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Fibromialgia, nelle donne un impatto più pesante

I dati del registro SIR confermano maggiori difficoltà fisiche nelle pazienti femminili. In Italia ne soffrono circa 1,5 milioni di persone. Il 12 maggio la giornata mondiale.

La fibromialgia colpisce soprattutto le donne e, secondo nuovi dati raccolti dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR), nelle pazienti femminili può avere un impatto più pesante sulla vita quotidiana rispetto agli uomini. È quanto emerge da uno studio basato sul Registro italiano della fibromialgia, presentato in occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia del 12 maggio.

Secondo i dati analizzati, le donne con fibromialgia mostrano una maggiore compromissione fisica, pur avendo una gravità complessiva della malattia simile a quella degli uomini. In pratica, il dolore e gli altri sintomi sembrano incidere di più sulla capacità di svolgere attività quotidiane, lavorative e relazionali.

Una malattia cronica ancora poco riconosciuta

La fibromialgia è una sindrome cronica caratterizzata da dolore muscolare diffuso, stanchezza persistente, disturbi del sonno e difficoltà cognitive. In Italia interessa circa 1,5 milioni di persone ed è considerata la terza malattia reumatologica più diffusa.

Tra gli aspetti evidenziati dagli specialisti c’è anche il problema della diagnosi tardiva: in molti casi possono passare oltre quattro anni dall’inizio dei sintomi prima di arrivare a una diagnosi corretta. Negli uomini il ritardo può essere ancora maggiore, perché la patologia è meno frequente e spesso meno riconosciuta.

Secondo gli esperti, una diagnosi precoce è importante per migliorare la qualità della vita e avviare prima un percorso terapeutico adeguato.

Il ruolo dello stress e del sonno

La SIR ricorda che la fibromialgia può essere aggravata da periodi prolungati di stress fisico o psicologico. Tra i meccanismi coinvolti ci sarebbe anche la riduzione di neurotrasmettitori come la serotonina, sostanza che contribuisce alla regolazione del dolore, del sonno e dell’umore.

Quando questi equilibri si alterano, possono comparire maggiore sensibilità al dolore, sonno non ristoratore e alterazioni dell’umore, elementi che tendono ad alimentare il disturbo nel tempo.

Registro nazionale: raccolti dati su 12.500 pazienti

Il Registro italiano della fibromialgia, promosso dalla SIR, raccoglie attualmente dati su circa 12.500 pazienti seguiti in oltre 50 centri di reumatologia italiani. L’obiettivo è comprendere meglio come evolve la malattia e individuare percorsi terapeutici più personalizzati.

Dai dati raccolti è stato possibile anche identificare le forme più gravi della patologia, inserite tra le condizioni croniche e invalidanti previste nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il cui decreto è nella fase finale di approvazione.

Per i pazienti questo potrebbe tradursi in maggiori tutele sanitarie e facilitazioni nel percorso di cura.

In arrivo nuove linee guida nazionali

La Società Italiana di Reumatologia ha annunciato inoltre la preparazione di nuove linee guida sulla gestione della fibromialgia, previste dopo l’estate. Le indicazioni dovrebbero concentrarsi su un approccio multidisciplinare, che integri farmaci, attività fisica regolare e supporto specialistico.

Gli specialisti sottolineano infatti che la gestione della fibromialgia richiede spesso il coinvolgimento di più figure professionali, dai reumatologi ai fisioterapisti, fino agli specialisti del sonno e della salute mentale.

L’incontro online aperto al pubblico

In occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia, domenica 11 maggio alle 18:30 la SIR organizzerà una diretta social dedicata a pazienti, caregiver e cittadini interessati ad approfondire il tema.