elmshorn, in Germania. Alla fine del 1949 l’Organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati portò i fratelli a New York, dove si stabilirono a Williamsburg, Brooklyn. Grazie all’amicizia con il suo connazionale George Maciunas, Mekas divenne subito attivo nel gruppo Fluxus. È noto, per esempio, che abbia girato Bed_In (19699 e Up Your Legs Forever (1970), due importanti performance di Yoko Ono che, nel febbrario 2015, lo ha premiato con i Lennon Courage Awards for the Arts al MoMA, Museum of Modern Art, New York.

Nel 1949, due mesi dopo il suo arrivo a New York, l’artista acquista la sua prima macchina fotografica Bolex. Ben presto viene profondamente coinvolto ne movimento cinematografico d’avanguardia americano, in un primo momento curando proiezioni per l’organizzazione non-profit Film Forum e il Carl Fischer Auditorium. Nel 1954 fondò la rivista Film Culture, che divenne presto la più importante pubblicazione cinematografica negli Stati Uniti. Nel 1958 iniziò la sua leggendaria rubrica Movie Journal in The Village Voice. Alla fine del 1960 firma il New American Cinema Manifesto, che rappresenta un’intera generazione di registi indipendenti come Stan Brakhage, Jack Smith e Kenneth Anger. Sviluppando le idee espresse nel manifesto, nel 1962 Mekas fondò la Film-Makers’ Cooperative e nel 1964 la Film-Makers’ Cinematheque, che alla fine crebbe nell’Anthology Film Archives, uno dei più grandi ed importanti depositi mondiali di cinema d’avanguardia.

È difficile trovare un regista d’avanguardia che non sia stato influenzato da Jonas Mekas: dai lungometraggi di Andy Warhol, al cinema strutturale di Michael Snow, al cinema espressionista di Stan Brakhage, al cinema ampliato di Stan VanDerBreek. Molti artisti affermati della fine del XX secolo hanno riconosciuto il suo ruolo fondamentale, quasi preparatorio, per la loro carriera: Joan Jonas, Carolee Schneemann, Chantal Akerman, Douglas Gordon, Harmony Korine per citarne alcuni. Jonas Mekas è accreditato per il progresso delle forme diacritiche del cinema. Il suo secondo film,

The Brig, ha ricevuto il Gran Premio alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1963. La sua filmografia include capolavori come “Walden” (1969); “Reminiscences of a Journey to Lithuania” (1972); “Lost Lost Lost” (1975); “As I was Moving Ahead I saw Brief Glimpses of Beauty” (2000); “A Letter from Greenpoint” (2005); “Sleepless Nights Stories” (2011) and “Outtakes from the Life of a Happy Man” (2012). Nel 2007, Jonas Mekas ha completato una serie di 365 cortometraggi pubblicati sul suo sito web, uno al giorno, e da allora ha continuato a condividere nuove opere online come modo per sperimentare il cinema nell’era di Internet. Questa parte della sua produzione è stata il tema di “The Internet Saga”, una mostra che è stata presentata a Palazzo Foscari Contarini in occasione della 56esima Biennale di Venezia.

Il lavoro di Jonas Mekas è stato celebrato negli anni in occasione degli eventi artisti di maggiore importanza: 51esima Esposizione internazionale d’Arte, The Experience of Art Directed | Always a Little Further, Venezia, Italia (2005); 50esima Mostra Internazionale d’Arte, Sogni e Conflitti. La dittatura dello spettatore, Venezia, Italia 82003); Documenta XI, Kassel, Germania (2002), 53esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Venezia, Italia (1996); 31esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Venezia, Italia (1970); 25esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Italia.

Più recenti sono le mostre retrospettive “Jonas Mekas, Open Archives”, alla Monira Foundation, Chicago, USA (2023); Jonas Mekas: Under the Shadow of the Tree, Padiglione dell’Esprit Nouveau, Bologna, Italia (2023); Images are Real, Mattatoio – Padiglione 9b, Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia (2022-2023); Jonas Mekas: The Camera Was Always Running, The Jewish Museum, New York, USA (2022); Again, again it all comes back to me in brief glimpses, MMCA in Seoul, South Korea (2017); Russian Atlases, the Hermitage Museum in Saint Petersburg, Russia 82013); Jonas Mekas; MUAUC a Città del Messico, Messico (2013); Jonas Mekas, Serpentine Gallery di Londra, Gran Bretagna (2012), e Jonas Mekas, Centre Pompidou a Parigi, Francia (2012).