Al Teatro Manzoni Gianluigi Nuzzi porta in scena i gialli tra inediti, fake news, trame e speculazioni.
Il 23 febbraio 2026 sul palco del Teatro Manzoni arriva La fabbrica degli innocenti, scritto e interpretato da Gianluigi Nuzzi con il contributo di Martina Maltagliati, per la regia di Enrico Zaccheo. Lo spettacolo affronta uno dei nodi più inquietanti del nostro presente: la trasformazione dei fatti giudiziari in narrazioni alternative, capaci di ribaltare sentenze definitive e costruire nuovi “innocenti” e nuovi “colpevoli”.
Il cast è ridotto all’essenziale: Nuzzi è solo in scena, accompagnato dalle musiche di Davide Cavuti e dal disegno luci di Marco Palmieri. Una scelta coerente con la struttura dello spettacolo, che affida tutto al racconto, alla parola, ai documenti. La produzione rinuncia a ogni spettacolarizzazione: la scenografia è una redazione minimalista, con videowall, gigantografie e contributi audio che funzionano da supporto visivo e sonoro alle ricostruzioni.
Il cuore drammaturgico ruota intorno a tre casi emblematici della cronaca italiana recente: l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, quello di Yara Gambirasio e la strage di Erba. Tutti processi chiusi con sentenze definitive, eppure entrati nel mirino di campagne mediatiche che hanno insinuato dubbi, ipotesi di complotti, errori giudiziari e manipolazioni delle prove. Nuzzi ricostruisce come nasce e opera quella che definisce una vera e propria “fabbrica”: un sistema che produce versioni alternative dei fatti, sfruttando il linguaggio della verosimiglianza per rendere credibili tesi false.
I temi affrontati vanno oltre la singola cronaca nera. La fabbrica degli innocenti analizza il rapporto tra giustizia e media, il ruolo dei social, la crisi di fiducia nelle istituzioni e il rischio che la giustizia mediatica si sostituisca a quella processuale. Non sono da sottovalutare le conseguenze umane come la gogna pubblica, la delegittimazione di magistrati e investigatori, ma soprattutto il coinvolgimento delle vittime e dei loro familiari, trasformati in bersagli.
L’atmosfera è tesa, asciutta, priva di enfasi melodrammatica. Domina un tono analitico, che chiede attenzione e spirito critico. Le immagini e i documenti non servono a spettacolarizzare, ma a costruire un percorso di verifica, quasi una lezione pubblica di metodo giornalistico e giudiziario.
LA FABBRICA DEGLI INNOCENTI
23 febbraio 2026 – Teatro Manzoni
Biglietti disponibili presso la biglietteria del Teatro
online
circuito Ticketone












