Tre incontri aperti al pubblico per capire come AI e tecnologie stanno cambiando la società, tra promesse, limiti e responsabilità
A Milano il nuovo anno si apre con una riflessione concreta e accessibile sul futuro digitale. Il STEP FuturAbility District, lo spazio dedicato alla divulgazione tecnologica in Piazza Adriano Olivetti 1, propone per gennaio un ciclo di incontri pensati per aiutare cittadini, professionisti e studenti a orientarsi tra intelligenza artificiale, agenti autonomi e trasformazioni del web.
Il primo appuntamento è in programma martedì 13 gennaio dalle 18:30 alle 20:00, con il workshop “Chi ha l’ultima parola tra esseri umani e macchine?”. Al centro del confronto c’è una delle domande più urgenti del nostro tempo: cosa succede alla centralità dell’essere umano nell’era dei linguaggi artificiali, delle immagini sintetiche e dei sistemi autonomi? A guidare la discussione sarà Cosimo Accoto, filosofo della tecnologia e Research Affiliate al MIT di Boston, da anni impegnato nello studio dell’impatto culturale e sociale dell’innovazione digitale.
Martedì 20 gennaio, 18:30 – 20:00, l’attenzione si sposta sul funzionamento concreto dell’intelligenza artificiale con l’incontro “Come l’AI capisce, decide e agisce: un viaggio nel mondo degli agenti”. Un’occasione per andare oltre slogan e semplificazioni e capire come operano davvero gli agenti AI, quali logiche li governano e quali limiti scientifici ne definiscono l’uso attuale. A intervenire sarà Claudio Stamile, Manager of AI R&D and Market Solutions in Fastweb+Vodafone, impegnato nello sviluppo di soluzioni enterprise basate su AI generativa e sistemi agentici controllati.
Il ciclo si chiude mercoledì 28 gennaio, 18:30 – 20:00, con “Qualcosa è andato storto”, un incontro che ripercorre l’evoluzione del web dalle origini, segnate dall’idea di una tecnologia più democratica, fino alle attuali distorsioni della digital economy. Riccardo Luna, giornalista del Corriere della Sera ed ex direttore di Wired Italia, guiderà una riflessione critica su quando e perché il futuro digitale ha smesso di essere percepito come un progetto condiviso.
In una città come Milano, sempre più hub tecnologico e laboratorio di innovazione, questi appuntamenti rappresentano un’occasione per fermarsi a comprendere, con strumenti culturali solidi, le trasformazioni che incidono già sulla vita quotidiana e sul lavoro. Il STEP FuturAbility District si conferma così non solo come spazio espositivo, ma come luogo di confronto pubblico su come costruire una società digitale più consapevole e inclusiva.












